Bologna, in centomila alla manifestazione di Confagricoltura Roma - In centomila agricoltori scendono in piazza a Bologna e urlano contro il Governo Berlusconi che ha tradito le aspettative e ha 'dimenticato' le promesse fatte durante la campagna elettorale. Così per una intera mattinata Confagricoltura ha colorato le strade del capoluogo emiliano con migliaia di bandiere bianche e verdi, gli slogan contro l'esecutivo e i trattori che hanno partecipato al corteo. "Qui in piazza ci sono persone che sanno ricominciare dopo una grandinata - spiega il presidente dell'organizzazione, Federico Vecchioni - persone che non piegano la schiena davanti a un'alluvione o a una tempesta. Non pensi quindi il Governo che ci arrenderemo davanti a questa Finanziaria. Saranno costretti ad ascoltarci". Il 'popolo delle partite iva' che lavora nel settore dell'agricoltura, lamenta i tagli al bilancio del 10,3% per la spesa corrente e del 25,9% in conto capitale. A questo si aggiungono i tagli alle risorse al ministero delle Politiche agricole di un quarto delle dotazioni finanziarie (-459 milioni di euro). Confagricoltura ha stimato che nella Finanziaria 2009 mancheranno circa 500 milioni per il fondo di previdenza nazionale, per le assicurazioni in caso di calamità naturale, oltre al mancato rifinanziamento del fondo di solidarietà nazionale. Già nella serata di ieri, nel corso di una conferenza stampa, il presidente di Confagricoltura non era stato 'tenero' col Governo e aveva stimato una partecipazione per la manifestazione di oggi di circa ventimila produttori. In piazza, secondo i calcoli dei vertici dell'associazione, sono scesi in centomila rappresentanti da tutte le parti d'Italia, anche se la Questura calcola al momento una presenza di venti-trentamila persone. Vecchioni si scaglia ancora una volta contro Berlusconi: "Non possiamo essere soltanto vacche da mungere - urla sul palco di piazza 8agosto - devono capire che senza il settore agricolo questo Paese va alla deriva. Negli altri Paesi l'hanno capito, come nel caso della Francia che proprio ieri ha stanziato 300 milioni per il settore agricolo. Dalle altre parti quando si parla di agricoltura si spalancano le porte". Qui, invece, nessuna risposta ai produttori. "Berlusconi rispetti questa piazza - insiste il presidente - molti di noi hanno creduto alle promesse fatte durante la campagna elettorale a favore della sburocratizzazione e del taglio degli sprechi nella pubblica amministrazione. Berlusconi rispetti queste persone. Ci sono un milione di persone sedute tutti i giorni davanti ad una scrivania a non fare nulla, vanno cacciati con un calcio nel sedere". Quello che preoccupa è il silenzio che arriva dall'esecutivo: "Vogliono accollarci l'Ici sui fabbricati rurali, ma noi non acconsentiremo questa tassazione illegittima. Con noi oggi in piazza ci sono 1,3 milioni di dipendenti che rappresentano venti milioni di giornate di lavoro. Vogliono prelevare dalle nostre tasche un miliardo di euro. Ci opporremo non ci fa paura essere soli". Diversi gli slogan contro il Governo: "Pinocchio non esiste solo nelle favole" si legge su un manifesto e "Si scrive Silvio si legge Silvan", "Noi: la terra, noi: le imprese".
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