Latte, la partita sul prezzo si riapre
Roma - Dopo l’assedio degli allevatori della Coldiretti allo stabilimento della Parmalat a Collecchio in provincia di Parma, l’associazione degli industriali del latte (Assolatte) ha accettato di riaprire la trattativa per la definizione di un giusto prezzo per il latte alla stalla. Lo annuncia la Coldiretti che ha deciso la sospensione dei blocchi negli stabilimenti, da Parma a Brescia, anche se rimangono aperti tutti i presidi in attesa dell’accordo. Il nuovo appuntamento è fissato per domani 19 dicembre alla Prefettura di Brescia dove la trattativa sarà condotta ad oltranza sotto il pressing dei presidi della Coldiretti che rimangono aperti negli stabilimenti della Parmalat a Collecchio, di Auricchio a Cremona, di Ambrosi a Castenedolo (Brescia), della Sterilgarda a Castiglione delle Stiviere (Mantova) e della Galbani a Caravaggio (Bergamo) e Corteolona (Pavia). Nel corso del 2009 per l’agricoltura italiana il reddito per occupato è crollato del 25,3 per cento rispetto alla riduzione media comunitaria del 12,2 per cento dovuta ad un calo generalizzato dei prezzi dei prodotti agricoli a partire dal latte (-20,3 per cento), cereali (-27,5 per cento), olio di oliva (-14,7 per cento) e frutta (-12,3 per cento), secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Istat.

Il via libera alla mobilitazione - si legge in un comunicato - e' stato dato dalla stessa Coldiretti dopo la rottura delle trattative sul prezzo del latte alla stalla pagato dagli industriali agli allevatori il 30 per cento in meno dello scorso anno. Gli allevatori denunciano - rileva l'organizzazione agricola- pesanti speculazioni con il prezzo del latte che passa dai 30 centesimi al litro della stalla a 1,35 euro sullo scaffale dei supermercati, con un ricarico del 350 per cento secondo il servizio sms consumatori del Ministero delle Politiche Agricole. Il prezzo alla stalla - ha sottolineato la Coldiretti - ha raggiunto valori che non coprono i costi di produzione e stanno mettendo a rischio stalle, mucche e lavoro che hanno garantito all'Italia fino ad ora il primato mondiale nella produzione formaggi tipici con il record di 35 riconoscimenti a livello comunitario. A rischio - sottolinea ancora l'organizzazione agricola - ci sono 43 mila stalle con quasi 2 milioni di mucche e circa 200 mila occupati che producono un valore di oltre 22 miliardi di euro che rappresenta la voce piu' importante dell'agroalimentare italiano. Se le difficolta' sui prezzi sono diffuse in tutta Europa, l'Italia e' pero' - precisa la Coldiretti - l'unico paese produttore comunitario in cui il crollo dei prezzi riconosciuti agli allevatori si e' verificato nonostante una sostanziale tenuta dei consumi e l'insufficiente produzione nazionale che arriva a coprire appena il 60 per cento del fabbisogno Nell'ultimo anno - denuncia la Coldiretti - sono arrivati in Italia dall'estero ben 1,3 miliardi di litri di latte sterile, 86 milioni di chili di cagliate e 130 milioni di chili di polvere di latte di cui circa 15 milioni di chili di caseina utilizzati in latticini e formaggi. Il risultato - continua la Coldiretti - e' che tre cartoni di latte a lunga conservazione su quattro venduti in Italia sono stranieri e la meta' delle mozzarelle in vendita sono fatte con latte o addirittura cagliate provenienti dall'estero, ma nessuno lo sa perche' non e' obbligatorio indicarlo in etichetta. Se si vuole aiutare il settore servono intanto - sostiene Coldiretti - misure di intervento strutturali per la trasparenza come quelle previste dal Decreto, in corso di verifica in sede Ue, che prevede l'obbligo di indicare la provenienza di latte e derivati in etichetta, ma anche il divieto di utilizzare polveri e caseinati in sostituzione del latte per la produzione dei formaggi. Stiamo reagendo - sostiene la Coldiretti - a quelli che rappresentano i due furti ai quali e' sottoposta giornalmente l'agricoltura che subisce da una parte il furto di identita' e di immagine che vede sfacciatamente immesso in commercio cibo proveniente da chissa' quale parte del mondo come Italiano, e dall'altra il furto di valore aggiunto che vede sottopagati i prodotti agricoli a causa di uno strapotere contrattuale da parte dei nuovi forti della filiera agroalimentare. Nel corso della manifestazione alla quale hanno partecipato centinaia di allevatori con trattori e camion dagli allevatori della Coldiretti armati di bandiere gialli sono stati gridati slogan "perche' il prezzo del latte dalla stalla al bancone del supermercato aumenta 5 volte", "vogliamo il vero latte italiano negli scaffali dei nostri supermercati", "tre su quattro di latte a lunga conservazione sono stranieri senza indicazione in etichetta".
18 / 12 / 2009
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