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Formaggi, scoperta truffa a Cremona Roma - Nessuno scrupolo. Così agiva un imprenditore siciliano, che operava a Cremona nel settore lattiero caseario. L'uomo, a capo di un'azienda (la Tradel), riciclava formaggio scaduto assieme a scarti di lavorazione e anche escrementi di topo, per ricomporre il prodotto e rimetterlo sul mercato. Lo hanno scoperto le Fiamme Gialle in una raccapricciante perquisizione. Il materiale scaduto veniva venduto anche a multinazionali del settore. Come scrive il quotidiano La Repubblica. Nell'inchiesta figurano aziende eccellenti italiane ed altre multinazionali europee. Avrebbero acquistato a prezzi stracciati dall'imprenditore siciliano i formaggi scaduti e avariati, pieni di vermi e di escrementi di topo. Nella perquisizione scattata ad opera della Guardia di Finanza, gli stessi militari non hanno creduto ai propri occhi. Erano stoccati formaggi ormai decomposti, mischiati ad escrementi di topo e materiali ferrosi. Nel magazzino di Casalbuttano c'erano pezzi scaduti nel 1980, formaggi avariati, interi stock di prodotti caseari comprati a basso costo dopo black out in altre aziende. L'imprenditore, complici i mancati controlli della Asl di Cremona (sospesi il direttore e due tecnici del servizio di prevenzione veterinaria), riassemblava i prodotti e senza il minimo scrupolo li rivendeva al dettaglio in molti discount alimentari. Ma l'affare non finiva lì. I prodotti raccolti dall'indagato erano anche venduti a insospettabili marchi di grande distribuzione che li avrebbero lavorati per rimetterli sul mercato come formaggi di "prima qualità".Altroconsumo si costituira' immediatamente parte civile nei procedimenti penali aperti nei confronti dei responsabili delle adulterazioni nel settore caseario rese note oggi. Lo ha reso noto la stesa associazione di difesa dei consumatori che, in un comunicato, preannuncia "la possibilita' di avviare un'azione collettiva risarcitoria (class action) contro le imprese della provincia di Cremona e contro tutti i responsabili indicati negli esiti delle indagini della Guardia di Finanza". Le adulterazioni descritte, sottolinea la nota, "sono gravissime: recupero di formaggi marci e ammuffiti destinati allo smaltimento e invece reintrodotti nella catena alimentare. Reimmessi in commercio, in Italia e all'estero: di sicuro in Gran Bretagna, Germania, Spagna, Belgio, Austria. Tutto cio' a pochi chilometri dalla sede dell'Authority europea per la Sicurezza alimentare (Efsa, con sede a Parma) e con l'assegnazione dell'Expo del 2015 a Milano, dedicato alla cultura e alla sicurezza alimentare. Dichiarazioni di fuoco arrivano dalla Campania. "Per mesi interi, a causa della emergenza rifiuti, l'agroalimentare della Campania - ha detto il dirigente Regionale della Ugl Campania Ferdinando Palumbo - è stato posto in Italia ed all'Estero alla pubblica gogna: la stampa, le istituzioni, e le associazioni di ogni genere non risparmiavano bordate ai nostri prodotti, i comunicati stampa dei consorzi di tutela assomigliavano a bollettini di guerra. In alcune parti del nostro paese si specificava che la mozzarella che veniva venduta era prodotta in Puglia piuttosto che nel Lazio, la Corea del Sud bloccava le importazioni e molte nazioni europee si apprestavano a fare altrettanto. Oggi scopriamo che in altre parti del paese e dell'Europa venivano posti in vendita formaggi nei quali il latte non era considerato ingrediente fondamentale, veniva infatti surrogato con vermi, escrementi di topi, residui di plastica tritata, pezzi di ferro, muffe ed inchiostri vari. Le analisi - ha proseguito - condotte sui nostri prodotti hanno dimostrato che l'incubo diossina rappresentava soltanto una psicosi collettiva, eppure la Campania ha dovuto subire un danno d'immagine inestimabile. Non siamo certo armati da spirito di rivalsa, né ci abbandoniamo a campanilismi inutili, ci dispiace però constatare che, se fossero confermate le notizie fornite dalla stampa, alcune affermate aziende del settore lattiero-caseario in Italia ed all'estero si siano rese complici di questa truffa. Sarebbe interessante visionare le relazioni tecniche dei responsabili al controllo qualità delle aziende, e sarebbe anche interessante cosa pensano al riguardo quei commissari europei sempre pronti a sparare sulla nostra regione, gli stessi per intenderci che negli ultimi mesi hanno attentato alla nostra pesca, al nostro tabacco, ai nostri vini pregiati ed alla nostra cioccolata . "
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