Frutta snack, nelle scuole vince la qualità
Roma - Basta un distributore automatico nella propria scuola, che offra diversi tipi di frutta, dalla macedonia alla mela, magari a prezzi contenuti, ed ecco che dopo un po' molti studenti scelgono il mangiare sano alla solita merendina, saporita ma ipercalorica. E' quanto dimostra il successo del progetto 'Frutta snack', promosso dal ministero della Salute insieme a quello dell'Istruzione, che ha installato in 82 scuole superiori delle province di Roma, Bologna e Bari distributori di frutta, una proposta alternativa per la classica merenda della ricreazione. Risultato, il 60% degli studenti coinvolti hanno provato la frutta del distributore, di cui il 58% una o due volte al mese, il 18% un paio di volte a settimana e l'11% piu' volte a settimana. A andare per la maggiore e' stata soprattutto la macedonia, scelta dal 50% dei ragazzi, seguita dalle fette di mele essiccate, gli spicchi di mela fresca, lo yogurt e i succhi di frutta. L'importante, spiegano i promotori del progetto, presentato oggi al Ministero alla presenza del sottosegretario alla Salute Francesca Martini, e' inculcare nei ragazzi questa nuova abitudine: tanto che per il 54 per cento degli studenti coinvolti il consumo di frutta anche a casa e' aumentato abbastanza o molto, raggiungendo la media invidiabile di tre porzioni di frutta al giorno. "Attraverso questo progetto - ha spiegato la Martini - puntiamo con forza sulla parte piu' ricettiva del paese, cioe' l'infanzia e l'adolescenza, con l'obiettivo di un cambiamento complessivo delle abitudini alimentari. Oggi l'alimentazione e' un fattore strategico di salute, ma chi entra a scuola trova le solite merendine. Noi vogliamo rieducare il palato dei piu' giovani, avvicinandoli al modello delle cinque porzioni di frutta e verdura al giorno. Per evitare di avere in futuro una popolazione di obesi, bisogna che la frutta diventi l'unico modo per spezzare le pause tra i pasti". Un primo segnale potrebbe essere nelle prossime festivita': "Nella calza della befana - e' l'invito del sottosegretario - non mettiamo solo i soliti dolciumi, ma anche e soprattutto mandarini e noci, che una volta erano visti dai bimbi come il massimo del gusto e ora sono disprezzati, quando invece sono alimenti sani, nutrienti e anche buoni". Complessivamente un neo però rimane. "L'Italia mangia male. Negli ultimi 20 anni - denuncia il sottosegretario - abbiamo assistito a una vera e propria deriva alimentare, con la dieta mediterranea che di fatto non esiste piu', se non come massiccio consumo di carboidrati, e il dilagare di regimi alimentari d'oltreoceano". Non a caso, "si registra un aumento preoccupante di tumori al colon-retto e allo stomaco". Per questo, ha annunciato la Martini a margine della presentazione del progetto 'Frutta Snack', partira' a gennaio "un piano nazionale su alimentazione e nutrizione, che coinvolgera' scuole, ristorazione collettiva ma anche il mondo scientifico e le filiere produttive", con l'obiettivo di realizzare "un'importante campagna informativa", ma anche incentivi per diverse iniziative (proprio sul modello di 'Frutta Snack', con distributori automatici di frutta nelle scuole) e l'inserimento dell'alimentazione "nei percorsi di cura, perche' se vogliamo curare un paziente a rischio cardiovascolare, ad esempio, non possiamo lasciarlo sovrappeso". Con uno sguardo particolare ai bambini, emergenza nell'emergenza visto che oltre un terzo sono obesi o sovrappeso: tra le ipotesi, "rendere l'educazione alimentare materia scolastica, per incidere sulle modalita' e sugli stili di vita dei piu' piccoli".
16 / 12 / 2008
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