Sulla pasta lo spettro della speculazione Roma - E’ in atto una evidente speculazione sul piatto preferito dagli italiani con le quotazioni del grano che sono andate piu’ giu’ della borsa e oggi sono dimezzate dall’inizio dell’anno mentre la pasta di semola di grano duro è stata tra gli alimentari quella che addirittura ha subito i maggiori incrementi, secondo l’Istat. E’ quanto è stato denunciato dagli agricoltori della Coldiretti nel corso del primo question time in campagna al quale sono intervenuti il Ministro delle Politiche Agricole Luca Zaia e il Presidente della Coldiretti Sergio Marini. La pasta non accenna a diminuire e ha raggiunto valori medi di 1,6 euro al chilo, secondo il servizio Sms consumatori del Ministero delle Politiche Agricole, nonostante il fatto che - sottolinea la Coldiretti - il grano duro sia oggi attorno ai 0,28 euro al chilo. All’inizio dell’anno la pasta - ricorda la Coldiretti - era a 1,4 euro al chilo mentre il grano a 0,48 euro al chilo e si è dunque verificato un progressivo ed ingiustificato allargamento della forbice dei prezzi tra produzione e consumo. Una situazione drammatica nelle campagne per il forte aumento dei costi di produzione che sta mettendo in difficoltà - continua la Coldiretti - gli agricoltori italiani e il futuro delle coltivazioni Made in Italy con l'aumento della dipendenza dall'estero. L’incremento medio dei costi nelle campagne è stato del 10 per cento con incrementi record proprio per la coltivazione dei cereali come il grano, dovuto soprattutto ai concimi necessari per fertilizzare il terreno, per i quali si è verificato un aumento del 56 per cento e alle spese energetiche, con un aumento medio del 13 per cento. “Si tratta dell’evidente dimostrazione che l’emergenza alimentare non si risolve con i prezzi bassi all'origine per gli agricoltori, perché di questi non beneficiano i consumatori e non consentono di coprire i costi di produzione e, nel lungo periodo, portano alla chiusura delle imprese e alla destrutturazione del sistema con immaginabili ripercussioni di carattere economico, sociale e sulla bilancia commerciale”, ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini. Serve sui mercati una maggiore stabilità per chiudere le porte alla speculazione e consentire una adeguata programmazione della produzione ed una più equa distribuzione del valore nella filiera. Per questo - ha concluso Marini - la Coldiretti ha avviato un progetto per semplificare e razionalizzare la filiera e recuperare valore aggiunto alle imprese agricole. Un obiettivo che passa anche attraverso un contenimento dei costi di produzione che hanno raggiunto livelli record. La pasta è il piatto preferito dagli italiani con consumi medi procapite che in Italia sono sui 28 chili a persona, tre volte superiori a quelli di uno statunitense, di un greco o di un francese, cinque volte superiori a quelli di un tedesco o di uno spagnolo e sedici volte superiori a quelli di un giapponese. Le esportazioni di pasta nel mondo - conclude la Coldiretti - sono aumentate in valore del 46 per cento, con incrementi soprattutto nei paesi dell’Unione Europea (+50 per cento), dove si realizzano i due terzi del valore delle esportazioni, mentre sono quasi raddoppiate le esportazioni in Asia, che in valore ha quasi eguagliato il mercato americano, rimasto sostanzialmente stabile, nel primo semestre 2008 rispetto all’anno precedente.
LA SPECULAZIONE DAL GRANO ALLA PASTA – Euro al chilo
Gennaio 2008 Ottobre 2008 variazione
Grano 0,48 0,28 - 42 %
Pasta 1,4 1,6 + 14 %
Fonte: Elaborazioni Coldiretti
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