Oleico, il 79% delle vendite è della Gdo. In calo il commercio al dettaglio Roma - Una ricchezza da difendere e tutelare, un vero e proprio fiore all'occhiello dell'economia italiana. E' questo il quadro che l'Assitol (associazione italiana dell'industria olearia), in occasione del suo convegno "Olio d'oliva tra presente e futuro", ha fatto in relazione allo scorso anno. A dimostrarlo sono le cifre del monitoraggio presentato. Dopo le difficolta' del 2006, dovute al forte rialzo dei prezzi delle materie prime, le vendite di oli d'oliva e di sansa sono aumentate di oltre il 7%, con una forte preferenza per l'olio vergine ed extravergine, che incide sul mercato per oltre il 60% dell'offerta. Un caso positivo, insomma, che spicca in mezzo a tanti segni negativi che, purtroppo, coinvolgono l'economia italiana. Il monitoraggio, effettuato con un finanziamento dell'Unione europea, ha analizzato l'andamento del mercato interno, rivelando come, per i consumatori nostrani, sia stato l'extravergine convenzionale a ritagliarsi la parte del leone, con l'89,3% delle vendite nella categoria. In altre parole, l'italiano preferisce acquistare il marchio noto. L'olio di origine dichiarata si ferma al 9% delle vendite. Biologico e Dop/Igp hanno registrato una quota di mercato pari all'1,8%, riconfermando la posizione di nicchia di questa tipologia di prodotti. E' la grande distribuzione, come dimostra il monitoraggio, a concentrare il grosso delle vendite sul mercato interno. Non a caso il 79,2 del quantitativo messo in commercio e' andato alla Grande distribuzione (Gdo). Sensibile, invece, il calo del commercio al dettaglio (-2,8). Il monitoraggio conferma inoltre un elemento essenziale di questo comparto industriale: la sua capacita' di appeal all'estero, che permette a molte delle aziende Assitol di vendere al di fuori dei confini nazionali. Il settore, anche nel 2007, dimostra di avere un'ottima propensione all'export su tutti i prodotti, con tassi oscillanti intorno al 60%, ed una crescita, su base annua, pari al 10,8%. Nel dettaglio, questo aumento ha visto lievitare l'export dell'extravergine (+ 16,1%) e degli oli d'oliva (+3,1%). Da record l'aumento del biologico, pari al 165%. La tendenza positiva dovrebbe continuare anche nel 2008. I primi 3 mesi dell'anno, secondo i dati Assitol, fanno ben sperare soprattutto per l'extravergine, nonostante l'euro forte. Si parla, infatti, di un aumento del 2,9%: un dato che, paragonato al forte calo dell'export spagnolo (-22% per i Paesi Ue, -33,8% per i Paesi terzi), conferma l'azione di forte ripresa dei marchi italiani rispetto al loro piu' forte concorrente. A fronte dei numeri positivi, Assitol esprime l'auspicio che si investa sempre di piu' sull'olivicoltura nazionale, a somiglianza di quanto fatto in altri paesi concorrenti, per migliorare le nostra capacita' produttive, non soltanto in senso qualitativo, ma quantitativo.
23 / 05 / 2008
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