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Agroalimentarenews - di Gianluca Pacella
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Piano anti - speculazione: effettuati 7mila controlli. Aumenti legati alle materie prime

Roma - Non un'azione di speculazione, ma un aumento dei prezzi dovuto all'incremento delle materie prime. Il rapporto della task - force anti -speculazione, costituita dal ministero per le Polittiche agricole, alimentari e forestali (Mipaaf) e dal dicastero Sviluppo economico - ha emesso il suo verdetto in materia di rincari. Gli aumenti dei prezzi riscontrati - fanno infatti presente in queste ore dal Mipaaf - dalla seconda metà dell’anno 2007 nella filiere cerealicola e lattiero-casearia non sono legati a generalizzati e patologici fenomeni di comportamenti speculativi ma possono essere considerati come un riflesso straordinario e non atteso dei rialzi fatti registrare dalle materie prime. Nello specifico - si fa notare - il risultato dell’attività di controllo del Gruppo Interforze Piano di Azione Anti- speculazione durante il periodo ottobre 2007-gennaio 2008 ha portato ad effettuare 7mila controlli di cui il 50% circa, per l’esattezza 3.468 (un campione rappresentativo della realtà produttiva nazionale) - rientranti nel Piano e riguardanti per il 76% la filiera cerealicola e per il restante 24% quella lattiero-casearia. Sono 736 le infrazioni riscontrate, soprattutto nella vendita al dettaglio (705) e principalmente legate alla non corretta e mancata esposizione dei prezzi e al non rispetto degli standard qualitativi ed igienico sanitari. "La creazione della task force interministeriale – ha dichiarato il ministro Mipaaf Paolo De Castro – dimostra la propria validità. L’intervento - ha poi continuato - rapido e coordinato delle istituzioni ha prodotto risultati sia in termini di trasparenza e certezza per consumatori e imprese, sia in termini di effetto preventivo e deterrente di comportamenti speculativi. Il Piano di azione ha inoltre senz’altro contribuito a far sì che l’indice dei prezzi al consumo dei prodotti alimentari in Italia – seppur in crescita – sia aumentato in misura minore rispetto alla media dei Paesi comunitari". Entrando nel particolare dei dati, per la filiera cerealicola il 90% dell’attività ispettiva - si legge in una nota - è riferibile alla fase di vendita al dettaglio, mentre il restante 10% ha interessato le fasi a monte del processo produttivo (2% produzione, 8% prima lavorazione e trasformazione dei prodotti). Anche nella filiera lattiero-casearia, la maggior parte (81%) delle ispezioni è stata nei confronti di operatori commerciali. Il restante 20% si è concentrato invece sui produttori e trasformatori di materie prime, per verificare la tracciabilità delle materie prime impiegate e dei prodotti finiti, accertarne la qualità merceologica oltre al rispetto e alla conformità degli impianti ai requisiti di sicurezza igienico sanitaria. Netta la predominanza di infrazioni di tipo amministrativo (97%), per la maggior parte riguardanti l’ esposizione dei prezzi al consumo dei prodotti alimentari (D.lgs 114/’98). Le irregolarità di natura penale riguardano invece soltanto il 3% dei casi. Sotto il profilo igienico-sanitario, le infrazioni - si precisa invece - non si discostano dalla media attestata nei controlli di routine. In particolare l’Ispettorato centrale per il controllo della qualità dei prodotti agroalimentari (Icq), attivo presso il Mipaaf, ha sottoposto complessivamente a controllo 294 ditte - 185 operanti nel settore cerealicolo e 109 in quello lattiero - e 663 prodotti, prelevando 72 campioni, 56 dei quali relativi a prodotti cerealicoli e 16 a diverse tipologie di latte. Allo stato attuale delle cose - si specifica inoltre che sono finora 41 i campioni analizzati, di cui 3 sono risultati irregolari (farina di grano duro, pasta secca di semola di grano duro e farina di grano tenero) per caratteristiche merceologiche non conformi ai parametri di legge. Sono invece 2 le notizie di reato comunicate all’Autorità giudiziaria e 2 i sequestri effettuati. Al momento comunque si conclude infine si stanno ancora esaminando gli ultimi dati, quindi i risultati dell’attività ispettiva verranno trasmessi all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato per le opportune valutazioni di competenza. Allo stesso tempo il Gruppo Interforze dal canto suo manterrà una task force pronta a interventi e piani straordinari di ispezione a fronte delle eventuali emergenze che dovessero manifestarsi nel mercato..

20 / 02 / 2008

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