Al magnate cinese Stanley Ho il tartufo da un chilo e cento grammi
Roma - E' andato al magnate cinese Stanley Ho il pezzo più pregiato dell'asta internazionale del tartufo che si è svolta ieri pomeriggio contemporaneamente in quattro città: Roma, Londra, Abu Dhabi (capitale degli Emirati Arabi Uniti) e Macao (Cina). La hall dell'Hotel Exedra della Capitale è stato occupato per tutto il pomeriggio da duecento sedie e quattro monitor, dai quali era possibile seguire i lotti di tartufo messi in vendita nelle altre tre città. Ciascun partecipante poteva acquistare i tartufi messi all'asta a Roma, ma anche quelli che venivano battuti sulle altre piazze. Ad aggiudicarsi il pezzo più grande, da quasi un chilo e cento grammi, è stato Stanley Ho che già l'anno scorso aveva battuto ogni record, con l'acquisto di un tubero da un chilogrammo e mezzo per 330mila dollari. Quest'anno invece ha risparmiato, visto che la spesa "soltanto" di 200mila dollari. Complessivamente sono stati raccolti 400mila dollari, una somma che andrà interamente in beneficenza. Sarà infatti devoluta in Italia a Telethon, nel Regno unito al Great Ormond Street Hospital for Children, negli Emirati alla Emirates Foundation e in Cina alla Caritas Macao. In tutto sono stati battuti sedici lotti di tartufi, quattro per ciascuna città. Tutti però sono stati raccolti in Italia nell'arco dell'ultima settimana. Si tratta infatti, spiega Giselle Oberti, ideatrice dell'iniziativa, anche di una ottima occasione di promozione del tartufo bianco italiano. L'evento giunto quest'anno alla sesta edizione per la prima volta ha messo all'asta tuberi provenienti da tutta la penisola. "Si parla poco - spiega Oberti - del tartufo del Molise o di quello della Campania o di quello Calabrese. Ma la verità - sottolinea - è che il tartufo di Alba rappresenta solo una piccola parte della produzione nazionale. Loro sono stati più bravi a promuoverlo, ma ora bisogna far conoscere tutte le produzioni e puntare sull'aggettivo 'italiano'". Il pezzo più grande venduto oggi, sottolinea, veniva infatti dal Molise e non dal Piemonte o dalla Toscana. Lo ha donato all'organizzazione Ernesto Di Iorio, titolare di un'azienda di tartufi di Campobasso. L'evento è naturalmente anche un'occasione di promozione per l'agroalimentare italiano: rinomati chef partecipano all'iniziativa e preparano il tartufo per quei ricchi fortunati che se lo sono aggiudicato, proponendo anche una selezione di vini e una serie di pietanze, realizzate tutte con prodotti rigorosamente Made in Italy. "Siamo molto soddisfatti - sottolinea Oberti - perchè anche in questo periodo di crisi siamo riusciti ad ottenere un grande successo con questa iniziativa".
30 / 11 / 2008
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