Olio, un decalogo Unaprol per superare la crisi
Roma - Un decalogo per superare la crisi dell’olivicoltura italiana. Lo annuncia Massimo Gargano, presidente di Unaprol che chiede al Governo un piano strategico e organico per il settore; “perché gli interventi richiesti di stoccaggio nazionale dell’olio da indirizzare agli indigenti – afferma il presidente del Consorzio Olivicolo Italiano - rischiano di trasformarsi in un vero e proprio bancomat per confezionatori e mediatori di un prodotto che in moltissimi casi non è né italiano né olio di oliva”.
Sì perché la crisi del comparto olivicolo è anomala. A fronte di un mercato del consumo in progressiva espansione ed un quantitativo di produzione nazionale inalterato, corrisponde un calo dei prezzi ingiustificato.
L’osservatorio economico di Unaprol ha calcolato che siamo ai livelli del 2002/2003 ed il prezzo dell’olio di oliva extra vergine è sceso del 20% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Riduzione che appare ancora più insopportabile per l’aumento registrato di tutti gli altri costi di produzione: energia, fitofarmaci, carburanti.
“Le misure urgenti di cui ha bisogno il settore – ha riferito Gargano - debbono essere indirizzate principalmente a sostenere il reddito delle aziende olivicole e a tonificare il mercato senza abbassare ma al contrario rilanciare l’immagine del made in Italy presso il consumatore italiano ed straniero”.
Di seguito le misure urgenti suggerite nel decalogo Unaprol
1.Pagamento anticipato dell’80% del premio PAC della prossima campagna agli olivicoltori;
2.fiscalizzazione degli oneri sociali per le imprese che occupano mano d’opera, con particolare riferimento alle zone dell’Obbiettivo “1” dove è presente la maggior parte della produzione italiana;
3.avvio di un progetto di sostegno occupazionale sul territorio attraverso la costituzione di cooperative di servizi anche collegate al sistema associativo per lo svolgimento di tutte le operazioni colturali (trattamenti, potature, raccolte, ecc);
4.accordo di filiera con la grande distribuzione per la promozione delle vendite di olio extravergine certificato e tracciato e quindi autentico prodotto made in Italy con appositi spazi presso le strutture di vendita della GDO;
5.campagna istituzionale di promozione gestita dal Ministero per sostenere il consumo del prodotto che ha elevati benefici sulla salute e corrisponde ad una corretta nutrizione;
6.accordi con il sistema delle mense (scolastiche, ospedaliere, caserme, ecc) per l’utilizzazione di olio extravergine italiano;
7.un progetto di filiera finalizzato ad utilizzare degli oli lampanti e delle sanse fondamentalmente a scopo energetico in modo da eliminare dal mercato quantità significative di un prodotto che, con opportuni artifici viene illegalmente trasformato in extravergine.
8.avvio di una sistematica campagna di controlli soprattutto presso i centri maggiormente a rischio come le raffinerie e le centrali di stoccaggio di mediatori con precedenti penali. La campagna di controlli si occuperà anche delle vendite promozionali presso la grande distribuzioni di oli presentati come made in italy e venduto al di sotto dei 3 euro.
9.corretta applicazione della norma sull’indicazione dell’origine obbligatoria in etichetta;
10.tolleranza zero contro chi viene scoperto a commettere frodi e sofisticazioni che deve essere allontanato per sempre dal mercato.
19 / 11 / 2008
Per contattare la redazione del sito Agroalimentare scrivere all'indirizzo email gpacella@libero.it