L'export dell'olio crescerà del 6-7%
Presentata a Roma la XVIII edizione del Premio Nazionale Ercole Olivario
Roma - “Ci sono i primi segnali della ripresa economica. La macchina dell’export si è rimessa in moto già nell’ultimo trimestre 2009, e a gennaio 2010, le esportazioni extraeuropee sono cresciute di oltre il 4%. Tutti indicatori positivi che fanno sperare in una crescita dell’export italiano per il 2010 di almeno il 4% e, conseguentemente, di una ripresa delle esportazioni dell’olio di oliva di almeno il 6-7%%”.
Il vice ministro allo sviluppo economico Adolfo Urso, insieme ai presidenti di Unioncamere, Ferruccio Dardanello e Giorgio Mencaroni della Camera di Commercio di Perugia con il segretario generale Andrea Sammarco, lancia segnali di ottimismo agli operatori del settore olivicolo durante la conferenza stampa di presentazione della XVIII edizione dell’Ercole Olivario, concorso nazionale per la valorizzazione delle eccellenze olearie italiane.
Quest’anno sono 103 gli oli extra vergine di oliva finalisti; 49 DOP/IGP e 54 oli extra vergine di oliva, che hanno superato le varie selezioni regionali, scelti da un campione nazionale di 260 aziende provenienti da 17 regioni olivicole diverse.
“Lo scorso anno per i vincitori dell’Ercole Olivario – ha riferito Urso – abbiamo puntato sulla Russia e - nonostante la crisi - le nostre esportazioni di olio di oliva sono aumentate del 2%”; siamo riusciti a fare meglio di Spagna e Grecia, nostri principali competitor a livello europeo nonostante le nostre esportazioni siano diminuite complessivamente del 13,7%. Francia, Belgio ed Olanda, intanto, sono le tre nuove tappe della missione commerciale organizzata dal comitato organizzatore del premio per chi risulterà vincitore della 18° edizione del concorso. Iniziativa che si svolgerà con il supporto tecnico logistico dell’ICE che punta a doppiare il successo nella Federazione Russa dello scorso anno. Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio di Perugia, e per la prima volta alla guida del comitato organizzatore del premio, annuncia a maggio, presso la sede di Unioncamere a Roma, l’evento Piazza Affari. “Un workshop pensato per i protagonisti dell’Ercole Olivario, che potranno incontrare B2B e B2C, i principali promotori commerciali del settore alimentare europeo”.
In tutto per il 2010 l’ICE, con il contributo delle Regioni, avrà un plafond in promozione dell’agroalimentare di 5,2 milioni di euro e una parte di questa verrà dedicata proprio a valorizzare l’immagine dell’olio d’oliva all’estero. “Questo anno - ha aggiunto il vice ministro Urso il pil crescerà dell’1%. Ed ogni punto di pil corrisponde a 4 punti di crescita dell’export. I consumi interni, purtroppo sono fermi e la sola gamba che sembra muoversi è proprio quella che guarda all’estero. Significa – ha poi concluso Urso - che l’internazionalizzazione è una scommessa vincente e chi ha puntato ad aprirsi al mondo oggi ne assapora i benefici”
“Con l’aumento dell’1% del pil nel 2010, le nostre esportazioni di olio extra vergine di oliva - ha detto invece il Presidente dell' Unaprol Masimo Gargano ne trarranno sicuramente un vantaggio”. “Non bisogna -ha continuato - abbassare però la guardia sui controlli perché il valore aggiunto legato all’origine del vero prodotto italiano sia sempre più tutelato in Italia e all’estero”. Da un’indagine campionaria, promossa da Unaprol al termine del primo dei tre anni del progetto di promozione UE del consumo consapevole di olio extra vergine di oliva in Francia, Germania e Regno Unito è emerso che il 46% degli intervistati acquista consapevolmente olio extra vergine di oliva prodotto in Europa; il 43% acquista invece olio ma non conosce se abbia o meno origine europea, mentre l’11% del campione non usa oli di oliva prodotti nella UE. Solo il 39% del campione riconosce l’olio extra vergine di oliva attraverso la lettura delle etichette; altri si lasciano suggestionare dal colore (31%), dal sapore (20%),mentre un buon 10% ammette candidamente di non saper scegliere quale olio extra vergine acquistare. Di fronte ad una etichetta di ultima generazione, che contempla l’origine obbligatoria UE in etichetta, il 48% del campione intervistato ha riconosciuto che l’etichetta era corretta. Il 42% ha dichiarato di non sapere e un restante 10% ha riferito che l’etichetta era sbagliata. Le sensibilità in Europa e nel mondo stanno cambiando. La qualità dei cibi, la tutela della salute, la trasparenza nei confronti dei consumatori sono tutti punti che sempre di più assumono importanza e richiedono attenzione. Il made in Italy deve quindi sostenere una sfida sempre più competitiva da parte di oli provenienti ormai da tutto il mondo. “Il premio Ercole Olivario – ha concluso Gargano - giunge propizio a dimostrare, ancora una volta, le caratteristiche di eccellenza e di unicità della produzione nazionale, sempre più apprezzata e dunque da tutelare sul mercato interno e su quello internazionale”.
Ma dove va il nostro olio extra vergine made in Italy? Gli Stati Uniti rappresentano il primo mercato di sbocco per il nostro prodotto. L’Italia detiene una quota di circa il 60% dell’export per un controvalore che oscilla mediamente intorno ai 300milioni di Euro. In Europa è la Germania il nostro primo paese importatore dall’Italia. La quota italiana di export del 18% verso questo partner europeo vale mediamente 130 milioni di Euro all’anno ed è in continua crescita. A Perugia, intanto, è partito il conto alla rovescia per l’Ercole Olivario 2010. I premi saranno attributi dalla giuria del concorso nazionale sabato 27 marzo 2010 a Spoleto (PG), nella cornice del Teatro Caio Melisso, tempio dell’alta qualità dell’olio extra vergine di oliva 100% italiano.
Condividi l'articolo: post<li>
18 / 03 / 2010
Commenti e opinioni
Scrivi
il tuo commento sulla pagina
'L'export dell'olio crescerà del 6-7% '
Contatti
Per contattare la redazione del sito Agroalimentare scrivere all'indirizzo email gpacella@libero.it
Link di approfondimento
export - dell - olio - crescera - Link utili per approfondire il tema Agronews
Segnala un sito/link di approfondimento
|
|