Barilla, fatturato in crescita del 3,4% Roma - In un anno che è stato caratterizzato da un difficile scenario internazionale e che ha visto un'impennata dei costi delle materie prime, il gruppo Barilla ha chiuso il 2007 con un fatturato in crescita del 3,4% a 4.245 milioni di euro e con una decisa riduzione del debito, che è sceso di 178 milioni rispetto al 2006 attestandosi a 1.267 milioni. "I risultati del 2007 - ha commentato il presidente Guido Barilla, nel corso di una conferenza stampa - confermano la solidità finanziaria e la forza competitiva del nostro gruppo che negli ultimi tre anni ha quasi dimezzato il debito, con crescite di fatturato, dei volumi e delle quote di mercato nei principali contesti internazionali, in particolare negli Stati Uniti, dove abbiamo raggiunto ormai una quota del 27% nel mercato della pasta". Ancora più netta la discesa nel corso dei primi mesi del 2008 dell'indebitamento che, grazie anche al "significativo" incasso derivante dalla cessione di GranMilano (Tre Marie e Sanson), "a fine giugno scenderà quasi sicuramente sotto la soglia di un miliardo - ha spiegato il Ceo Robert Singer - con una stima intorno ai 975 milioni". "La stabilità finanziaria è una notevole conquista - ha detto Singer - siamo molto soddisfatti, ci consente di presentarci al mercato finanziario come un'azienda con una grande solidità e quindi confrontarci in un certo modo, accedere meglio al credito per espandere le nostre attività". Barilla - ha voluto sottolineare Guido Barilla - "è un'azienda che storicamente ha vissuto fino al 2001 senza debiti, poi c'è stata l'acquisizione della tedesca Kamps che ha portato a un'impennata dei debiti. Non posso dire che tra cinque anni arriveremo a debiti zero però la nostra volontà è portarci verso quella direzione. In discesa l'ebitda a 448 milioni (480 mln nel 2006), complice l'aumento del costo dei fattori produttivi, con una marginalità passata dall'11,6% al 10,6% .Il 2007 - ha specificato inoltre - è stato un anno particolare, segnato da una forte volatilità e da un drastico aumento dei costi delle nostre principali materie prime come, ad esempio, il grano duro che lo scorso anno è triplicato rispetto ai valori di mercato degli ultimi anni". Se fino a 18 mesi fa, infatti, il prezzo dei cereali viaggiava sui 150 euro a tonnellata "negli ultimi mesi si è raggiunto un punto massimo di 550 euro, per poi assestarsi a quota 350 euro, comunque sempre due volte e mezza circa il valore di fine 2006", ha spiegato il presidente dell'azienda emiliana. "Per noi dal punto di vista dell'assorbimento dei costi è stato un anno veramente drammatico, nella nostra storia gli unici precedenti risalgono agli anni Settanta con lo shock petrolifero", ha proseguito Barilla. "Abbiamo visto però una forte stabilità nei prodotti di base, per cui i nostri volumi hanno tenuto, siamo molto soddisfatti. E il fatto che l'azienda sia solida e reattiva ci lascia fiduciosi e guardiamo al 2008 con fiducia, dopo un avvio d'anno positivo". Interpellato circa future acquisizioni, il ceo Singer ha dichiarato che in questo momento l'azienda "è focalizzata sul consolidamento di quello fatto". "In un mercato come questo - ha spiegato - dobbiamo essere prudenti e perseguire il nostro track di stabilità finanziaria. Può essere che arrivino opportunità ma bisogna stare attenti".
01 / 07 / 2008 diventa amico di questo sito su Facebook conoscerai gli autori del network e gli altri lettori
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