Borsa Merci: l'aumento del prezzo del grano tenero è del 7% Roma - Sembra non fermarsi il prezzo dei prodotti agricoli. A febbraio il frumento tenero di importazione North Spring (una varietà canadese), secondo le rilevazioni delle Camere di Commercio sui principali mercati all'ingrosso (indice Finc), ha segnato un rincaro del 7% rispetto a gennaio. Lo fa sapere una nota della Borsa merci telematica redatta in collaborazione con Unioncamere, secondo la quale il frumento duro in molti mercati all'ingrosso ha superato la soglia dei 500 euro alla tonnellata. A Milano, segnala la Borsa merci, il grano duro fino ha superato i 530 euro, mentre a Bologna le varietà migliori hanno oltrepassato quota 520. Il Finc, rispetto a febbraio 2007, ha segnato un aumento del 169%. Ad accentuare la richiesta, spiega la nota, "ha contribuito anche l'aumento dei prezzi delle alternative estere, soprattutto del prodotto canadese". Relativamente alle previsioni di semina per l'annata 2008, prosegue la nota, "anche se ancora non c'è un dato ufficiale, le stime indicano un deciso aumento delle superfici coltivate: per l'Unione seminativi il 24% rispetto al 2007; per Stratègie Grains, istituto francese di ricerca e analisi in campo cerealicolo, l'8% rispetto al 2007". Anche l'indice Finc del granoturco nazionale aumenta del 4% rispetto a gennaio. Si tratta in questo caso, prosegue la nota, di una stabilizzazione dei prezzi, "dopo un gennaio contraddistinto da una costante diminuzione dei prezzi camerali". Sono state diffuse, aggiunge la Borsa merci, da parte di Stratégie Grains "le prime previsioni sulla semina primaverile del nuovo prodotto che confermerebbero una crescita delle superfici destinate a tale coltura (+10%)". Sui mercati internazionali, aggiunge la nota, il frumento ha registrato anche a febbraio forti aumenti, soprattutto al Chicago Board of Trade (Cbot). Nella prima settimana del mese, infatti, sul Cbot le quotazioni hanno registrato "una serie di aumenti record, raggiungendo punte di 12 dollari per bushel e aggiornando più volte il record storico su questo mercato". All'origine dei nuovi rincari, spiega la Borsa merci, le ultime indicazioni del Dipartimento Usa dell'Agricoltura, "che hanno aggiornato ancora al ribasso le stime sulle scorte cerealicole mondiali relative alla campagna 2007-2008". "Altro fattore che ha alimentato e sta alimentando la corsa al rialzo dei prezzi - prosegue la nota - è la crescente domanda di cereali per consumi alimentari, proveniente principalmente dall'est asiatico (Cina e India soprattutto), elemento che ormai può essere considerato strutturale nel mercato. In particolare, la siccità che sta colpendo le produzioni interne di Cina e India ha determinato per questi due paesi, un maggior ricorso alle importazioni di prodotti cerealicoli dai mercati occidentali, con l'effetto non solo di aumentare ulteriormente la domanda mondiale di questi prodotti ma anche di mantenere i prezzi su alti livelli".
11 / 03 / 2008
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