Olio: cala la produzione, ma è buona la qualità Roma - Arrivano le prime analisi sulla campagna olearia. I calcoli. effettuati dagli studi settore partono da una tendenza produttiva di olio di oliva in Italia che oscilla mediamente, a seconda delle annate, tra le 600 e le 700 mila tonnellate. Il raccolto dell'annata 2007/08 - si fa presente - è stato particolarmente scarso e si fermerà poco al di sopra di 500mila tonnellate, con un calo produttivo stimato tra il 15% e il 20% rispetto alle 603mila tonnellate dell'anno prima. Poiché - viene spiegato - il consumo interno supera abbondantemente le 800mila tonnellate, l'Italia è costretta a importare per soddisfare la domanda. Nel 2007/08 tutte le regioni, tranne Veneto e Lombardia, registrano un calo della produzione, dovuto principalmente all'eccezionale ondata di caldo estivo. Le temperature estive al di sopra delle medie stagionali e la siccità hanno messo in difficoltà le aree non irrigate, provocando problemi soprattutto nel Sud e nel Centro Italia. La qualità però è buona, proprio grazie al caldo che ha ridotto i problemi di attacco della mosca. La produzione maggiore arriverà dalla Puglia (209mila tonnellate), seguita da Calabria (147mila) e dalla Sicilia (36mila). Oltre 200mila tonnellate sono vendute sul mercato internazionale. Tra le 300mila e le 400mila tonnellate sono importate da Spagna, Grecia, Tunisia e altri Paesi del Maghreb. Secondo il consorzio olivicolo Unaprol sono più di un milione e 300 mila imprese del settore, per un fatturato complessivo che supera i 2,5 miliardi di euro all'anno. Le denominazioni di origine protetta - viene inoltre segnalato - sono 38 e il patrimonio olivicolo comprende oltre 230 milioni di piante, con oltre 350 varietà diverse. Viene inoltre precisato che con il decreto "Norme in materia di indicazioni obbligatorie nell'etichetta dell'olio vergine ed extravergine", pubblicato sulla gazzetta ufficiale del 18 ottobre 2007, è diventato obbligatorio dal 17 gennaio di quest'anno indicare sull'etichetta della confezione di olio il Paese nel quale le olive sono state raccolte e il luogo del frantoio in cui è stato estratto. Per favorire i controlli le imprese sono obbligate a mantenere per ogni stabilimento e deposito un registro di carico e scarico sul quale vanno annotati i movimenti per ogni tipo di olio in ingresso e in uscita e l'indicazione della relativa origine. Sulla norma è in corso un braccio di ferro tra l'Italia e la Commissione europea, secondo la quale l'obbligo viola la normativa comunitaria. Bruxelles ha inviato a Roma una lettera di messa in mora contestando la legittimità del decreto. Il Governo, però, con l'appoggio delle principali organizzazioni del settore, non ha ceduto. La contesa è tuttora in corso
22 / 04 / 2008 Commenta la notizia nel Forum
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