Parmigiano Reggiano, il match sulla crisi si sposta a Parma Roma - Ora la svolta per il Parmigiano Reggiano è attesa per il prossimo 14 ottobre quando il ministro per le Politiche agricole, alimentari e forestali Luca Zaia si recherà a Parma per incontrare gli attori della filiera. L'obiettivo è trovare il modo per superare la crisi che sta attrraversando il prodotto. Sul piatto della bilancia c'è la questione se decretare lo stato di crisi. Intanto anche nella giornata appena trascorsa sono continuate a circolare opinioni e ipotesi di piani per uscire dalla crisi. A chiedere per prima un'azione rapida e incisiva è stata la Provincia di Parma. Ieri nella sede dell'ente emiliano di piazzale della Pace il vicepresidente della Provincia e assessore all'Agricoltura Pier Luigi Ferrari hanno presentato insieme ai soggetti coinvolti (Consorzio e produttori), il documento unitario, ed e' la prima volta che accade, della Filiera del Parmigiano Reggiano di Parma che servira' da base per l'incontro con il Ministro Luca Zaia che sara' appunto martedi' a Parma. "Abbiamo voluto evidenziare alcuni aspetti gia' portati all'attenzione dell'Assessore regionale e del Ministero nei giorni scorsi. Insieme alle cose gia' note poniamo l'accento sulla gravita' dello stato del Parmigiano Reggiano e quindi sulla necessita' di una terapia d'urto - ha detto Ferrari - Puo' essere la proclamazione dello stato di crisi, ma possono essere anche tutta una serie di ammortizzatori attivati dal ministero per dare ulteriori risposte. Qui noi rischiamo grosso: rischiamo un prodotto ma rischiamo un territorio. Ecco perche' il nostro sforzo e' quello di impegnarci al massimo per salvaguardare economia e ambiente". Dalla peculiarita' produttiva e di mercato del Parmigiano Reggiano nascono le proposte, quattro punti attorno a cui e' costruita una risposta alla crisi. Primo: il ritiro dal mercato di un congruo numero di forme di formaggio e destinazione conseguente per le iniziative a favore degli indigenti e dei programmai alimentari contro la fame nel mondo. Una quantita' idonea e' giudicata in 100/150.000 forme. Secondo: la sospensione della disciplina dell'Antitrust in ordine al tema della autoregolamentazione produttiva per almeno tre anni. Tale richiesta comporta anche la esplorazione degli strumenti piu' idonei per intervenire. Terzo: una nuova regolamentazione per la promozione del prodotto, in Italia ed all'Estero. Quarto e ultimo punto la costituzione di un Tavolo di confronto con la grande distribuzione organizzata (Gdo) sui temi della commercializzazione del Parmigiano Reggiano. Sulla stessa lunghezza d'onda la Coldiretti regionale che rilancia chiedendo una azione combinata a livello regionale e a livello nazionale per risollevare le sorti del Parmigiano Reggiano in crisi. L'organizzazione ribadisce la necessita' di attivare tutti gli strumenti necessari per programmare la produzione e l'immissione del prodotto sul mercato. In particolare Coldiretti sostiene l'importanza di valorizzare la qualita' del Parmigiano Reggiano con interventi che ne garantiscano la territorialita' e la distintivita'. Proprio la Regione Emilia Romagna - ricorda Coldiretti regionale - nel gennaio scorso aveva dato indicazioni utili a questo scopo. Infatti, nel prendere in esame la proposta di legge popolare per 'Orientare e sostenere il consumo dei prodotti agricoli regionali', presentata proprio da Coldiretti con il sostegno di cinquanta mila firme, l'Assemblea regionale il 22 gennaio ha approvato un ordine del giorno che impegna la Giunta 'a convocare il Tavolo Agro-Alimentare tra produttori, industrie di trasformazione, distribuzione e consumatori al fine di valorizzare i prodotti tipici, tradizionali e a denominazione protetta' e ad operare per incentivare il consumo di prodotti tipici nei servizi di ristorazione collettiva, dalle scuole agli ospedali, coinvolgendo a tale scopo anche l'agenzia regionale Intercent-ER (agenzia di acquisto di beni e servizi). Lo stesso ordine del giorno - sottolinea Coldiretti - precorrendo i tempi rispetto alla crisi del Parmigiano, invita la Giunta regionale ad adoperarsi 'nei confronti dei ministeri competenti per regolamentare, in modo esplicito, la vendita sottocosto di prodotti ortofrutticoli freschi e deperibili'. "Si tratta di indicazioni lungimiranti che ben si adattano alla crisi del Parmigiano - commenta il presidente regionale di Coldiretti, Mauro Tonello - e che possono trovare applicazione sia per la parte regionale, sia per le questioni nazionali. Visto l'impegno profuso dall'assessore Rabboni nel cercare strade per uscire dalla crisi e data la disponibilita' del ministro Zaia ad intervenire per rassicurare gli allevatori che in questa drammatica situazione rischiano di chiudere l'azienda, e' opportuno cominciar ad attivare tutti gli strumenti necessari per salvare uno dei prodotti simbolo del made in Itraly nel mondo. Come Coldiretti Emilia Romagna, siamo in attesa dell'ulteriore convocazione del tavolo Agroalimentare regionale per presentare le nostre proposte operative"
11 / 10 / 2008 diventa amico di questo sito su Facebook conoscerai gli autori del network e gli altri lettori
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