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Bresaola: ora i produttori temono le restrizioni dell'Europa. Bertolini scrive a De Castro
Roma - Torna d’attualità la "questione" bresaola. Dopo l’entrata in vigore delle misure di restrizione all’importazione delle carni bovine dal Brasile disposte dal Comitato Permanente per la catena alimentare e la Salute Animale dell’Unione Europea, la Giunta della Camera di Commercio di Sondrio ha scritto al ministro per le Politiche agricole alimentari e forestali Paolo De Castro perchè "la situazione desta seria preoccupazione". Nella provincia valtellinese, infatti, vengono prodotte - si legge in una nota del dicastero - 17 mila tonnellate di bresaola – circa il 95% dell’intera produzione nazionale – 12 mila delle quali con certificazione Igp. "La bresaola – scrive nella lettera Emanuele Bertolini, presidente della Camera di commercio di Sondrio - è ottenuta dalla lavorazione di circa 32 mila tonnellate di carne bovina, quasi integralmente proveniente dal Sud America e dal Brasile in particolare". Con un miliardo di addetti, un fatturato di circa 230 milioni di euro e una percentuale di export che si attesta intorno al 12%, il comparto - si aggiunge - rappresenta una delle realtà più significative e dinamiche a livello provinciale, con la presenza di impianti produttivi di importanti operatori nazionali. La Giunta – conclude Bertolini – esprime pieno sostegno alla iniziative da lei intraprese presso le competenti strutture comunitarie a salvaguardia di questa lavorazione tradizionale di eccezionale rilievo per l’intera economia provinciale".
13 / 02 / 2008
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