Il Car e i porti di Roma rilanciano il polo logistico del Centro Italia
A supporto dell'internazionalizzazione delle eccellenze prende il via il progetto Iside del Centro agroalimentare di Roma e dell'Autorità portuale finalizzato
Roma - I due colossi della logistica alimentare del Lazio si stringono la mano fissando il “Mare Nostrum”. Vogliono rilanciare il protagonismo mediterraneo di Roma e non far scivolare il sistema logistico e distributivo dell’ortofrutta del centro Italia nella progressiva marginalizzazione dai mercati mondiali con i volumi maggiori, i livelli qualitativi più alti, i prezzi più convenienti e i margini di profitto più ricchi. Passati due mesi dal 1 gennaio 2010, il CAR di Roma e l’Autorità Portuale di Civitavecchia, Fiumicino, Gaeta “Porti di Roma” hanno stretto - si legge in una nota - solidi accordi. Non solo una Lettera di intenti, che è stata presentata alla stampa il 25 febbraio nel Centro Agroalimentare Roma in un press meeting convocato alle 11. Per dare muscoli, dinamismo e lucidità alla determinazione condivisa a non farsi travolgere né danneggiare o sorprendere da quei processi di integrazione euromediterranea avviati a Barcellona nel 1995, i due giganti della logistica alimentare laziale hanno deciso di dare corso al più presto a un ampio protocollo d’intesa. Intanto – mentre i calendari avvicinano le ufficiali scadenze europee che prevedono entro il 2010 l’abbattimento di dazi e dogane tra stati dell’Unione Europea e Paesi nordafricani e mediorientali del Mediterraneo – Autorità Portuale e Car possono analizzare i primi risultati concreti dell’alleanza. Dal 2 al 6 febbraio, durante la FruitLogistica 2010 a Berlino - la più importante fiera europea di prodotti, tecnologie, imprese, sistemi organizzativi e gestionali del comparto ortofrutticolo – Car e Porti di Roma hanno fatto insieme una sorta di viaggio di nozze in Germania con tre obiettivi. Nello stesso stand (il D 06 della Hall 4.2 dellaMesse Berlin) hanno presentato l’efficienza dei loro servizi e i richiami commerciali di un mercato interregionale stimato nell’ordine di 10 milioni di consumatori. Insieme a manager di Cargest un gruppo dei grossisti del CAR ha avviato relazioni di lavoro con produttori ed esportatori esteri in numero superiore a 100, privilegiando quelli egiziani ed Esteuropei. Ma in uno stand allestito insieme, il CAR e l’Autorità Portuale hanno presentato innanzitutto un progetto comune. Chiamato “Iside” in italiano (Iniziative a supporto dell’internazionalizzazione delle eccellenze) e “Isis” in inglese (International System of Import-export & Supply-chain), il progetto si riallaccia al Green Corridor italo-egiziano del 2002. Autorità Portuale e Centro Agroalimentare Roma si sono infatti candidati insieme a ottimizzarne le funzioni in capo al Porto e all’Area Metropolitana di Roma. Essenziale per il successo del progetto - preventivamente e integrato da apporti professionali presso il Ministero del Commercio Estero, Simest e Associazione di amicizia e cooperazione Italia-Egitto - la partecipazione di stakeholder del Car (innanzitutto grossisti) e dell’Autorità Portuale (terminalisti, armatori, spedizionieri, provider logistici). Al timone delle due “corazzate laziali” del trasporto, della logistica, della distribuzione ortofrutticola, i vertici dei due enti condividono la necessità di “mettere la quinta” per non subìre anche nei nostri mercati l’iniziativa preponderante di agguerriti concorrenti stranieri e dei nuovi player mediterranei. Da mesi tra i Porti e i Mercati di Roma è nata un’intesa profonda, con strategie condivise e comuni obiettivi – a livello di filiere logistiche e distributive – che restituisca all’Italia i suoi primati mediterranei nella valorizzazione e nella commercializzazione di ortofrutta di qualità. Consapevoli dei nuovi equilibri concorrenziali e dei nuovi primati produttivi, delle nuove egemonie logistiche e dei soggetti emergenti tra le potenze agricole e portuali del Mediterraneo, i vertici della Autorità portuale (Fabio Ciani Presidente, Giuseppe Guacci Segretario generale) e quelli del CAR (Valter Giammaria Presidente ed Arturo Carpignoli Consigliere delegato di Car Scpa, Massimo Pallottini direttore generale di Car Scpa e Ceo di Cargest, Giuseppe Biscari presidente di Cargest) hanno idee chiare ed intenzioni coerenti: vogliono spalancare il “Green Corridor”. Con il “Progetto Iside” o “Isis Project”, il porto laziale con diversi primati nel Mediterraneo (quello dei crocieristi e dei “traghetti roro” con a bordo Tir pronti a scaricare) e l’agromercato all’ingrosso più moderno in Italia vogliono ampliare l’area di transazioni ortofrutticole agevolate tra Nordafrica, Medio