Dop e Igp, i consorzi a confronto a Padova per individuare nuove strategie di mercato
Roma - Un primato che non si può trascurare. L'Italia detiene la leadership per il comparto dei prodotti a denominazione di origine. Una supremazia che per molti deve essere sfruttata meglio per sfidare il mercato globale. Per questo, domani, nell'ambito di Tecnobar & Food, il Salone della Ricettività (Fiera di Padova), si terrà il meeting internazionale "Dop e Igp quale strumento di competizione sul mercato globale". All'incontro, organizzato dal ministero per le Politiche Agricole, alimentari e forestali e PadovaFiere saranno presenti oltre 40 consorzi Dop italiani, membri dell'Unione europea della Commissione agricoltura di Bruxelles e i rappresentanti dei ministeri dell'Agricoltura da nove Paesi (Bulgaria, Grecia, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Ungheria, Gran Bretagna e Irlanda). Tema del meeting, le strategie comuni per sostenere e valorizzare le produzioni tipiche locali che richiedono questo riconoscimento. Insomma un segmento importante per l'economia del nostro Paese che non va sottovalutato soprattutto perchè bisogna difendere e utilizzare al meglio questo primato europeo relativo ai prodotti riconosciuti con la qualifica di Denominazione d'origine protetta (Dop), Indicazione geografica protetta (Igp) e Specialità tradizionale garantita (Stg), con 165 tipicità su un totale di 770. Sul mercato interno i prodotti Dop e Igp, valgono invece 7.250 milioni di euro (Fonte Ismea) L'Italia è inoltre in testa alla graduatoria della produzione certificata con 741mila tonnellate, seguita dalla Francia con 430mila. La regione che vanta del maggior numero di marchi di qualità è l'Emilia Romagna, seguita da Veneto e Lombardia. (Fonte: sondaggio della Camera di commercio di Milano-CedCamera su dati della Commissione europea a novembre 2007 e del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali a ottobre 2007).
L'Italia è prima in Europa anche per quanto riguarda ortofrutta e cereali (51 prodotti, 31% del totale Ue), olii e grassi di origine animale (38, 36,5%) e prodotti a base di carne (29, 34,1%). Nel campo dei formaggi la leadership dei riconoscimenti comunitari appartiene invece alla nazione transalpina (28,1% del totale), prima anche per la produzione di carne fresca-frattaglie (49,5%). Britannici protagonisti nel settore ittico, con 3 prodotti Igp su 11 europei, mentre il Portogallo si distingue negli altri prodotti di origine animale, soprattutto grazie ai suoi 9 mieli Dop. Insuperabili i tedeschi per le birre, con il 70,6% del totale, ed i Greci per le olive da tavola (l'Italia e' terza). Fanalino di coda Finlandia, Polonia e Slovenia, che hanno ottenuto una sola certificazione Ue. Nel 2007 il nostro Paese infine ha conseguito ben 9 riconoscimenti fra Dop e Igp: il formaggio Stelvio, l'olio di Sardegna, l'asparago bianco di Bassano, la castagna di Cuneo, il riso di Baraggia Biellese e Vercellese, l'arancia del Gargano, la carota dell'altopiano del Fucino, il limone femminello del Gargano, il salame Cremona.
11 / 02 / 2008