Agricoltura, il traino continua ad essere il Made in Italy. Presentato il rapporto Inea Roma - Il 2007 è stato un anno difficile per l'agricoltura italiana: andamento stazionario della produzione dopo due annate negative, con una crescita dei prezzi di base (più 2,6% che diventa più 3,3% se si fa riferimento ai prezzi al produttore) che ha contribuito a un aumento del valore della produzione (più 2,5%) che però non ha permesso di recuperare i livelli del 2004 arrivando a quelli del 2002. Anzi i prezzi hanno superato nel 2007 l'andamento dell'inflazione. La voglia di esportare il made in Italy si conferma in crescita. Sono questi i principali dati del Rapporto 2007-2008 dell'Inea (Istituto nazionale di economia agraria) che scatta la fotografia dello stato dell'agricoltura italiana. In particolare, rileva il Rapporto Inea, "a livello di comparto solo la zootecnia ha evidenziato" un buon risultato con un "più 3,3% in termini reali" per cui sono stati "determinanti gli aumenti produttivi delle carni avicole (più 17,2%) e delle carni suine (più 3,2%)". Un risultato che ha "controbilanciato" il cattivo andamento registrato dalle produzioni vegetali, tra cui, soprattutto, "le flessioni produttive delle arboree e delle colture industriali", per prima la soia. Il Rapporto Inea parla anche del considerevole "aumento dei prezzi dei prodotti cerealicoli (più 26,4% rispetto al 2006, con punte del 45,8% per il frumento tenero e del 26,7% per quello duro) che ha consentito un ampio recupero del crollo produttivo dell'anno precedente". Poi, da evidenziare che "l'aumento dei prezzi dei prodotti agricoli ha superato nel 2007 il tasso di inflazione (più 1,9%)" e "per la prima volta l'agricoltura non ha svolto più la tradizionale funzione calmieratrice". Il Rapporto 2007-2008 dell'Inea riporta anche della "buona performance dei prezzi dei prodotti agricoli" che però "non è stata sufficiente a migliorare la redditività del settore", ma ha permesso di "attenuare in parte gli effetti di una ben più rilevante crescita dei prezzi dei mezzi tecnici (più 6,2%)", su cui ha influito "l'impennata dei prezzi di sementi, mangimi e concimi". L'aumento dei prezzi dei mezzi tecnici ha fatto "lievitare la spesa sostenuta dagli agricoltori (più 5,9%) nonostante non si siano registrate variazioni significative nei quantitativi acquistati, con un ulteriore peggioramento del loro potere d'acquisto". Una cosa che ha messo in risalto le difficoltà dell'agricoltura, come "accusare per il terzo anno consecutivo" scarsi risultati. Anche per l'industria alimentare, a giudizio del Rapporto Inea, "il 2007 è stato un anno difficile con una produzione in stagnazione e un valore aggiunto che in termini reali si è ridotto del 2% rispetto all'anno precedente". Mentre "le componenti relative alla lavorazione delle granaglie e del riso nonché quella degli oli e grassi hanno rappresentato i comparti con le peggiori dinamiche produttive (tra meno 7% e meno 10%)". Nel confronto con "il mercato i segnali non sono univoci": a uno scenario di "persistente stagnazione sul fronte interno" si contrappone "un risultato di costante crescita per l'estero". Nel 2007, prosegue il Rapporto Inea, "i consumi alimentari delle famiglie italiane hanno evidenziato, in volume, una sostanziale stabilità" anche se si ravvisa "un forte ridimensionamento delle quantità acquistate di pane e cereali, carne e frutta". Una dinamica che "sembra peggiorare nei primi mesi del 2008, a causa dell'ulteriore erosione del potere d'acquisto delle famiglie italiane". Sul fronte dei mercati esteri "la domanda conferma, anche nel 2007, il proprio trend di costante crescita: le esportazioni sono aumentate, per il secondo anno consecutivo, del 6,2% per effetto di un incremento che ha riguardato congiuntamente sia i prezzi (più 2%) sia le quantità (più 4,1%)". Le esportazioni, continua il Rapporto Inea, sono state "superiori alle importazioni (più 2,1%) determinando, anche per il 2007, un miglioramento del saldo commerciale agro-alimentare". Andamenti che hanno portato a "un aumento del 3% del grado di copertura commerciale, che si è attestato nel 2007 al 75,4%, espressione di un ulteriore miglioramento della posizione competitiva dell'agro-alimentare italiano sui mercati esteri". E "un'evidenza si ha anche con la propensione a esportare, che nel 2007 ha raggiunto il 33,4% confermando il proprio trend di crescita (più 1,4%), a fronte di un più contenuto incremento della propensione a importare (più 0,6%) che ha toccato il 40%".
25 / 07 / 2008 diventa amico di questo sito su Facebook conoscerai gli autori del network e gli altri lettori
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