Latte di bufala: Ismea registra un calo della redditività Roma - Diminuisce la redditività del latte di bufala, la cui produzione è caratterizzata da una flessione dei ricavi più marcata di quella dei costi. E' quanto segnala l'Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare (Ismea) nel rapporto "Analisi del costo e della redditività della produzione di latte di bufala". Negli ultimi anni - si specifica nell'analisi compiuta su un campione di aziende che praticano l'allevamento della bufala nella provincia di Latina. - la scarsa redditività degli allevamenti da latte bovino, che ha interessato in modo particolare le regioni centro-meridionali, ha spinto molti allevatori a cambiare indirizzo produttivo per passare all'allevamento delle bufale. Come effetto principale di questa diffusa conversione vi è stato un aumento - si aggiunge - della disponibilità del latte di bufala, con la conseguente stagnazione del relativo prezzo di mercato. Secondo l'indagine calano poi sia i ricavi che i costi, ma i primi segnano una flessione maggiore, provocando un calo della redditività. Per 100 chilogrammi di latte, si legge ancora nel report, nel 2006 i ricavi sono stati pari a 122,98 euro, in lieve diminuzione (-0,5%) rispetto al 2005. Ma calano anche i costi di produzione: il costo totale per 100 chilogrammi di latte è stato di 124,31 euro, in lieve diminuzione (di circa 40 centesimi di euro) rispetto all'anno precedente. Tra le poche voci di costo in aumento si segnalano invece quelle relative all'alimentazione, sia per i foraggi ed i mangimi acquistati all'esterno dell'azienda (+15%) che per quelli prodotti in azienda (+32%). Allo stesso tempo la perdita di redditività è stata mediamente pari a 1,33 euro per ogni 100 chilogrammi di latte prodotto, un dato migliore rispetto al 2005, anno in cui il calo fu di 1,9 euro per quintale. Infine il fenomeno negli ultimi tre anni ha comportato una drastica riduzione del reddito familiare, che è passato dagli 85mila euro del 2004 agli attuali 37.600; ciò ha naturalmente comportato, sottolinea l'Ismea, una riduzione della remunerazione effettiva del lavoro fino agli attuali 8,6 euro per ogni ora lavorata.
25 / 02 / 2008 Commenta la notizia nel Forum
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