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Biologico, l'Italia resta leader di settore Roma - Circa 43.000 produttori nel 2007 e una superficie pari a 1,1 milioni di ettari. Questi i numeri che sanciscono il primato italiano in Europa per la produzione biologica e la classificano al quinto posto nel mondo confermandola tra i leader di settore. Da settore di nicchia, il biologico si e' sempre piu' trasformato in un mercato in progressiva crescita, coinvolgendo inizialmente le piccole aziende per estendersi alle grandi. Questa la fotografia emersa in occasione del convegno "La sostenibilita' dell'agricoltura biologica: valutazioni economiche, ambientali e salutistiche", organizzato dall'Inea - Istituto Nazionale di Economia Agraria - e presieduto da Alberto Manelli, Direttore Generale. Il convegno è stato il momento conclusivo del progetto Sabio, esame dell'attivita' della produzione biologica a partire da analisi di tipo economico, politico-sociale, sanitaria, ambientale e agronomica. "Le ricerche - ha dichiarato soddisfatto il Presidente dell'Inea, Lino Rava - svolte in maniera coordinata hanno consentito di avere un quadro d'insieme assolutamente generale e, quindi, in grado di orientare contemporaneamente le politiche e le strategie, da un lato, e il mondo della produzione dall'altro" Il progetto, fortemente innovativo non solo per i contenuti, ma anche per il metodo, ha visto il coinvolgimento delle Universita' di Padova, Roma e Bologna e del mondo produttivo con l'AGER s.r.l. "Il carattere interdisciplinare del lavoro di ricerca - ha proseguito il Presidente - e' un fattore fondamentale per un moderno sistema economico. In questo progetto si e' giustamente operato in questa direzione ma e' vitale non interrompere il cammino intrapreso, limitandosi a questa ricerca, ma affrontare ancora le prospettive del settore attraverso un approfondimento delle sue non poche variabili. Occorre creare - ha concluso - una piu' efficiente catena dell'offerta e migliorare gli strumenti di conoscenza rendendoli funzionali all'attivita' produttiva oltre che al mondo politico". Sabio, partendo dalla situazione economica e politica esistente, ha registrato l'impatto del metodo di coltivazione biologica, stimando il valore aggiunto dell'agricoltura biologica che, affiancata da un esame critico delle politiche del settore, fornisce gli strumenti utili agli stakeholders per l'identificazione di strategie finalizzate a uno sviluppo del settore adeguato. "Il progetto - ha spiegato Carla Abitabile, Responsabile di SABIO - e' stato finalizzato a individuare la domanda delle politiche del settore, identificando le dinamiche del sistema di produzione, individuando i provvedimenti piu' urgenti. Il progetto - ha concluso - vuole essere un contributo alla valutazione della sostenibilita' economica, ambientale e sociale dell'agricoltura biologica attraverso la stima del suo valore aggiunto rispetto all'agricoltura convenzionale".Nonostante il settore abbia oggettivamente risentito della flessione dei consumi delle famiglie italiane, come del resto tutto il comparto agroalimentare, i dati parlano chiaro. Dal 2002 al 2005 le vendite mondiali di alimenti e bevande biologici sono aumentate del 43%, toccando i 25.5 miliardi di Euro e quelle delle 2006 sono stimate intorno a 31 miliardi di Euro. Nel solo 2005 il mercato italiano registra un valore di 2.4 miliardi di Euro. "il progetto SABIO - ha sottolineato Alberto Manzo del Mipaaf - e' fra i piu' importanti fra quelli finanziati dal Ministero, in quanto il settore della produzione biologica e' un comparto vitale per l'agricoltura e l'economia italiana 25 / 09 / 2008 diventa amico di questo sito su Facebook conoscerai gli autori del network e gli altri lettori
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