Parmalat: un piano industriale da 300 milioni di euro Roma - È stato sottoscritto il 16 aprile scorso il primo accordo integrativo con la nuova Parmalat, cioè con il gruppo lattiero caseario di Collecchio ricostituitosi dopo il crack del 2003. A darne notizia è il segretario nazionale della Uila-Uil (Unione italiana lavoratori agroalimentare) Pasquale Papiccio. La nuova Parmalat - si legge in una nota - è una multinazionale più piccola rispetto alla precedente, ma resta comunque un’industria alimentare fra le più importanti del paese, sia per dimensioni, che per portafoglio prodotti e presenza sul mercato interno, dove è ancora leader nel latte fresco e a lunga conservazione e su quello internazionale in particolare in Australia, nel nord del Sud America, e in Africa. La scelta principale dell’accordo - si prosegue - è quella di un nuovo piano industriale biennale esplicitamente orientato alla crescita e allo sviluppo attraverso un incremento complessivo dei volumi produttivi ed una decisa virata verso la ricerca di innovazione finalizzata al lancio di prodotti caseari e succhi di frutta speciali e funzionali. Da tale scelta scaturiscono riorganizzazioni e specializzazione degli stabilimenti industriali, che non solo salvaguardano gli attuali livelli occupazionali, ma creano le condizioni per un’ulteriore stabilizzazione del lavoro, oggi precario, e per il recupero all’interno di produzioni ancora collocate presso terzi. A sostegno di tale piano industriale - viene concluso - è prevista una significativa mole di investimenti, sia industriali che commerciali, pari ad oltre 300 milioni di euro nel prossimo biennio. Coerentemente con i contenuti del piano concordato, è stato definito un sistema di relazioni di tipo partecipativo, fondato su informazione-consultazione-confronto preventivi con il sindacato rispetto alle scelte ed utili ad approdare a decisioni condivise. Di tutto rilievo infine sono gli aspetti di natura economica tra i quali sono da sottolineare il nuovo premio di risultato, che colloca il premio Parmalat nella fascia alta dei premi vigenti nell’intera industria alimenare italiana (oltre 8.000 euro medi nei prossimi quattro anni) ed avvia un’armonizzazione tra i vari stabilimenti, l’istituzione di un fondo integrativo sanitario e la realizzazione di mense aziendali di Zevio e Bergamo.
19 / 04 / 2008 diventa amico di questo sito su Facebook conoscerai gli autori del network e gli altri lettori
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