Imprese, costi triplicati e redditi in caduta libera
Roma - I costi sono praticamente triplicati mentre i redditi sono in caduta libera per gli agricoltori italiani. Negli ultimi otto anni i nostri produttori - secondo la Confederazione italiana agricoltori (Cia) riunita per la conferenza economica nazionale di Lecce - hanno registrato un deciso aumento dei prezzi dei mezzi di produzione (mangimi, sementi, fertilizzanti, antiparassitari, gasolio), mentre, in ambito Ue, hanno avuto la flessione più accentuata sotto il profilo reddituale: -18,2%. Solo nello scorso anno i costi produttivi sono cresciuti del 6,1 % e i redditi sono diminuiti del 2%. Un calo che fa seguito al - 10,4% del 2005 e al - 3,4% del 2006. Dal 2000 - rileva la Cia- c'e' stato un crollo verticale per i redditi italiani, mentre nel complesso Ue si registra un aumento del 16%. Ben diverso - sottolinea sempre la Cia - l'andamento reddituale agricolo in Germania, dove negli ultimi otto anni si e' avuto un incremento di circa il 33 % e cresce anche in Francia (+5,6%) e in Spagna (+5,3%).Per quanto riguarda il 2007, i redditi degli agricoltori europei, rispetto all'anno precedente, sono aumentati mediamente del 5,4 %, con variazioni che vanno dal piu' 39,3 % della Lituania al -6,7%della Romania. Un andamento - rimarca la Cia - influenzato dalla forte variazione registrata dai prezzi dei prodotti. Nel 2007, sempre rispetto all'anno precedente, i prezzi reali agli agricoltori per le produzioni continentali, come cereali e oleaginosi, sono aumentati, rispettivamente, del 46,2 % del 21,9% Questi incrementi hanno contribuito a spingere in avanti i redditi, ad esempio, dei produttori tedeschi (piu' 12,5% e dei francesi (piu' 7,5%. Al contrario, sono state registrate riduzioni di prezzi per alcune produzioni tipiche mediterranee.
Il prezzo reale al produttore per l'olio d'oliva, ad esempio, e' diminuito del 19,4%e quello delle verdure fresche dello 0,7% Anche le patate hanno subito una flessione del 3,2% Per la barbabietola da zucchero la diminuzione e' stata del 12,8% Hanno, invece, tenuto i prezzi reali ai produttori di vino e frutta, con un incremento, rispettivo, del 4,5 % e del 4,2%. Allo stesso tempo la spesa alimentare delle famiglie italiane, dal 2000 al 2007, e' aumentata, in termini monetari, del 28%, mentre i consumi siano calati del 12,4%. Inoltre sei famiglie su dieci, hanno modificato, negli ultimi otto anni, le proprie abitudini alimentari a causa dei rincari, specie negli ultimi tre anni. Nel 2000 la spesa destinata agli acquisti dei prodotti agroalimentari era pari a 379 euro al mese (circa 743 mila lire), la cifra nel 2007 e' arrivata a 485 euro. Un aumento di oltre cento euro mensili. Otto anni fa l'incidenza degli acquisti alimentari sulla spesa complessiva delle famiglie italiane era del 20,6%. Ora e', invece, scesa al 18, 9%, mentre nel 1975 era pari al 34,%. Secondo l'indagine della Cia il: 23,4 della spesa alimentare e' per carne, salumi e uova; 18,2 % latte e derivati; 16,8 % ortofrutta; 14,8 % derivati dei cereali; 8,9% i prodotti ittici; 5,7 % le bevande analcoliche; 5,5 % e bevande alcoliche; 3,9 % olio e grassi; 2,8 % zucchero, sale, caffe', the. Il calo dei consumi - evidenzia la Cia- ha contraddistinto, dal 2000 al 2007, un po' tutti i prodotti: per il pane e gli altri derivati dei cereali si ha una flessione del 10,9%, per la carne del 14,5 %, per il latte e i formaggi del 13 %, per gli oli e i grassi del 33,4 %, per frutta e ortaggi del 7,7 %, per zucchero, caffe' e the del 26,1 % per le bevande del 9,5 %. In questo contesto anche la"dieta mediterranea" segna qualche contraccolpo a causa della frenetica corsa dei prezzi al consumo, e sulle tavole degli italiani ci sono, infatti, sempre meno pane, pasta (anche se per questo prodotto si nota, in questi ultimi mesi, una ripresa), frutta, verdure e vino
20 / 06 / 2008