Lattiero - caseario, primo per fatturato Roma - L'industria del latte, burro, formaggi e yogurt è al primo posto nel food made in Italy per fatturato, con 14,3 miliardi di euro, e medaglia di bronzo per l'export. Lo dicono i dati di Assolatte, che oggi si e' riunita a Milano per l'assemblea dei soci. Il presidente Ambrosi ha riassunto i fatti salienti del 2007. Tra questi, il Presidente ha ricordato l'improvviso cambiamento dei mercati internazionali e l'altrettanto improvviso aumento delle quotazioni mondiali delle commodities. "Il terremoto dei prezzi che ha interessato cereali, soia e prodotti a base di latte - ha commentato Ambrosi - ha sorpreso tutto il sistema lattiero caseario europeo. Tutti i derivati del latte hanno subito forti aumenti ed hanno costretto le imprese a rivedere strategie di vendita e listini. Questo ha inciso in modo negativo sui consumi innescando un trend difficile da modificare". Ma, come ha testimoniato il Garante per la sorveglianza dei prezzi Antonio Lirosi, non si e' trattato di un fenomeno speculativo bensi' di un cambiamento degli equilibri internazionali. "Nel momento della massima emergenza, abbiamo operato con massimo giudizio e cercato di creare nuovi e piu' maturi rapporti con il mondo agricolo - ha continuato Ambrosi riferendosi al contenzioso con Confagricoltori per il prezzo del latte-. "I nostri tentativi pero' si sono scontrati con chi non ha capito il nostro impegno per un dialogo costruttivo. E' necessario intervenire per la semplificazione, per un sistema fiscale piu' equo e meno penalizzante per chi reinveste i propri utili, per limitare la burocrazia. Ci vuole maggiore attenzione e sensibilita' per chi fa impresa". Cresce anche l'export dei formaggi italiani, con un +3,4% rispetto al 2006 e una produzione di 250.000 tonnellate. Circa un quarto della produzione casearia nazionale e' destinato ai mercati esteri e quasi il 40% del latte lavorato dalle aziende serve a produrre formaggi esportati in tutto il mondo. Inoltre in uno scenario che vede un costante calo dei consumi alimentari, i prodotti lattiero-caseari registrano un aumento delle vendite che nel primo trimestre 2008, rispetto all'analogo periodo del 2007, hanno segnato incrementi in valore del 6,7 per cento e in quantita' del 3,5 per cento. E' quanto sottolinea la Cia-Confederazione italiana agricoltori in relazione ai dati Istat sulle vendite al dettaglio. Il trend di crescita dei consumi di latte, formaggi e yogurt da parte delle famiglie italiane si era riscontrato gia' lo scorso anno, quando -afferma la Cia- l'intero settore aveva avuto un incremento in quantita' dello 0,9 per cento e in valore del 3,4 per cento. In particolare, le vendite di latte fresco erano cresciute in quantita' dello 0,5 per cento e in valore del 3,4 per cento, mentre quello a lunga conservazione (latte Uht) aveva messo a segno aumenti, rispettivamente, dell'1 per cento e del 4,5 per cento. Meno accentuata la crescita per i formaggi (piu' 0,1 e 2,6 per cento), con cali per quelli Dop. Sensibili, invece, gli incrementi per yogurt e dessert (piu' 3,8 per cento e piu' 5,7 per cento). In deciso calo, al contrario, gli acquisti di burro, che sono scesi in quantita' del 3,6 per cento. Il costante aumento dei consumi di latte e dei suoi derivati registrato negli ultimi due anni (2006 e 2007) -rileva la Cia- si contrappone al trend negativo che aveva caratterizzato gli anni che vanno dal 2000 al 2004, quando il volume degli acquisti domestici era diminuito ad un tasso di variazione medio annuo del meno 2,5 per cento. Una tendenza che si era confermata anche nel 2004 con un calo di quasi un punto percentuale nei confronti del 2003. E' stato, quindi, il 2005 cominciare a ribaltare il corso negativo dei consumi. In quell'anno non e' tornato a crescere soltanto il latte fresco, ma anche yogurt e dessert (piu' 4,6), i formaggi (piu' 1,3 per cento), mentre per il latte a lunga conservazione (latte Uht) si era registrata una certa stabilita'. La Cia, tuttavia, sottolinea che gli italiani, con circa 58 litri pro-capite l'anno, non sono di certo grandi consumatori di latte, almeno nel confronto con i francesi e tedeschi (65 litri) e soprattutto con gli statunitensi (86 litri). La ripresa dei consumi, confermata anche dai dati del primo trimestre 2008, lascia, comunque, intravedere spiragli nuovi positivi, anche se il mercato lattiero-caseario continua a mostrare problemi e una persistente complessita'. In particolare, per quanto concerne la difficile trattativa per il prezzo alla stalla e gli ostacoli che oggi incontrano gli allevatori, costretti ad affrontare una crescita record dei costi produttivi (a cominciare dai mangimi e dai carburanti). Aumenti che hanno ridotto pesantemente la redditivita' delle aziende.
25 / 06 / 2008
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