Gli inglesi consigliano la cucina Made in Italy Roma - Il fatto che il premier inglese Gordon Brown e il capo dell’opposizione David Cameron abbiano consigliato come preferiti piatti italiani come rispettivamente, i ''fagottini alla mozzarella e verdure'' e la ''pasta con il sugo di salsiccia'' conferma il primato del Made in Italy in cucina. E’ quanto afferma la Coldiretti nel commentare i consigli in cucina suggeriti dai due politici inglesi alla diocesi di Ilkley per il libro ''Saints and Celebrities Cookbook'', pubblicato per scopi benefici.
Un risultato che tuttavia - sottolinea la Coldiretti - non deve ingannare sulla reale conoscenza oltremanica della cucina italiana che rimane approssimativa come dimostra il fatto che il piatto preferito dagli inglesi sono gli spaghetti alla bolognese, secondo un recente sondaggio su 700mila persone effettuato dal sito www.tourchlocal.com. Si tratta del piu' classico esempio di falso Made in Italy nel mondo, ma che in Inghilterra sta risultando vittorioso rispetto al “fish and chips” o ad una leccornia tradizionale come il “roast beef”. Un abbinamento che, sebbene spopoli in tutto il mondo, in Italia - continua la Coldiretti - è possibile trovare solo in alcuni locali acchiappa-turisti Non è un caso che proprio in Inghilterra sono addirittura in vendita “wine kit” fai da te per ottenere in soli in 28 giorni a casa la produzione di vini come il Chianti, il Barolo, il Valpolicella, l'Amarone, il Frascati e il Verdicchio per le quali sono fornite addirittura le etichette da applicare sulle bottiglie. Secondo uno studio della Coldiretti le esportazioni di prodotti agroalimentari Made in Italy potrebbero quadruplicare se venisse uno stop alla contraffazione alimentare internazionale che è causa di danni economici, ma anche di immagine.
All'estero sono falsi piu' tre prodotti alimentari “italiani” su quattro, con le esportazioni dall'Italia che raggiungono il valore di 18 miliardi di euro e rappresentano appena un terzo del mercato mondiale delle imitazioni di prodotti alimentari Made in Italy che vale oltre 50 miliardi di euro. La pirateria agroalimentare internazionale - denuncia la Coldiretti - utilizza impropriamente parole, colori, località, immagini, denominazioni e ricette che si richiamano all'Italia per prodotti taroccati che non hanno nulla a che fare con la realtà nazionale: dai formaggi ai salumi, dal caffè ai biscotti, dall'olio di oliva ai condimenti, dalla pasta ai vini. Il rischio reale - conclude la Coldiretti - è che si radichi nelle tavole internazionali un falso Made in Italy che toglie spazio di mercato a quello autentico e banalizza le specialità nostrane frutto di tecniche, tradizioni e territori unici e inimitabili.
07 / 01 / 2009
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