Federalimentare, l'export cresce del 7%
Roma - Il 2007 è stato un anno difficile, per il settore alimentare, soprattutto sul mercato interno. La produzione - segnala Federalimentare in una nota - ha segnato una stagnazione (-0,8%) inedita per il settore, i prezzi al consumo (+5%) hanno superato – altro fattore davvero eccezionale – l’inflazione, generando una contrazione media dei consumi di circa 1,5 punti percentuali in volume. Il peso dell’alimentare, nel paniere generale degli acquisti degli italiani, resta comunque fermo al 17,7% del totale dei consumi.
D’altra parte - continua la nota - la reazione del settore a questo momento di difficoltà è stata molto netta, in positivo, sui mercati esteri. L’export alimentare è cresciuto del +7%, attestandosi a 18 miliardi di euro e raggiungendo una percentuale del 16% rispetto al totale fatturato. Si può cominciare a dire che il raggiungimento dell’incidenza media comunitaria del 18% non è più così lontana. A saper leggere oltre la patina di stagnazione dei consumi e di oggettiva difficoltà che hanno gli italiani con minore capacità di spesa ad arrivare alla fine del mese, esistono però - si precisa - dei segnali interessanti - di consumi dinamici e di target emergenti di consumatori - nei quali può essere cercata, e trovata, la ricetta che può aiutare il settore a confermare il proprio percorso di ripresa. Non tutti i “carrelli della spesa”, infatti sono in flessione: esiste una tendenza alla crescita (del 25% - 30% negli ultimi 4 anni) del carrello dei prodotti “etnici”, “salute”, “pronti” e una buona tenuta di quello “lusso” (piccoli piaceri, come un caffè in cialda o una bottiglia di vino doc e docg). Continua a ottenere ottime performance di crescita – potendo contare sul ruolo determinante del 50% di famiglie italiane medio/alto spendenti che generano il 64% dei consumi alimentari complessivi – soprattutto tutto ciò che evoca il binomio vincente qualità&servizio.
Anche sotto l’impulso di un target “dinamico” e in continua crescita come quello dei single – 6 milioni d’italiani attentissimi al contenuto di servizio e al valore salutistico del cibo – che in circa 30 anni è cresciuto, sostenendo i consumi, del +300%. Ma la sorpresa più grande, in fatto nuovi consumatori, arriva - viene precisato - dalla scoperta del ruolo insostituibile nella tenuta dei consumi giocato dai 3 milioni di stranieri residenti nel nostro Paese, che scopriamo ottimi clienti della Gdo e convinti sostenitori dei prodotti di marca alimentari.
06 / 05 / 2008