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Cresce nelle case degli italiani il consumo dei prodotti biologici

Roma - Cresce la voglia di mangiare 'sano' fra gli italiani e la scelta delle famiglie si orienta, oggi, non solo verso la razionalizzazione dei costi, ma anche verso i prodotti salutistici. E' quanto emerge dal rapporto Italia 2010 dell'Eurispes che sottolinea: "Gli italiani che non sono disposti a rinunciare alla buona alimentazione e il cui primo obiettivo e' quello di evitare cibi contaminati sono, infatti, ben l'85%".

Ma nell'acquisto, la scelta dei prodotti viene dettata anche da ragioni di "prezzo" (76,4%), per evitare cibi transgenici (73,4%) o per ragioni di salute (67,4%). Spiega il rapporto: "Il timore causato dalle epidemie recenti ed il bisogno di controllare la nutrizione per prevenire, ove possibile, quelle malattie per le quali la cattiva alimentazione e' un fattore determinante, hanno reso gli italiani piu' attenti ed esigenti in tema di sicurezza alimentare. Cio' spiega il forte incremento del consumo di prodotti provenienti dall'agricoltura biologica" che, a differenza di quelli dell'agricoltura tradizionale, non hanno risentito della crisi. Nel primo semestre 2009 si e' verificato un incremento degli acquisti domestici di prodotti bio confezionati pari al 7,4%. In particolare, in forte crescita risulta l'ortofrutta fresca e trasformata, con un +37,8%; seguono le uova (+24,3%), le bevande (+11,6%), il miele (+10,4%), i gelati e surgelati (+7,1%) e gli olii (+1,8%).
Perdono, invece, terreno rispetto al primo semestre 2008 i prodotti per l'infanzia (-18,2%), l'aggregato pasta, pane e riso (-12,8%), i prodotti lattiero caseari (-3,9%) e quelli per la prima colazione (-2,8%). Nonostante si siano riscontrate le variazioni descritte, le categorie di maggior consumo nel primo semestre 2009 sono state: l'ortofrutta fresca e trasformata (25,2%), i prodotti lattiero-caseari (17,8%) e quelli per la prima colazione (12,2%). L'incrocio dei dati per area geografica mostra come il consumo domestico di prodotti bio nel primo semestre 2009 e' avvenuto soprattutto nelle regioni settentrionali (di cui, Nord-Ovest 43,8% e Nord-Est 28%). Essi hanno, invece, riscosso un minor successo presso il Centro e Sardegna (20,4%) ed il Sud e Sicilia, zone in cui questi prodotti sono ancora scarsamente diffusi (7,8%).
L'andamento dei consumi distinto per canale distributivo evidenzia una crescita consistente dei consumi biologici nelle Superette (+39,7%). Seguono gli hard discount (+15,7%), gli iper e supermercati (rispettivamente 13,5% e 5,4%). Gli italiani, hanno ridotto, invece, l'acquisto di prodotti bio confezionati presso i negozi tradizionali (-40,9%) o altri canali (-8,9%). Allo stesso tempo l'Italia si colloca nelle posizioni piu' basse per consumo pro capite di alcol nella graduatoria stilata dall'Ocse (2007) ma detiene il primato del piu' precoce contatto con l'alcol: 12 anni e mezzo rispetto ai 14,6 della media europea. E' quanto emerge dal rapporto Italia 2010 dell'Eurispes, che sottolinea anche come il numero dei giovani alcol dipendenti, in particolare, risulta in costante aumento.
La quota degli alcol dipendenti in carico di eta' inferiore ai 30 anni ammonta al 15%. Otto milioni e mezzo gli italiani a rischio abuso di alcol, 750.000 dei quali adolescenti (il vino rimane la bevanda alcolica piu' consumata dagli adulti). Fra i ragazzi e' molto diffuso il consumo di bevande alcoliche (birra in primis) al di fuori dei pasti, soprattutto nei fine settimana e nelle occasione di festa e di incontro sociale.
Secondo uno studio internazionale, rileva ancora l'Eurispes, l'alcol sara' la terza causa di disabilita', mortalita' e morbilita' nei prossimi anni. Quanto agli effetti negativi, almeno 24.000 decessi l'anno, malattia e disabilita' causano una spesa pari al 3% del Pil.
L'alcol e' oggi all'origine del 25% della mortalita' giovanile dei ragazzi e del 10% di quella delle ragazze. Inoltre, in Italia la mortalita' per incidente stradale correlata al consumo di alcol viene stimata tra il 30% e il 50% del totale degli incidenti.
Sono oltre 60.000 i soggetti alcol dipendenti presi in carico dai 455 Servizi alcologici territoriali del Sistema sanitario nazionale, con circa 5.000 nuovi alcoldipendenti all'anno. Le regioni con il maggior numero di assistiti sono la Lombardia e il Veneto.Tra le nuove abitudini alimentari degli italiani rientra anche l'affermato "rito dell'aperitivo". E' quanto emerge nel rapporto Italia 2010 dell'Eurispes che spiega: "Trasformatosi da semplice spuntino del tardo pomeriggio a vero e proprio pasto serale l'aperitivo e' diventato un appuntamento irrinunciabile", una "vera e propria moda" che si e' ampiamente diffusa in tutta Italia, modificando le abitudini sociali e alimentari degli italiani.
Naturalmente il rito cambia a seconda della citta' in cui ci si trova. "Se da una parte le maggiori citta' del Nord, in particolare a Milano, hanno reso l'aperitivo un vero e proprio pasto serale, al Sud questa tradizione non e' cosi' diffusa".

29 / 01 / 2010





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