Oriente, Est Europa, concepito nel lontano 2002 con intese di vantaggio reciproco tra l’Italia e l’Egitto. Con il “Green Corridor” – trattato che facilitò le importazioni in Italia di ortofrutta egiziana (ma in termini di compatibilità non concorrenziale con quella italiana per prezzi e stagioni) da riesportare in Europa in parallelo ad esportazioni italiane in Egitto – i sostenitori del “Progetto Iside” confidano in forti vantaggi per consumatori, produttori, operatori logistici, dettaglianti, grossisti. Da mesi gli uffici di staff, le aree dirigenziali, le segreterie tecniche dei due enti archiviano dati ed elaborano strategie per riattivare il “Green Corridor” dell’allora Ministro dell’Agricoltura Gianni Alemanno, che da Sindaco di Roma segue i progressi del Centro Agroalimentare Roma nel Mare Nostrum. Oggi però il “Corridoio” appare semichiuso: pastoie burocratiche, rivalità tra porti italiani, ostilità dal mondo agricolo, concorrenza da altri paesi, disinteresse nei nostri trader. Di recente, il Ministro Zaia è andato in Egitto a parlare di Green Corridor e Green Trade Initiative (il piano commerciale collegato). Il Governo vuol superare rigidità e ritardi a causa dei quali molte derrate ortofrutticole in arrivo in Italia dal Mediterraneo – o raccolte in Italia – vengono prima triangolate e rincarate dagli spostamenti logistici fra Spagna (Algesiras e Barcelona), Francia (Perpignan), Belgio (Anversa) e Germania (Duisburg). “L’Italia – dice Arturo Carpignoli che nel CAR guida l’equipe al lavoro su questi temi – viene aggirata e spesso colonizzata dalle direttrici egemoniche delle importazioni dai paesi esteri, che stanno erodendo il primato italiano delle esportazioni del settore. Il “Progetto Iside” tutela interessi nazionali vitali”. Con la consolidata esperienza nell’importare banane e ananas in un terminal ortofrutticolo ultramoderno, il porto di Civitavecchia è pronto e con Giuseppe Guacci, segretario generale dell’Autorità Portuale, determinato: “L’intesa con il CAR –spiega – aprirà nuovi scenari e nuovi traffici al porto laziale, che si potrà collegare con l'Egitto e i mercati dell'est Europa diventando base logistica del CAR e di altri soggetti commerciali per scambi da avviare con accordi stipulati con paesi interessati”. Fortemente convinto dell’intesa con Civitavecchia, l’amministratore delegato di Cargest Massimo Pallottini: “La nascente alleanza non sarà monopolistica o esclusiva. Vuol essere maggioritaria e riorientare nell’interesse nazionale direttrici e tendenze che penalizzano oggi l’Italia. In questa logica – spiega il topmanager – dovranno rientrare agevolazioni all’export di eccellenze laziali, garanzie di idoneità fitosanitaria per i prodotti in arrivo, investimenti per lanciare le economie laziali nel Mediterraneo tramite sistemi, reti e piattaforme logistiche come il CAR”. Intanto, a Berlino l’alleanza tra CAR e Autorità Portuale di Civitavecchia ha lasciato il segno. Se ne è reso conto il presidente di Cargest Giuseppe Biscari: “Nello stand condiviso dai due enti non son entrati meno di cento operatori economici soprattutto egiziani ed esteuropei, disposti a dar sponda al nostro progetto e alle merci che movimenterà anche nell’interesse dei produttori italiani”. A Civitavecchia condividono tali obiettivi. “L’agroalimentare - dice Fabio Ciani presidente della Autorità Portuale - è tra i settori che negli ultimi anni ha visto il maggior incremento di traffici nel porto, dove un apposito terminal possiede già spazi, strutture, tecnologie necessarie. La crescita già registrata specie nei traffici di banane, stabili pure in un anno difficile come il 2009, andrà sostenuta nel 2010 con volumi di traffico ulteriori. In tal senso, l'accordo con il CAR è utile per fare del porto di Civitavecchia la porta del mercato romano anche per l'ortofrutta”. Come è stato già spiegato a Berlino, il “Progetto Iside” – sostenuto da autorevoli consensi nazionali e internazionali – prevede la creazione in Egitto di un impianto di stoccaggio, trattamento e valorizzazione della ortofrutta da collegare a un sistema logistico-distributivo che importi in Italia (su traghetti ro-ro) a Civitavecchia derrate non concorrenziali con quelle italiane per riesportarle in Europa dell’Est. Entro il 2011 il progetto camminerà sulle gambe di una società di scopo guidata dal CAR e con azionisti selezionati d’intesa con SIMEST Spa, che nelle vesti di advisor pubblico sta curando un piano di impresa per concretizzare le ambizioni internazionali del CAR e dei suoi grossisti ortofrutticoli più competitivi.
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25 / 02 / 2010
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