Agroalimentare, l'ombra della mafia sui prodotti di qualità Roma - La mafia minaccia di dominare l'agroalimentare italiano. A lanciare l'allarme è la Fondazione Cloe, che nel convegno svolto non meno di ventiquattro ore fà sulla sicurezza alimentare ha annunciato l'istituzione di un osservatorio sui fenomeni illegali e criminali in agricoltura. La fondazione, che promuove la cultura della sostenibilità ambientale per il sistema agricolo, ha presentato il suo primo rapporto sul settore, che mette in evidenza le crescenti minacce della criminalità organizzata alle specialità italiane. Nel 2006, denuncia il rapporto, il valore dei prodotti contraffatti e delle usurpazioni delle denominazioni protette, ha superato i 5,4 miliardi di euro. Tra il 2005 e il 2006 sono state denunciate oltre 2.600 persone e sequestrate oltre 400 aziende. Le reti criminali controllano spesso mercati ortofrutticoli e florovivaistici, soprattutto al Sud ma, sottolinea la fondazione Cloe, "anche il mercato ortofrutticolo di Milano è da tempo al centro delle polemiche per presunte infiltrazioni mafiose". In alcune aree del Paese l'acquisto e la vendita dei terreni agricoli è condizionata "da soprusi, minacce violente e meccanismi di compravendita pilotati". Esiste un "vero e proprio mercato fondiario parallelo, in cui gli agricoltori sono costretti a cedere la terra o l'attività ai clan" che in questo modo riciclano il denaro. Ma le attività criminali riguardano anche la macellazione clandestina, il cui volume di affari ha raggiunto i 2,4 miliardi di euro e le truffe scoperte sui finanziamenti europei, che ammontano nel 2006 a 454 milioni di euro. "Il confine tra legale e illegale - spiega il presidente della Fondazione Cloe, Marco Minniti - è a volte indistinto e ambiguo: si sono verificati casi in cui anche grosse catene distributive e titolari di marchi noti hanno operato sotto il controllo di organizzazioni mafiose attraverso l'uso di prestanome e la copertura di insospettabili imprenditori". Per la fondazione occorre l'introduzione di un quadro normativo più organico, con un coordinamento operativo dei numerosi organismi di vigilanza, "che spesso lasciano disapplicate talune norme fondamentali, altre volte rendono onerosa presso gli operatori del settore l'attuazione di altre".
30 / 10 / 2008 diventa amico di questo sito su Facebook conoscerai gli autori del network e gli altri lettori
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