Settore ittico, cresce l'importazione e il consumo. Male la bilancia commerciale Roma - Migliora la produttività del settore ittico in Italia. Secondo il rapporto dell'Ismea "Il settore ittico in Italia e nel mondo: le tendenze crescenti" la produzione nel 2006 è stata di 538mila tonnellate con una crescita del 4,3% su base annua, per un ricavo complessivo di 2.142 milioni di euro (+8,4%). Buoni anche i risultati avuti sui consumi. La media pro capite è stata di 22 chilogrammi con un aumento del 2,8% rispetto al 2005. E' stato inoltre registrato un aumento sia per le catture in mare (la pesca nelle acque del Mediterraneo è aumentata del 6,5% rispetto all'anno precedente), sia per l'acquacoltura (la produzione è cresciuta in volume del 3,3%).Complessivamente, però, il settore ittico in Italia resta - ha fatto presente Ismea - fortemente dipendente dall'estero. Le importazioni di pesce, molluschi e crostacei hanno oltrepassato nel 2006 le 900.000 tonnellate, registrando un aumento del 3,4%. Il grado di autoapprovvigionamento, dato dal rapporto tra la produzione interna e i consumi nazionali, è comunque leggermente migliorato per l'aumento della produzione, raggiungendo nello stesso anno il 41,5%. Una situazione questa che nel 2006, ha portato a chiudere la bilancia commerciale con un disavanzo monetario di 3.124 milioni di euro, registrando un peggioramento del 7,5% rispetto al 2005. Attualmente gli occupati nella pesca sono più di 30mila addetti, contro i 32mila del 2005 e i 47mila circa dell'inizio del decennio.
21 / 12 / 2007
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