Consumi: il mercato dei surgelati tiene
Roma - Da quasi cinquant'anni i surgelati interpretano e indirizzano l'evoluzione degli stili di vita degli italiani dando il loro valido contributo alla destrutturazione dei pasti e permettendo ad ampie fasce di consumatori di rifuggire dai convenzionali standard domestici senza, per altro, consegnarli all'emergenzialita' della categoria fast food. Oggi vengono coinvolti in cambiamenti imposti dal mercato e dal consumatore. E' quanto emerge da una analisi dell'Istituto italiano alimenti surgelati che sottolineano come "le loro caratteristiche li pongono al riparo dalle mutevoli contingenze economiche; nell'attuale fase di contrazione possono vantare i propri "plus" economici di convenienza senza penalizzare il consumatore che continua a vedere in questa categoria un'espressione di modernita' e di intelligenza tecnologica. Quando i consumi ripartiranno con decisione i surgelati riusciranno a sintonizzarsi su quella ricerca di sintesi di opposti caratterizzanti la nostra epoca ed in particolare l'alimentazione". I surgelati, infatti, riescono "a dare risposte alle variegate esigenze che irrompono nell'orizzonte della vita quotidiana e delle preoccupazioni prioritarie delle persone, tanto da poter esibire la loro vastissima gamma di referenze come un vero e proprio "food style". Un concetto di "surgelato all'italiana", che coniughi il rispetto della tradizione culinaria nazionale con i moderni stili di vita alimentare, e' l'attuale proposta delle Aziende piu' rappresentative del settore e tutto sembra confermare che possa ricevere buona accoglienza e radicarsi presso le diverse fasce di consumatori italiani". La congiuntura economica recessiva ha risparmiato gli alimenti surgelati che hanno chiuso il 2008 con un incremento di oltre un +1% a volume (+0.6 retail). E' interessante evidenziare che, al di la' delle contingenti criticita', il consumatore italiano e' il meno propenso - a livello europeo - a scendere a patti sulla qualita' alimentare e continua ad indirizzarsi con buone percentuali verso un acquisto di surgelati di marche note, in grado di assicurare alti standard organolettici e di sicurezza. I segmenti piu' dinamici sono stati quelli dei vegetali, delle patate, dei prodotti ittici e della carne (rossa e bianca). Il segmento vegetali ha mostrato andamenti diversificati: a fronte di una buona tenuta dei vegetali semplici, si registra una stasi delle zuppe e minestroni e una decisa frenata delle referenze ricettate. E' ovvio che in momenti di stretta economica il consumatore si indirizzi piu' verso prodotti "basic" ma che mettono a disposizione tutte le proprieta' nutrizionali dei loro ingredienti garantite dal valore del processo di surgelazione. Il comparto delle patate e' avanzato dell'1,7% e tale dato puo' essere letto positivamente se si considera che nell'ultimo lustro si e' avuto un incremento dei consumi decisamente elevato. I prodotti ittici hanno mostrato una discreta vitalita': il consumatore esplora con convinzione le aree dell'innovazione (panati e pastellati - che possono essere preparati sia fritti che in forno - sono cresciuti nel 2008 del 5.4%). Il settore delle carni surgelate (rossa e bianca) ha mostrato indici altamente positivi; in particolare la carne bianca ha mostrato un + 5% che, se sommato al dato registrato nel 2007 (+ 16%), porta ad un aumento nel biennio del 21%. "La tendenza che sembra affermarsi oggi nel panorama alimentare e' quella di una maggiore attenzione agli sprechi e, di conseguenza, una piu' attenta ricerca della qualita'. "A queste e ad altre esigenze simili sembra pienamente in grado di corrispondere la qualificata offerta dei grandi marchi;si evidenzia che gli italiani hanno aumentato la propria considerazione verso alcuni valori fondamentali della marca come qualita', innovazione, sicurezza e il prezzo corretto", spiega Vittorio Gagliardi, Presidente dell'Istituto Italiano Alimenti Surgelati sul trend dell'intero comparto alimentare. "In Italia - ha aggiunto - il consumo pro - capite di prodotti surgelati e' tra i piu' bassi d'Europa (13.5 kg); ben si comprende, quindi, come le potenzialita' di crescita siano ancora piuttosto elevate, sebbene nel nostro Paese l'offerta globale del fresco sia sicuramente molto piu' alta di quella rintracciabile nei principali Paesi europei. Il 2008 e' stato un anno sostanzialmente stabile, nel quale le principali categorie merceologiche hanno mostrato margini di tenuta. Per quanto riguarda il primo quadrimestre 2009 sembra che il settore nel suo complesso stia mantenendo le posizioni e alcuni dei segmenti "storici" del surgelato (ittico, vegetali, patate) continuano a marciare. E' il caso di segnalare due dati: quello relativo all'ittico surgelato (+ 1.5%) e quello dei vegetali (+ 8.5%)".
03 / 07 / 2009
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