Coltivazioni agricole: stimato un incremento del frumento duro del 20,1% Roma - Nell'annata agraria 2007-2008 le intenzioni di semina delle principali coltivazioni agricole sembrano tener conto di alcuni dei fattori che hanno in parte caratterizzato la passata campagna agraria, ossia il consolidamento nell'applicazione della nuova Politica Agricola Comunitaria (PAC), basata sul principio del disaccoppiamento; il ridimensionamento della quota di produzione di zucchero che la Commissione Europea ha stabilito per i singoli Paesi; la rivalutazione del prezzo del frumento per effetto della riduzione delle scorte UE e la sospensione temporanea del regime di aiuto per il mantenimento dei terreni a riposo (set-aside). Lo riferisce l'Istat, che diffonde i dati della rilevazione campionaria sulle intenzioni di semina delle principali colture erbacee, svolta tra novembre e dicembre presso i conduttori di aziende agricole tramite intervista telefonica. Rispetto all'annata agraria 2006-2007, si prevede un notevole incremento delle superfici destinate a cereali, in particolare del frumento duro (+20,1 per cento) e tenero (+8,9 per cento), dell'orzo (+11,3 per cento) e del mais da granella (+3,8 per cento). Si prevede invece una lieve flessione delle superfici investite a riso (-1,1 per cento). Una crescita significativa dovrebbe interessare anche le superfici destinate alla coltivazione di legumi secchi, principalmente fagioli e fave (+17,0 per cento), e quelle investite a patate (+10,4 per cento). Le previsioni di semina indicano, invece, una marcata riduzione delle superfici investite ad altre ortive (-20,8 per cento), girasole (-16,8 per cento), barbabietola da zucchero (-16,6 per cento) e soia (-14,5 per cento). In particolare, la riduzione dei livelli produttivi di zucchero, imposta dalla riforma normativa del settore varata nell'autunno 2005, ha condizionato anche quest'anno la produzione delle barbabietole, determinando un parziale riorientamento delle superfici dedicate a questa coltura. Variazioni negative si registrano anche per i semi oleosi ad eccezione della colza (+38,1 per cento) che, tuttavia, interessa una limitata estensione territoriale. Nel complesso, e' verosimile che la diminuzione delle superfici investite a semi oleosi sia legata alla maggiore redditivita' congiunturale delle colture cerealicole e al ritardo nell'attuazione del regime fiscale agevolato a sostegno della filiera delle energie rinnovabili. Infine, le intenzioni di semina per la coltivazione del pomodoro, dopo le variazioni negative degli anni passati, mostrano una dinamica positiva, sebbene di entita' contenuta (+ 0,9 per cento). Dal punto di vista territoriale, l'analisi mostra andamenti discordanti per quanto riguarda il mais da foraggio, che registra una crescita soltanto nel Nord-Ovest (+6,6 per cento) rispetto al calo osservato, soprattutto nel Centro (-4,6 per cento) e nel Mezzogiorno (-10,6 per cento). Al contrario, la superficie investita a piselli aumenta considerevolmente nell'Italia centro-meridionale e subisce una flessione nelle regioni del Nord
21 / 03 / 2008 Commenta la notizia nel Forum
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