Caro prezzi, Zaia pensa a un listino "politico"
Roma - Prezzi calmierati per pane, pasta, latte e altri generi di prima necessità per aiutare le famiglie italiane messe in difficoltà dalla crisi economica. E' quanto propone il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia che ha fissato al primo posto nella sua agenda di lavoro l'apertura di una serie di incontri con gli attori delle filiere di latte, carne, pane e pasta per raggiungere un accordo su un paniere di generi di prima necessità, che il ministro definisce "la razione K", a prezzi medi definiti. "Le famiglie italiane sono in un momento di difficoltà - ha detto il ministro - che impone una riflessione da parte di tutti. Senza voler colpevolizzare nessuno, e con l'intesa di tutti, serve un'accordo sui prezzi che avvicini produttori e consumatori". Preoccupato per l'aumento del prezzo della pasta (+30,4% in un anno) e per gli aumenti a due cifre di pane e latte Zaia si augura di ottenere l'appoggio "anche dagli altri Dicasteri competenti, nel rispetto delle diverse sfere di intervento". Una proposta che arriva a seguito delle ultime indagini conoscitive (Antitust e Banca d'Italia) le quali segnalano che in
In Italia i prezzi finali di frutta e verdura vedono una variazione media superiore del 200% rispetto alla produzione. Come dire che dal campo alla tavola i prodotti ortofrutticoli arrivano a costare duecento volte di più.
L'idea di Zaia non piace però all' Aduc. Stabilire un prezzo di riferimento per alcuni prodotti alimentari essenziali sarebbe - ha commentato l'associazione dei consumatori sarebbe“l’inizio della fine”. “Potremmo paragonarlo - ha precisato - a un capitano di vascello che, privo di piano e strumenti per la navigazione, procede a vista, senza poter vedere cosa lo aspetta dietro gli scogli che sta per evitare”. Secondo l’Aduc, “il peggior metodo per impedire che un prezzo al dettaglio impazzisca, e’ ingabbiarlo, costringendo i produttori a divenire dipendenti dello Stato. Il prezzo sara’ sicuramente bloccato, ma la qualita’ di base peggiorera’: i consumatori esigeranno altro e i produttori offriranno merce con qualita’ diversa da quella base (migliore) fuori calmiere e percio’ con prezzi ancor piu’ impazziti rispetto agli attuali; il sommerso crescera’ cosi’ come l’evasione fiscale: sono i risultati di uno Stato percepito non come amico e complice del proprio benessere”. Eppure, continua l’Aduc, “i metodi per evitare che i prezzi vadano alle stelle ci sono, soprattutto ora che i costi della materia prima nei mercati internazionali stanno calando ed e’ piu’ che manifesto che la lievitazione e’ solo frutto di speculazioni nei vari passaggi delle filiere. La defiscalizzazione: che puo’ apparire pericolosa solo per chi ci governa navigando a vista e non si rende conto che all’immediato calo di introiti per l’Erario, dopo poco tempo, siccome il mercato rispondera’ con piu’ produzione e piu’ consumo, le nuove entrate arriveranno dalle maggiori quantita’”.
24 / 08 / 2008