Alimentare: la Spagna colpita dal morbo della mucca pazza Roma - Gli spagnoli l'avevano dimenticato, ma il morbo della mucca pazza è tornato a colpire quando il Paese meno se lo aspettava, ad otto anni dal grande allarme del 2000: due persone sono morte negli ultimi tre mesi nella provincia agricola di Castiglia e Leon vittime della variante umana della Cretzfeld Jakob, ma la notizia è filtrata solo oggi. Non è stata resa nota l'identità delle due vittime, e non si sa per ora dove esattamente abitassero. L'agenzia spagnola della sicurezza alimentare (Aesa) ha solo precisato che erano un uomo di 41 anni e una donna di 50 - in un primo tempo si era parlato di persone giovani - e che sono morti rispettivamente il 28 dicembre e il 7 febbraio. I tempi lunghi per avere la conferma che fossero casi di variante della Cjd (Creutzfeldt-Jakob Desease) sono dovuti al fatto che solo gli esami post mortem consentono di identificarla con certezza. Il male colpisce soprattutto il cervello. I sintomi della malattia sono simili a quelli di altre patologie di demenza con, secondo la stampa spagnola, problemi di comportamento, depressione, insonnia, disordine nei movimenti. Quelli della Castiglia sono i primi casi mortali del morbo di mucca pazza in Spagna 2005, quando la malattia uccise una donna di 26 anni. Secondo il direttore del Centro Nazionale di Riferimento sulle Encefalopatie Spongiformi Trasmissibili Juan José Badiola "non c'é da allarmarsi, perché è probabile che le due vittime siano state contaminate più di otto anni fa". I controlli intensivi sulla carne bovina sono stati introdotti nel 2000, in seguito alla diffusione del morbo nel Regno Unito soprattutto. Secondo Badiola è però "probabile che altri casi vengano individuati in Spagna nei prossimi mesi", in quanto il periodo di incubazione della malattia è stimato fra cinque e 10 anni. Il governo di Castiglia e Leon ha lanciato nel pomeriggio messaggi di "tranquillità" alla popolazione, sottolineando che non esistono rischi epidemiologici, e che l'origine della malattia è stato il consumo di carne infetta oltre otto anni fa. Il governo centrale ha inoltre garantito che il consumo della carne bovina non presenta rischi. Il ministro dell'agricoltura uscente la socialista Elena Espinosa ha parlato di "tranquillità e di garanzie assolute". In Italia comunque non ci sarebbero rischi per il consumatore dopo i due casi verificati in Spagna di variante umana della malattia Creutfeldt-Jakob . "I consumatori italiani possono stare tranquilli. I controlli - ha dichiarato la Confederazione italiana agricoltotori (Cia) - sono rigorosi e non esiste alcun pericolo per la carne commercializzata nel nostro Paese". La confederazione ha inoltre invitato ad evitare qualsiasi forma di allarmismo o di psicosi, che nel 2000 costarono alla filiera bovina oltre 2 miliardi di euro di perdite
07 / 04 / 2008 Commenta la notizia nel Forum
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