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Agroalimentarenews - di Gianluca Pacella
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Mais: previsto un aumento delle semine del 3, 4%

Roma - Gli investimenti a granoturco in Italia dovrebbero aumentare quest'anno del 3,4% rispetto alla scorsa campagna, portandosi attorno a un milione 90.000 ettari, contro un milione 53.000 del 2007.
Lo prevede l'Ismea (Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare), in collaborazione con l'Unione seminativi, sulla base di un'indagine condotta su un campione di esperti e operatori del settore.
L'aumento delle aree seminate - sottolinea l'Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare - è attribuibile a tre regioni in particolare: Lombardia, Piemonte e Emilia Romagna, che oltre al frumento avrebbero puntato quest'anno sul mais, a scapito di orzo e semi oleosi. In Lombardia Ismea valuta una crescita delle superfici a granoturco del 14,1%, per 268.000 ettari circa. Aumenti del 12,3% e del 13,5% si prevedono, nell'ordine, in Piemonte e in Emilia Romagna, dove le semine avrebbero invece raggiunto rispettivamente 199.300 e 118.000 ettari. Per il Veneto, al contrario, che si conferma la prima regione d'Italia per superfici a mais, si stima, in controtendenza con il dato nazionale, una flessione del 4,6%, per un totale di 295.000 ettari, da imputare a una preferenza accordata dagli agricoltori al frumento tenero e duro. Investimenti in calo di quasi l'8% anche in Friuli Venezia Giulia (98.000 gli ettari seminati), con perdite di superfici, talvolta molto evidenti, diffuse in tutto il Centro-Sud, ad eccezione della Campania.
Tenuto conto dei fabbisogni interni - sottolinea l'Ismea - il dato di semina 2008 non soddisfa le esigenze dell'industria mangimistica nazionale e delude le attese. Non a caso l'anno scorso le importazioni italiane di granoturco avevano fatto registrare una crescita del 60%, raggiungendo 2,4 milioni di tonnellate.

Sulle scelte degli agricoltori italiani, oltre a valutazioni di convenienza economica che hanno favorito il frumento, hanno comunque influito anche i fattori climatici e le conseguenti minori disponibilità idriche ad uso irriguo, che negli ultimi anni hanno rappresentato un deterrente alla coltivazione del mais.

Le stime - conclude l'Ismea - appaiono in linea con quanto già indicato dall'Istat nell'indagine sulle intenzioni di semina delle principali colture erbacee, che pure evidenzia, nell'annata agraria in corso, una leggera crescita del granoturco.

21 / 05 / 2008

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