Gdo, il calo delle vendite colpisce i prodotti mediterranei
Roma - La dieta mediterranea fa bene alla salute, ma è sempre più minacciata dall'inflazione. I prezzi dei prodotti alimentari sui banchi di iper e supermercati sono cresciuti, in media, del 4,3% tra maggio e giugno, con rincari che hanno colpito soprattutto i prodotti tipici della dieta mediterranea: pasta, olio, mozzarella e pelati. Risultato: frenano le vendite anche negli eserciti della grande distribuzione organizzata (Gdo), che finora hanno dimostrato la migliore tenuta alla crisi dei consumi in atto, anche perché sono i più gettonati dai consumatori alla ricerca di ribassi, promozioni e offerte 3x2. E la crescita dei fatturati si contrae. In base ai risultati di un'indagine realizzata da Vendite Flash - il bollettino del Centro Studi di Unioncamere, dedicato al monitoraggio bimestrale del giro d'affari della Grande distribuzione organizzata, nel terzo bimestre dell'anno, iper e supermercati hanno registrato una stagnazione delle vendite, aumentate solo dello 0,4% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Il tasso di aumento dei fatturati passa così dal +5,6% del primo bimestre 2008 al +4,7% del periodo maggio-giugno.
La causa di questa situazione - spiegano da Uniocamere - è il sensibile innalzamento dei prezzi alla produzione (superiore al 10% nel settore alimentare secondo gli ultimi dati Istat di giugno scorso) e dei costi di trasporto che si sono tradotti, nei supermercati, in aumenti medi del +4,3%. A trainare i rincari sono alcuni dei prodotti base della alimentazione mediterranea, come pasta, mozzarella, burro, olio di semi e pelati per la salsa di pomodoro, tutti con aumenti a due cifre. L'indagine di Unioncamere entra nel dettaglio, monitorando, per così dire, gli scaffali del supermercato.
All'interno dell'aggregato dei prodotti del 'largo consumo confezionato' (che include i reparti drogheria alimentare, bevande, freddo, fresco, cura degli animali, cura della casa e cura della persona), sono gli alimentari a pesare di più. Per questo comparto i prezzi alla produzione si sono impennati a causa dell'aumento delle materie prime e, di conseguenza, il costo della spesa è salito di oltre 5 punti percentuali anno su anno. I costi nel reparto 'drogheria alimentare' sono saliti del 6,3%, trainati soprattutto dai rincari di varie tipologie di pasta di semola. La spesa per i prodotti freschi è salita del 6,7%, con i rialzi di prezzo più forti per burro, crescenza e mozzarelle di latte vaccino. Prezzi in accelerazione anche negli altri reparti alimentari, anche se su tassi tendenziali più vicini ai tre punti percentuali. Per le bevande, gli aumenti sono al +2,7% su base annua. Per il 'freddo' l'incremento dei prezzi rispetto ad inizio anno, quando si registrava un segno negativo della variazione tendenziale, ha raggiunto in questo bimestre il +3,1%. Il costo della spesa del reparto per la cura della casa é cresciuto dell'1%. Gli articoli per la cura della persona (+1,1% tendenziale), evidenziano un crescente innalzamento nelle dinamiche dei prezzi dall'inizio del 2008. Sul fronte dei fatturati, è del Sud la regione con il più alto tasso di crescita nel terzo bimestre: il primato va alla Campania, dove la Gdo, pur in rallentamento, mette a segno circa un +10%. Seguono Sicilia e Sardegna dove le vendite crescono circa del 4%
09 / 08 / 2008