Cereali, il prezzo sul mercato diminuisce dell'8% Roma - Cala nel mese di aprile dell'8%, rispetto al mese precedente, il prezzo del frumento duro nazionale. Diminuisce anche il prezzo del frumento tenero estero (-11,2%), mentre il granturco ha registrato una flessione del 3,5%. Lo rende noto il rapporto mensile realizzato da Unioncamere e Borsa merci telematica italiana esaminando il fixing indicativo nazionale camerale (finc). "Ad influire sulla flessione delle quotazioni del frumento duro - spiega il rapporto - hanno concorso anche le previsioni, decisamente ottimistiche, sul nuovo raccolto". Per quanto riguarda il frumento tenero, "le cause della flessione delle quotazioni sono da ricercare in un mercato caratterizzato da un livello dell'offerta nettamente superiore alla domanda; squilibrio reso ancora più evidente dall'afflusso sul mercato nazionale di merce europea (in primis francese). Inoltre, per spiegare il calo dei listini, occorre considerare che il mercato si avvia verso la fine della campagna della commercializzazione, con la conseguenza che l'attività di scambio è assai ridotta. Un ultimo elemento - aggiunge - che ha contribuito ad accentuare il trend al ribasso dei prezzi, va rintracciato nelle previsioni ottimistiche su semine e raccolto del nuovo prodotto". Per il granturco, "così come per i frumenti, la causa principale dei ribassi - spiega ancora il rapporto - va rintracciata in un mercato caratterizzato da un livello buono di offerta a cui però si è contrapposta una bassa domanda di prodotto, soprattutto da parte dell'industria mangimistica. Ad accentuare il divario tra offerta e domanda ha contribuito l'afflusso sul mercato nazionale di merce estera, principalmente ungherese. Quest'ulteriore quantità di prodotto disponibile sul mercato ha avuto, ovviamente, l'effetto di mantenere al ribasso il trend del prezzo del mais. Fra l'altro, l'analisi dei dati diffusi dall'Istat, relativi alla spesa nazionale per le importazioni di mais, evidenzia come l'Italia importi questo prodotto principalmente dall'Ungheria, con una quota che, in termini di quantità, si è raddoppiata rispetto al 2006 mentre in termini di valore è aumentata di quasi il 150%". Ad aprile quindi "il mercato cerealicolo internazionale, dopo un mese di marzo caratterizzato da notevoli tensioni sui prezzi, è stato contraddistinto da una flessione delle quotazioni presso le principali borse merci mondiali. Alla base di questo periodo di maggior calma sui mercati - prosegue il rapporto - hanno concorso innanzitutto le buone previsioni sull'andamento del prossimo raccolto (campagna 2008/09). I dati forniti dall'International Grains Council (Igc) nel report del 24 aprile evidenziano, rispetto al 2007, previsioni di crescita della produzione mondiale pari a 41 milioni di tonnellate. Anche il dato sulle scorte stima, rispetto alla campagna 2007/08, una crescita di circa 14 milioni di tonnellate. Particolarmente ottimistiche sono risultate essere le previsioni sul raccolto australiano. Le ottime notizie riguardanti il futuro raccolto australiano hanno permesso di compensare sia le notizie negative provenienti dal Kazakhstan, uno dei principali paesi esportatori di frumento, che ha imposto un blocco alle esportazioni fino a settembre 2008 sia le notizie provenienti dall'Argentina, quarto esportatore mondiale di grano, dove - conclude - continua il blocco delle esportazioni già in atto da parecchie settimane".
10 / 05 / 2008
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