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Agroalimentarenews - di Gianluca Pacella
domenica 12 ottobre 08 - 13:04
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Latte, diminuisce il divario tra il Nord e il Centro - Sud d' Italia

Roma - Un'analisi attenta che fa riflettere sull'andamento dei costi di produzione del latte in Italia. Così puo essere giudicato lo studio dell''Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare (Ismea) "Analisi del costo e della redditività della produzione del latte in Italia (indagine 2007)" all'indomani della sua presentazione. L'indagine, come anticipato ieri nella voce "Agronews", è stata realizzata con il Centro ricerche produzioni animali (Crpa) ed analizza i principali distretti produttivi italiani, evidenziandone le differenze in relazione ai sistemi di produzione adottati, ai costi e alla redditività delle aziende. La ricerca, portata avanti grazie anche alla sinergia instaurata con Unalat e con l' Associazione europea dei produttori latte (Edf), ha reso possibile anche il confronto con le aziende continentali. Dai dati resi pubblici dall' Ismea si raccoglie il fatto positico che con il 2006 sia finito un periodo di stagnazione per il settore latte soprattutto sotto il profilo dei prezzi a fronte dei costi di produzione tendenzialmente in aumento. "Il prezzo del latte alla stalla e i derivati - si dice nel report - ha iniziato a risentire positivamente dei ricari provenienti dai mercati internazionali proseguendo poi nel corso del 2007 fino ad arrivare a quotazioni record. Tuttavia - prosegue lo studio - anche i prezzi degli input produttivi hanno iniziato un trend esponenziale che ha portato gli alimenti zootecnici su livelli altissimi. Tale dinamica - si spiega nel particolare - ha condizionato i bilanci delle aziende da latte monitorate consentendo solo a quelle dalla struttura economica più flessibile di rispondere positivamente agli input provenienti dal mercato". Operativamente - si legge ancora - la fotografia regionale nelle regioni italiane è apparsa ancora abbastanza differente. In Veneto, ad esempio, si è assistito ad una sostanziale stabilità dei costi totali, pari a 40, 8 euroKg di latte (-0, 9%) nonostante la minore produzione di latte. Tutto ciò - chiarisce Ismea - ha però determinato il calo dei costi diretti (-6, 3%) grazie al risparmio per gli input alimentari che negli anni precedenti erano utilizzati al massimo per incrementare la produttività delle bovine. Allo stesso tempo l'aumento dei ricavi carne nonché dei contributi pubblici ha determinato invece un miglioramento dei costi netti di produzione (- 4, 6%) così come del reddito famigliare (+13, 1%). Anche Il giudizio sulla Lombardia l'analisi è buona "Si è osservata in Lombardia - sottolinea l'Istituto - una sostaziale tenuta del prezzo del latte, che unitamente ad un aumento dei contributi, ha portato ad un interessante aumento dei ricavi aziendali (+3, 8%). Il costo totale è invece peggiorato in modo consistente (+4, 3%) da attribuire ai costi diretti (+8, 7%) ed in particolare alle voci relative all'alimentazione e agli input energetici". Allo stesso tempo - sottolinea Imea - il costo dei fattori produttivi ha segnato un calo interessante (-3, 4%) da attribuire al fattore lavore. In sostanza - si conclude - la performance finanziaria ed economica delle aziende lombarde ha mostrato un abbattimento del 6, 3% se espressa in termini di reddito famigliare che è passato da 104. 000 a 97. 000 euro nell'ultimo anno. Non si possono dire le stesse cose per le aziende del centro - sud. "Qui - dicono i ricercatori - si confermano i livelli di costo di gran lunga superiori, ma si assottiglia la differenza tra ricavi totali percepiti rispetto alle imprese del Nord Italia, grazie al recupero del valore della carne e dei contributi. Quindi - si legge nello studio - nonostante la situazione rimanga molto critica, si nota un miglioramento degli indicatori di reddito ed una attenuazione dei segnali di difficoltà riscontrati negli anni passati, In particolare - si incalza - il 2006 è stato particolarmente positivo per il Lazio dove le aziende hanno fanno segnare un miglioramento (+17, 5%) del reddito famigliare e della remunerazione per ora di lavoro (+29%). Infine, dal confronto a livello europeo, si evince - dice Ismea - come i ricavi delle aziende italiane sono ancora mediamente superiori a quelli delle altre imprese in esame grazie ad una migliore remunerazione del latte

25 / 01 / 2008

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