Cecina: inaugurato il centro culturale enogastronomico Roma - Il ministro delle Politiche agricole, Luca Zaia, ha inaugurato ieri mattina, a Cecina, in provincia di Livorno, il Centro culturale enogastronomico Villa Guerrazzi. Una struttura innovativa, ospitata all'interno di una vecchia fattoria del '700, che si pone l'obiettivo di coniugare l'eccellenza dei prodotti enogastronomici locali con la valorizzazione del patrimonio storico, culturale e paesaggistico del territorio e che ospita anche un Centro di informazioni e assistenza Adac, pensato per i turisti tedeschi, circa il 60% del totale ogni anno in Toscana. Nella seconda visita, dopo quella a Montalcino per il Brunello, Zaia ha posto l'accendo sull'importanza di "riscoprire nell'agricoltura una forte dimensione identitaria dei territori, ciascuno con i suoi prodotti enogastronomici tipici". Iniziative simili possono fare "da traino a un ulteriore sviluppo del turismo e dell'intera economia di quei territori". Secondo Zaia, bisogna "proseguire sulla strada della promozione e del sostegno al legame fra i prodotti agroalimentari e il territorio in cui nascono". Soprattutto considerando che dove l'agricoltura industriale si ritira "investire sul prodotto tipico è l'unica strada percorribile - ha sottolineato il ministro - per rivitalizzare un territorio e creare lì nuove opportunità di crescita occupazionale". Sono 70 i produttori locali che venderanno al pubblico i loro prodotti all'interno del Centro, dove si terranno anche rappresentazioni artistiche e teatrali. Il centro ospita anche il Museo della vita e del lavoro, che racconta le tradizioni della vita contadina del territorio e il Museo archeologico con reperti etrusco-romani. Alla inaugurazione erano presenti il sindaco di Cecina, Paolo Pacini, e il presidente della Provincia di Livorno, Giorgio Kutufà. Il Centro rappresenta una sorta di farmer market. "Lavendita dai produttori ai consumatori - ha detto Zaia - si realizza a tutto vantaggio degli uni e degli altri; questo è il momento di voltare pagina e riscoprire i prodotti tipici locali che, oltre che rispettosi dei nostri stringenti standard di sicurezza alimentare, garantiscono anche gusto e genuinità". Zaia è tornato anche sul tema della semplificazione burocratica: "Insieme al ministro Roberto Calderoli - ha detto - lavoreremo per eliminare vincoli, intoppi e lungaggini burocratiche che fanno perdere ogni anno, a ciascun produttore, 110 giorni di tempo e lavoro". Sul tema del Wto in corso a Ginevra, Zaia ha ricordato la dichiarazione comune in cui le organizzazioni agricole esprimono al direttore Pascal Lamy la loro opposizione all'attuale proposta sull'agricoltura formulata in occasione della mini-ministeriale della Wto. "Quell'accordo sarebbe pessimo per l'Italia e per l'Europa - ha sottolineato il ministro Zaia -. Dobbiamo difendere le nostre produzioni e le nostre identità, convinti che ci sia un criterio di rispetto reciproco che non ammette deroghe". L'Italia "pretende rispetto - ha concluso - e non abbiamo nessuna intenzione di barattare l'agricoltura con altri settori produttivi, in un momento in cui la crisi alimentare ha raggiunto proporzioni tanto vaste e l'approvvigionamento di ciascuno Stato è condicio sine qua non per il suo sviluppo economico futuro"
23 / 07 / 2008 diventa amico di questo sito su Facebook conoscerai gli autori del network e gli altri lettori
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