Wto, trattative rotte con l'amaro in bocca Roma - La delusione e' il sentimento prevalente tra i principali membri dell'Organizzazione mondiale del commercio (Wto) all'indomani del fallimento dei negoziati a Ginevra per trovare un accordo sulla liberalizzazione degli scambi commerciali. Dopo nove giorni e notti di riunioni, fasi di stallo, progressi e tensioni, i negoziatori non sono riusciti a trovare un accordo sul meccanismo di salvaguardia delle importazioni agricole, soprattutto a causa di ''divergenze inconciliabili'' tra Stati Uniti e India. ''E' un passo indietro per il sistema del commercio internazionale, piu' grande della perdita di opportunita' commerciali'', ha dichiarato il commissario europeo al Commercio Peter Mandelson. Per il commissario, si tratta di un ''fallimento collettivo, ma le conseguenze non saranno uguali, saranno avvertite in maniera diversa da coloro che sono i piu' vulnerabili nell'economia mondiale''. "Prendo atto - ha dichiarato il ministro italiano per le Politiche agricole, alimentari e forestali Luca Zaia - del fallimento di una trattativa in cui si è provato in tutti i modi a penalizzare il sistema agricolo italiano e più in generale europea. E’ pur vero che, grazie agli sforzi dei nostri negoziatori, nel corso delle trattative abbiamo portato a casa importanti risultati, in particolare per ciò che concerne l’elenco dei prodotti tropicali". "L’esclusione dei prodotti di Indicazione geografica protetta – ha sottolineato il ministro - avrebbe però provocato conseguenze drammatiche per tutto il comparto. Non posso non ricordare che per l’agricoltura italiana ed europea le indicazioni geografiche sono un segnale importante e distintivo secondo le qualità delle singole produzioni. Riguardo al fatto che il fallimento potrebbe portare ad un ulteriore impoverimento dei Paesi in via di sviluppo – conclude Zaia - ricordo che in economia non può valere il principio asimmetrico. Chiedere infatti all’agricoltura italiana un costo quale quello che si stava profilando, avrebbe potuto portare conseguenze disastrose per la nostra stessa economia come per altro per quella di diversi Paesi occidentali, piuttosto che per la crescita dei Paesi ad economia emergente come ad esempio la Cina e l’India". ''La rottura dei negoziati e' una pessima notizia per le aziende, i lavoratori, gli agricoltori e soprattutto i poveri di tutto il mondo'', ha affermato il presidente della Camera di commercio americana, Tom Donohue. Secondo il Primo ministro giapponese, Yasuo Fukuda, il mancato accordo e' ''estremamente deplorevole''. Per il ministro del Commercio australiano, Simon Crean, il fallimento e' ''particolarmente frustrante'', perche' ''un accordo era chiaramente possibile''. Solo ''una questione riguardante l'accesso al mercato dei Paesi in via di sviluppo ha provocato il blocco'', ha aggiunto. ''Mi sento molto deluso'', ha fatto sapere il ministro del Commercio cinese Chen Demin, che attribuisce questo ''tragico fallimento'' all'''incapacita' di due Paesi di superare le loro divergenze''. Per il ministro del commercio neozelandese, Phil Goff, sono gli Stati Uniti e l'India che hanno fatto fallire i negoziati: ''una divergenza di opinioni tra l'India e gli Stati Uniti sui meccanismi di salvaguardia in agricoltura non ha potuto essere superata''. Il ministro dell'Economia messicano ha dichiarato che ''in un momento in cui l'aumento dei prezzi degli alimenti ha raggiunto livelli storici, il mondo aveva bisogno di un epilogo positivo''. Delusione condivisa dal ministro del Commercio internazionale canadese, Michael Fortie, che ha sottolineato che la Wto costituisce ''una tribuna importante per il Canada'' e dal Brasile, per il quale ''questo accordo alla Wto era importante, perche' avrebbe aperto i mercati in tutti i Paesi''. ''La fiducia riposta dal mio Paese nell'Organizzazione mondiale del commercio e il sistema multilaterale resta intatta e sono sicuro che potremo superare le divergenze per fare dei progressi e raggiungere il nostro obiettivo'', ha osservato il ministro del commercio indiano Kamal Nath. ''Gli Stati Uniti continuano a sostenere il sistema di negoziati multilaterali e la Wto come istituzione'', gli ha fatto eco la rappresentante americana al commercio Susan Schwab. ''Spero che potremo ritrovarci in un quadro di negoziati piu' ambizioso e che potremo arrivare a una conclusione'', ha aggiunto. Duro il giudizio del ministro del commercio kenyano, Uhuru Kenyatta, secondo il quale il mancato accordo ''mina seriamente'' gli sforzi dei Paesi africani per lottare contro la poverta'. Il ministro dell'Agricoltura francese, Michel Barnier, ha ribadito che Parigi era per un ''accordo equlibrato'', criticando il rifiuto di grandi Paesi emergenti di fare, a suo parere, gli ''sforzi'' necessari. ''La chiave e' la reciprocita', non nei confronti dei Paesi piu' poveri, ma di quelli emergenti'', ha sottolineato.
30 / 07 / 2008
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