Consumi, per Confcommercio il calo è dello 0,5% Roma - La crisi economica provocherà in Italia un calo dei consumi delle famiglie dello 0,5% sia nel 2008 sia nel 2009, con un calo inferiore nel 2010 pari allo 0,4%. Lo rende noto la Confcommercio che sottolinea come, sul fronte dei consumi e della spesa delle famiglie italiane, non si osserverà un crollo, la cosiddetta crisi a V, ma "patiremo una crisi più lunga, una crisi a U". Se si guarda, poi, ai consumi totali sul territorio, comprendenti quindi anche la spesa dei non residenti in Italia, le cifre salgono: -0,7% nel 2008, -0,5% nel 2009 e -0,6% nel 2010. Nell'anno in corso secondo l'ufficio studi della Confcommercio, la flessione più marcata si registrerà nel comparto degli alimentari e bevande (-1,2%), seguita dal comparto trasporti, comunicazioni e altro (-0,8%) e dai tre comparti vestiario e calzature, abitazione e durevoli casa, ricreazione, tempo libero e consumi fuori casa tutti con -0,5% per l'anno in corso. "Gli aspetti più problematici - spiega la Confcommercio - riguardano abbigliamento e calzature, alberghi, bar, ristoranti e spese per il tempo libero. Per questi è possibile che il peggio debba ancora venire". La crisi si fa sentire, spiega la Confcommercio, guardando anche alla mortalità delle imprese del commercio al dettagli in Italia. Il saldo dei primi nove mesi dell'anno è a -17.714 unità. Nel periodo 1999-2007 era a -37.857. "La crisi italiana non è come le altre - afferma la Confcommercio - semplicemente perché c'era prima e non ha quindi nulla, o quasi, a che vedere con la congiuntura dei mercati internazionali. Certo, gli eventi di questi mesi enfatizzano le nostre strutturali debolezze. Detto in altri termini - sottolinea la Confcommercio - quando gli altri ricominceranno a crescere noi continueremo a barcamenarci con le variazioni decimali di Pil e consumi, come accade da 20 anni a questa parte e in particolare dagli anni 2000". La riduzione dei consumi alimentari stimata da Confcommercio pari all’1,2 per cento nel 2008 incide soprattutto sugli anziani e sulle famiglie numerose, con le coppie con tre o piu' figli che destinano porzioni piu’ elevate del proprio reddito all’acquisto di cibi e bevande, con una percentuale del 21 per cento della spesa complessiva. Con i limiti alla spesa è a rischio - sottolinea la Coldiretti - la dieta mediterranea con pane, pasta, frutta, verdura, extravergine e il tradizionale bicchiere di vino consumati a tavola in pasti regolari che hanno consentito fino ad ora agli anziani italiani di conquistare il record della longevità. Tra 25 paesi dell'Unione i maschi italiani sono i piu' longevi in Europa con una aspettativa di vita di 80,4 anni mentre le donne sono al secondo posto dopo la Francia (85,4), secondo uno studio pubblicato da Lancet. “La situazione di forte crisi economica vissuta dal nostro Paese, il crescente disagio delle famiglie e la prospettiva demografica di progressivo invecchiamento della popolazione con ripercussioni preoccupanti sotto il profilo della spesa sanitaria - evidenzia il presidente di Federpensionati Coldiretti, Natale Carlotto - rendono necessario ripensare un modello di sviluppo sociale che contempli la partecipazione di tutti i soggetti privati che, a diverso titolo, possono svolgere un importante ruolo attivo in un welfare partecipato che dia concreta attuazione al principio di sussidiarietà”. Invece di una semplice assistenza economica alle forme di disagio, per la Federpensionati Coldiretti è necessario realizzare una “rete dei servizi”, centrata sul benessere della persona nel suo complesso, destinata quindi a tutta la collettività e finalizzata a migliorare la qualità della vita, in un’ottica di prevenzione. E’ necessario però che queste iniziative siano inserite in un progetto complessivo in cui le Istituzioni sono chiamate a fare la loro parte, fornendo i necessari supporti normativi e le leve fiscali necessarie ad adeguare il potere di acquisto delle famiglie, contribuendo così anche a creare un volano positivo per il rilancio dell’economia del Paese. Sarà poi necessario affrontare - conclude la Federpensionati Coldiretti - il tema delle pensioni: le pensioni agricole sono in assoluto le più basse e per questo risentono, più delle altre categorie, della perdita di potere di acquisto. E’ necessario quindi studiare dei correttivi adeguati.
19 / 11 / 2008 diventa amico di questo sito su Facebook conoscerai gli autori del network e gli altri lettori
Scrivi
la tua opinione su questo
articolo,
le tue opinioni saranno
pubblicate nello spazio
Forum
|
Voci correlate
|
|
| |
Box News


Inserisci
un annuncio
Stai
cercando
un prodotto,
un servizio
o una
richiesta
di preventivo?
Da oggi
puoi utilizzare
Best Buyer,
un servizio
gratuito
di richiesta
preventivi
online
organizzato
dal nostro
network.
Preventivi
online
|
|
|
|
|