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Cioccolato, l'Italia finisce davanti la Corte Ue Roma - La Commissione europea ha deciso di deferire l'Italia alla Corte di giustizia dell'Unione europea (Ue) sul cioccolato e sul pollame. Nel primo caso Bruxelles considera che "la menzione 'cioccolato puro' non può in alcun caso garantire una informazione corretta, neutra e obiettiva ai consumatori ed esige il rispetto della direttiva in vigore sull'etichettatura di questi prodotti".
Bruxelles boccia anche l'etichetta italiana con le indicazioni del Paese di origine del pollame introdotta in Italia nell'ottobre del 2005, sulla scia del moltiplicarsi di focolai di influenza aviaria. Sul cioccolato la Commissione europea contesta all'Italia di applicare sull'etichetta dei prodotti di cioccolato la menzione "cioccolato puro" in quanto - dice - questa denominazione non è prevista dalla direttiva europea varata nel 2000. La decisione di deferire l'Italia alla Corte di giustizia dell'Ue è stata presa - sottolinea Bruxelles - perché "sulla base di contatti avuti, le autorità italiane avevano accettato di sostituire la menzione contestata con 'cioccolato puro burro di cacao', ma questa proposta di modifica del testo legislativo non è stata alla fine adottata dalle autorità italiane". Bruxelles ricorda che per assicurare ai consumatori "un'informazione corretta, neutra e obiettiva" la direttiva europea prevede già sull'etichetta la menzione "contiene delle materie grasse vegetali oltre al burro di cacao". La normativa europea non prevede invece nulla per i prodotti che non contengono materie grasse oltre al burro di cacao. Gli esperti europei citano la sentenza della Corte di giustizia europea del gennaio 2003 quando l'Italia, insieme alla Spagna, persero la battaglia sulla purezza del cioccolato in etichetta. In quella sentenza la Corte Ue sostenne che un'etichetta adeguata "che informa della presenza di sostanze grasse vegetali diverse dal burro di cacao sarebbe sufficiente per garantire l'informazione, e quindi la tutela dei consumatori". "La qualità delle produzioni di cioccolato puro italiano va difesa - ha detto il ministro per le Politiche agricole, alimentari e forestali Luca Zaia - in tutte le sedi anche davanti alla Corte di giustizia europea. Si tratta - ha aggiunto - di salvaguardare non solo una tradizione centenaria, ma anche un’economia consolidata nel tessuto sociale italiano. La produzione di cioccolato italiano è universalmente apprezzata e costituisce un altro elemento significativo del radicamento sul territorio di eccellenze qualitative di cui il nostro paese è primo nel mondo. A fronte della posizione incerta sostenuta dai servizi della Commissione – ha concluso il ministro - la menzione di cioccolato puro in etichetta rappresenta un elemento fortemente identitario che consente al consumatore di esercitare il diritto di scelta in maniera consapevole e responsabile"
27 / 06 / 2008 Commenta la notizia nel Forum
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