Pollo al cloro: la Commissione Ue dà il via libera alle importazioni
Roma - La Commissione europea ha approvato il via libera al pollo al cloro importato dagli Stati Uniti. E' questa la decisione presa dal collegio dei commissari dell' Unione europea (Ue). La decisione, spiega una nota, dovra' essere ratificata o respinta nelle prossime settimane dal Comitato per la salute animale e la catena alimentare: ratificare o bocciare la proposta, per trasferirla eventualmente al Consiglio Agricoltura. Dopo undici anni di embargo contro il pollame americano trattato con sostanze a base di cloro, l'esecutivo comunitario ha proposto di autorizzarne l'importazione per un periodo transitorio di due anni. L'apertura delle dogane europee chiesta da Washington sara' pero' condizionata all'uso di una sola sostanza chimica a base di cloro, tra le quattro utilizzate comunemente per disinfettare le carni, proibendo cosi' l'uso di cocktail di sostanze; al lavaggio con acqua potabile; all'uso di etichette in cui si espliciti che il prodotto e' stato decontaminato con il cloro e alla fornitura di dati da parte delle autorita' americane sulla possibile resistenza agli antibiotici che questi trattamenti potrebbero provocare. Tutte le sostanze in questione, si legge nel comunicato, "sono state valutate scientificamente dall'Efsa (l'autorita' per la sicurezza alimentare europea) sui loro possibili effetti diretti sui consumatori e tutte hanno ricevuto un parere positivo". Immediate le reazioni delle organizzazioni di categoria. Occorre impegnarsi - ha commentato Coldiretti - che questa preoccupante novita' arrivi sul mercato comunitario senza che imprese e consumatori ne sentano il bisogno. Il via libera della Commissione al 'pollo alla varechina' fa seguito - ricorda la Coldiretti - agli accordi raggiunti al termine del secondo incontro del Consiglio Economico Transatlantico (Tec) tra Unione Europea e Stati Uniti, nel quale la Commissione si e' impegnata a trovare una soluzione su questo punto con gli Stati Membri ed il Parlamento Europeo prima del prossimo incontro del Tec previsto nell'autunno 2008. La proposta dovra' essere ora sottoposta all'esame del Comitato europeo per la catena alimentare e animale che riunisce i rappresentanti dei 27 Stati membri per trasferirla eventualmente al Consiglio Agricoltura e al Parlamento Europeo. La proposta della Commissione - sottolinea la Coldiretti - prevede una durata di due anni con l'apertura delle frontiere europee condizionata: all'uso di una sola sostanza chimica a base di cloro, tra le quattro utilizzate comunemente per disinfettare le carni, proibendo cosi' l'uso di cocktail di sostanze; al lavaggio con acqua potabile; all'uso di etichette in cui si espliciti che il prodotto e' stato decontaminato con il cloro; e alla fornitura di dati da parte delle autorita' americane sulla possibile resistenza agli antibiotici che questi trattamenti potrebbero provocare. Una serie di precauzioni che secondo la Coldiretti non risolvono le perplessita' sui rischi per l'ambiente e la salute sia per quanto riguarda possibili reazioni chimiche, variazioni del gusto, effetti tossici in caso di ingestione dei residui di queste sostanze, cosi' come il rischio di insorgenza di ceppi di batteri resistentiIl pressing esercitato degli Stati Uniti sembra dunque - precisa la Coldiretti - aver avuto per ora successo con le ragioni dei consumatori che sono state sopraffatte dagli interessi della diplomazia per la necessita' di rafforzare i rapporti tra Stati Uniti ed Europa in un momento di difficolta' economica internazionale. Una scelta inaccettabile se si considera che nel corso dell'ultimo Consiglio dei ministri dell'agricoltura - sottolinea la Coldiretti - sono state espresse preoccupazioni in merito all'utilizzo di sostanze antimicrobiche per la decontaminazione della carne di pollo , su iniziativa francese condivisa e sostenuta da altre 21 delegazioni : Italia, Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Repubblica Ceca, Danimarca, Olanda, Estonia, Finlandia, Germania, Grecia, Ungheria, Irlanda, Lettonia, Lussemburgo, Portogallo, Romania, Spagna e Svezia. L'Italia, che e' autosufficiente nella produzione di polli - sottolinea la Coldiretti - non ha alcun interesse a promuovere sistemi di lavorazione che riducono le garanzie in un settore che ha gia' pesantemente sperimentato gli effetti delle emergenze sanitarie, con la crisi dell'influenza aviaria. L'Italia - conclude la Coldiretti - e' piu' che autosufficiente nei consumi grazie a 6000 allevamenti, 173 macelli, 517 imprese di prima e seconda lavorazione che danno complessivamente lavoro a 180mila addetti per una produzione complessiva di 1,13 milioni di tonnellate di carne ampiamente superiore ai consumi interni e un fatturato complessivo di 3,5 miliardi di euro, circa il 6,5 percento del valore dell'intera agricoltura italiana. Sulla stessa lunghezza d'onda la Confederazione italiana agricoltori (Cia) Un atto grave che apre - ha commentato la Cia - un pericoloso precedente. Cosi' la Cia-Confederazione italiana agricoltori commenta la proposta della Commissione Ue di togliere il divieto che impedisce l'import dagli Usa di carne di pollame disinfettata con il cloro. La Cia ribadisce, quindi, il fermo "no" all'importazione di questi prodotti che possono essere nocivi per la salute pubblica e nello stesso tempo riafferma l'esigenza di un'etichettatura chiara che permetta una vera tracciabilita'. Da qui l'invito della Cia al Comitato europeo per la catena alimentare e animale Ue, al quale spettera' decisione definitiva, affinche' sia respinto l'orientamento dell'esecutivo di Bruxelles e venga mantenuto il blocco dell'import dagli Stati Uniti di un prodotto cosi' trattato.
In tale direzione-sottolinea la Cia- fa ben sperare l'iniziativa di molti paesi Ue, tra cui il nostro, e di alcuni parlamentari europei per bloccare la decisione dell'Esecutivo comunitario. Occorre che nel confronto tra le due sponde dell'Atlantico s'impedisca che passi la richiesta degli Stati Uniti e che l'Ue mantenga una posizione ferma in difesa dei cittadini europei e soprattutto della loro salute. Nel ribadire il suo plauso per l'azione svolta dall'Italia, da altri paesi Ue e dagli europarlamentari, la Cia sottolinea l'importanza dell'etichettatura d'origine di tutte le carni, compresa, quindi, anche quella di pollo. Soltanto in questo modo si puo' contrastare l'arrivo di prodotti pericolosi e, nello stesso tempo, tracciare chiaramente il percorso dall'allevamento alla tavola
28 / 05 / 2008