Coldiretti: produzione agricola cala del 6, 7%
Roma - Anche la produzione agricola totale si riduce del 6,7 per cento per effetto congiunto di un calo dell’11,1 per cento delle coltivazioni vegetali e di un aumento dell’1,9 per cento delle attività di allevamento nei primo trimestre. E’ quanto emerge da una analisi effettuata dalla Coldiretti su dati Ismea in occasione della divulgazione dei dati Istat su ordinativi e fatturato dell’industria a marzo 2008. Si riduce anche - spiega la Coldiretti - il valore aggiunto del settore del 4,3 per cento nel trimestre per effetto della riduzione della produzione agricola dovuta tra l’altro alle avversità atmosferiche che hanno provocato un contenimento delle produzioni in alcuni settori come quello degli agrumi nel mezzogiorno. Ad incidere anche l’aumento dei costi di produzione che a marzo fanno segnare per le imprese agricole un aumento dell’8,8 per cento Tra i fattori della produzione necessari alle campagne che hanno subito maggiori rincari ci sono - conclude la Coldiretti - i fertilizzanti (+ 35,6 per cento), i mangimi (+ 22,6 per cento) ed i carburanti (+7,1 per cento), secondo i dati Ismea relativi al mese di marzo 2008. Allo stesso tempo l'Istituto nazionale di statistica (Istat) comunica che, sulla base degli elementi finora disponibili, nel mese di marzo 2008 l'indice del fatturato dell'industria, calcolato con base 2000=100 sul valore delle vendite espresse a prezzi correnti, è risultato pari a 129,9 segnando una variazione negativa del 4,3 per cento rispetto allo stesso mese dell'anno precedente.
Il fatturato è diminuito del 2,9 per cento sul mercato interno e del 7,3 per cento su quello estero. L'indice degli ordinativi è risultato pari a 133,7, con una riduzione tendenziale del 3,7 per cento, derivante da un calo del 3,4 per cento sul mercato interno e del 4,3 per cento sul mercato estero.
Gli indici generali destagionalizzati del fatturato e degli ordinativi sono risultati pari, rispettivamente, a 125,2 e 123,8 presentando, nel confronto con il mese precedente, una variazione negativa dell’1,6 per cento, il primo, e dello 0,8 per cento, il secondo.
20 / 05 / 2008