Filiera pasta: via libera all'intesa Confagri - Antonio Amato Spa Roma - Confagricoltura e Antonio Amato Spa hanno sottoscritto un'intesa nel settore cerealicolo e, in particolare, in quello della pasta con particolare attenzione al prodotto frumento. L'accordo è stato presentato oggi al Forum "Il futuro fertile" in corso a Taormina e ha come obiettivo la realizzazione della filiera dal produttore al consumatore, tenendo conto soprattutto delle sue esigenze specifiche, in particolar mondo sul controllo dei prezzi. In sintesi, l'intesa tra Confagri e la Antonio Amato Spa prevede di realizzare una analisi congiunta della situazione dei mercati di riferimento del frumento per superare le difficoltà di approvvigionamento di materia prima. La produzione italiana, infatti, negli ultimi due anni ha coperto soltanto il 65% della domanda interna. Secondo l'intesa, inoltre, dovranno essere analizzati i dati sull'andamento delle quotazioni del cereale in funzione del costo sul prodotto finale e queste informazioni dovranno essere diffuse attraverso delle apposite campagne a favore del consumatore finale. L'accordo presentato oggi a Taormina prevede anche l'individuazione del fabbisogno di prodotto, delle aree di produzione e delle imprese agricole interessate all'accordo tramite un piano di produzione e ritiro del frumento. Sono circa 200mila le tonnellate di grano duro che costituiscono l'attuale fabbisogno. Confagricoltura, a fronte dell'impegno ad assorbire questo fabbisogno, coordinerà le disponibilità di prodotto delle imprese agricole singole e associate, individuerà le strutture di stoccaggio per soddisfare le esigenze di fornitura. Infine, l'intesa sulla filiera della pasta prevede la definizione di un modello di contratto, la determinazione del prezzo base di compravendita attraverso due distinte opzioni: prezzo variabile (per singola partita o per più partite fornite in un arco di tempo limitato, settimanale o mensile), rilevato su una piazza di riferimento nel periodo in cui avviene la consegna, con maggiorazioni e decurtazioni legate al superamento oppure al non raggiungimento dei parametri di qualità definiti dal piano di produzione e ritiro; la seconda opzione quella del prezzo fissato ad inizio campagna, sulla base di indicatori economici che verranno adottati di comune accordo tra le due parti. Il modello di contratto, spiega Confagricoltura, disciplinerà tempi e modalità di pagamento, i servizi richiesti dall'acquirente al fornitore distinguendo tra servizi di base ede eventuali servizi aggiuntivi, quantificando costi, modalità e durata.
28 / 03 / 2008
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