|
Asparagi, prove tecniche per allungare la produzione Roma - Una caldaia a biomassa che non inquina, un labirinto di tubi che fanno passare acqua calda nel terreno, il campo si riscalda e gli asparagi crescono da marzo a maggio. Prima in provincia di Venezia la Cooperativa agricola Bibione sta sperimentando un nuovo metodo per allungare la produzione di quello che è il prodotto tipico del litorale. Con il risultato di avere un doppio vantaggio: quello ecologico e quello economico di poter vendere un prodotto quando la produzione è praticamente nulla. "Dovevamo allungare la stagionalità - dice il direttore della coop Giuseppe Basei – e visti i risultati di quest’anno ci siamo riusciti". Grazie alla caldaia che scalda l’acqua che passa a 30-35 gradi nelle serpentine sistemate accanto alla base dell’asparago, il terreno rimane a temperatura costante da marzo a giugno, anche quando l’inverno non è ancora finito. In questo modo la cooperativa riesce a commercializzare il prodotto in un periodo più lungo e non solo nei due mesi primaverili come avviene solitamente. "Confcooperative Venezia si è impegnata ad essere promotrice verso gli enti locali per il riconoscimento europeo Igp (indicazione geografica protetta) dell’asparago bianco di Bilione", dice il presidente dell’Unione provinciale Angelo Grasso. Se normalmente ad aprile la produzione classica non supera i 4 quintali e a maggio si aggira tra i 15 e 20, con il “riscaldamento dell’asparagina” la produzione è costante da marzo a maggio di 10 quintali. «In questo modo riusciamo ad avere un prodotto di qualità senza usare prodotti chimici e inquinare per tre quattro mesi all’anno», precisa il presidente della cooperativa agricola Bibione Gianni Moscolin. Tutti gli asparagi, così come anche gli altri prodotti della coop sono esenti di residui chimici. Basei e Moscolin infatti hanno voluto andare oltre ai minimi fissati da alcune catene della grande distribuzione a cui vendono i loro prodotti. «Non c’è nessun agente parassitario – dicono -. La prova è data dalle schedature dei trattamenti fatti dagli agricoltori prima, e da analisi di laboratorio poi". La presenza della caldaia a biomassa inoltre contribuisce a ridurre tutti gli inquinanti. Anzi la coop e l’amministrazione stanno studiando una collaborazione: l’idea è quella di portare le potature degli alberi di Bibione come “combustibile” per la caldaia al posto del cippato tradizionale, facendo risparmiare sia coop che Comune. Anche perché i tre ettari attualmente coltivati presto diventeranno cinque facendo fruttare l’investimento fatto con caldaia e serpentine.
18 / 09 / 2008 diventa amico di questo sito su Facebook conoscerai gli autori del network e gli altri lettori
Scrivi
la tua opinione su questo
articolo,
le tue opinioni saranno
pubblicate nello spazio
Forum
|
Voci correlate
|
|
| |
Box News


Inserisci
un annuncio
Stai
cercando
un prodotto,
un servizio
o una
richiesta
di preventivo?
Da oggi
puoi utilizzare
Best Buyer,
un servizio
gratuito
di richiesta
preventivi
online
organizzato
dal nostro
network.
Preventivi
online
|
|
|
|
|