Censis: in crescita il fatturato delle aziende agricole Roma - Aziende che crescono, aziende modello "parte vitale del sistema agricolo nazionale", ancora poche ma considerate "una minoranza trainante". Lo dice un sondaggio Censis per Confagricoltura che dimostra come "aumentare la competitività della aziende agricole è possibile". La ricerca, presentata oggi a Taormina all'apertura del Forum 'Il futuro fertile', descrive un tessuto imprenditoriale agricolo "portatore di innovazione e di un nuovo orientamento al mercato", un tessuto fatto di piccola e media impresa "composto da poche migliaia di strutture capaci di fare massa critica sufficiente - spiega Confagricoltura - per affrontare scenari sempre più complessi". Il Censis ha analizzato le strategie organizzative e gestionali, le modalità di innovazione produttiva e le strategie di mercato di un campione di 150 aziende tendenti alla dimensione medio-grande (con un fatturato medio di 1,650 milioni di euro e con una superfice agricola utilizzata media di 157 ettari). Secondo il Censis dal sondaggio emerge una marcata spinta alla crescita negli ultimi anni: "Più della metà delle aziende ha registrato incrementi di fatturato nell'anno 2007 mentre un 31% ha mantenuto stabili le posizioni acquisite sui mercati. Soltanto per il 13% del campione, si legge nella ricerca commissionata da Confagricoltura, si sono registrati dei casi critici ed un ridimensionamento del business. "In sostanza - spiega Confagri - tre imprese su quattro risultano in crescita". Queste aziende si caratterizzano per un "marcato dinamismo" così come è confermato dai dati sul ciclo di vita aziendale con poco più del 41% delle imprese in "palese fase di crescita" ed una quota di 33,8% di aziende in una fase definita "di consolidamento attivo". La crescita delle imprese registrata dal sondaggio Censis-Confagricoltura è dovuta a tre fattori: la gestione dell'organizzazione interna, la programmazione dei cicli produttivi e gli investimenti in innovazione, l'approccio al mercato e la internazionalizzazione. Per quanto riguarda il primo aspetto, Confagricoltura fa notare come "la larga maggioranza delle aziende analizzate punta ad una ottimizzazione e alla efficienza dell'organizzazione interna. Questo attraverso la razionalizzazione dei costi e dei canali di accesso ai mercati (58,2% del campione), attraverso la crescita e l'acquisizione di figure professionali "alte" e, infine, attraverso l'integrazione tra produzione in campo e trasformazione del prodotto per un miglior controllo del livello qualitativo finale (oltre il 66% delle aziende analizzate effettua la lavorazione dei propri prodotti in autonomia o tramite consorzio o cooperativa). Per quanto riguarda la gestione dei processi produttivi, secondo la ricerca, l'approccio prevalente delle aziende è "il miglioramento costante del livello qualitativo delle produzioni". Il 75% degli intervistati opera in questo senso e questa quota supera il 70% delle imprese dei settori florovivaistico, ortofrutta, olivicolo e vitivinicolo. Per l'80% delle aziende, inoltre, si osserva una diversificazione produttiva (42,3%) o varietale (36,7%). Tra gli aspetti più interessanti, secondo Confagricoltura, il fatto che molte aziende hanno un approccio moderno al mercato: il 75% delle 150 strutture analizzate ricorre in modo intenso a consorzi o reti tra produttori per accedere al mercato e migliorare la commercializzazione. "Le reti di marketing - dice Confagricoltura - sono così un'arma strategica per la crescita di molte aziende agricole". Tra gli altri elementi di competitività anche le strategie di randing utilizzate dall'81% delle imprese considerate: il 46% del campione commercializza con un proprio marchio ed il 26% attraverso un marchio consortile. Secondo Confagricoltura, questo rappresenta un elemento di "indipendenza sul mercato". Infine, la ricerca ha analizzato la presenza sui mercati esteri: il 40% delle imprese ha dichiarato di esportare, ma tale quota raggiunge il 69% tra le aziende vitivinicole e oleicole, e il 48% tra quelle ortofrutticole e florovivaistiche. Tra le imprese esportatrici il 66,2% distribuisce all'estero attraverso intermediari o la grande distribuzione, ma "il restante 33,8%, quota interessante e consistente - afferma Confagricoltura -, opera in autonomia attraverso prodotti di nicchia.
27 / 03 / 2008
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