Il Sudafrica nel futuro di Parmalat
Roma - "Prudenza e attenzione" sulle possibili acquisizioni per sfruttare al meglio una situazione di liquidita' "unica e irripetibile": e' la posizione espressa dall'amministrazione delegato di Parmalat Enrico Bondi in merito a possibili acquisizioni in vista per il gruppo di Collecchio, che a fine 2008 si trova a gestire una disponibilita' finanziaria netta di 1,108 miliardi di euro, a fronte degli 855 milioni di fine 2007. "Considero in questo momento - ha detto Bondi durante la conferenza di presentazione dei risultati 2008 - che abbiamo un'opportunita' unica che non va sprecata, perche' una situazione di cassa come questa e' irripetibile. Si tratta di valutare la situazione e guardarci attentamente intorno, valutando le opportunita' di mercato volta per volta". Quanto al mercato australiano, Bondi ha ribadito che sono in atto "delle operazioni di rafforzamento", precisando che su quel mercato Parmalat e' "il secondo operatore" ed e' "pronta a cogliere occasioni derivanti dal disinvestimento del primo"; per il resto, l'a.d. ha ricordato che il gruppo "guarda anche alle opportunita' nell'Africa subsahariana", a partire dal Sudafrica. In ogni caso, per Bondi e' secco il "no" ad "acquisizioni di routine, diluitive".Dopo la riduzione dei costi legali registrata nel 2008, Parmalat prevede un'ulteriore, consistente diminuzione per il 2009 che, secondo l'amministratore delegato del gruppo Enrico Bondi, "sara' l'anno decisivo per il completamento delle strategie iniziate nel 2004". Dopo gli accordi transattivi raggiunti con molti istituti di credito il mese scorso, a cominciare da Deutsche Bank, tra le operazioni ancora aperte dopo il crac del gruppo di Collecchio nel dicembre 2003 rimangono quelle americane. Innanzitutto l'appello in corso contro Citigroup, con il quale "crediamo di avere arginato - ha spiegato Bondi durante la conferenza di presentazione dei risultati 2008 - gli effetti del primo, inaspettato risultato negativo" e nell'ambito del quale "la difesa orale avra' luogo a settembre o ottobre 2009"; per quanto riguarda Bank of America e Grant Thornton "siamo in attesa del calendario dai giudici, non dipende da noi", ha detto l'ad di Parmalat, che comunque si aspetta una soluzione tra il 2009 e il 2010. Quanto alla class action, approvata dai giudici il 2 marzo, dopo la firma del provvedimento e passati i trenta giorni per le possibili impugnazioni, il gruppo dara' il via alla distribuzione del 10 milioni e mezzo di azioni alla classe come previsto dall'accordo transattivo siglato a maggio del 2008. In Italia, al di la' di procedimenti penali per aggiotaggio e bancarotta fraudolenta, le poche azioni revocatorie ancora pendenti sono in fase di consulenza tecnica e dovrebbero arrivare presto a sentenza; tra le risarcitorie, restano le due contro JP Morgan e quella con Standard&poor's. "Abbiamo poi una serie di cause in appello - ha ricordato Bondi - piu' quella sul concordato in cassazione, per la quale probabilmente il 2009 sara' l'anno decisivo".
05 / 03 / 2009
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