Ti informiamo che, per migliorare la tua esperienza di navigazione questo sito utilizza dei cookie. In particolare il sito utilizza cookie tecnici e cookie di terze parti che consentono a queste ultime di accedere a dati personali raccolti durante la navigazione. Per maggiori informazioni consulta l’informativa estesa ai sensi dell’art. 13 del Codice della privacy. L'utente è consapevole che, proseguendo nella navigazione del sito web, accetta l'utilizzo dei cookie.

Home » Agronews » Il Tar del Lazio libera l’Italia dagli Ogm

Agronews

Il Tar del Lazio libera l’Italia dagli Ogm

Il tribunale amministrativo ha bocciato il ricorso contro il decreto interministeriale del 12 luglio che proibisce la semina di mais biotech MON810 modificato geneticamente

Roma- Una decisione adottata a poche ore dalla festa della Liberazione. Il provvedimento, arrivato alla vigilia del 25 aprile, si va infatti a incorniciare nel quadro della solennità della ricorrenza di domani. Per l’intera penisola, con la decisione del Tar del Lazio di bocciare il ricorso presentato contro il decreto interministeriale (decreto del 12 luglio- "Adozione delle misure d'urgenza si sensi dell'art. 54 del Regolamento CE n.178/2002 concernenti la coltivazione di varietà di mais geneticamente modificato MON 810") che proibisce la semina di mais biotech MON810 modificato geneticamente, si tratta dunque di una vera liberazione dagli Ogm. La decisione dei giudici è stata presa sulla base del principio della precauzione per cui sono state evidenziate le conseguenze potenzialmente negative per la salute delle persone e per l'ambiente.

In queste ore un fiume dichiarazioni, dall’ex ministro all’Agricoltura De Girolamo a Legambiente per arrivare a Coldiretti, ha rivendicato paternità della battaglia contro gli Ogm ed espresso gioia per la decisione del Tar. Ora, in molti, aspettano solo le decisioni di Palazzo Chigi nei confronti di chi viola il divieto di messa a coltura in modo da evitare situazioni analoghe a quanto accaduto nella scorsa estate in Friuli Venezia Giulia, che hanno portato alla contaminazione di terreni confinanti con quelli illegalmente coltivati con mais MON810, come accertato dalle indagini del Corpo Forestale dello Stato.

Soddisfazione è stata espressa anche dal ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali Maurizio Martina. “Apprendiamo con soddisfazione il pronunciamento del Tar che conferma- ha detto il responsabile del dicastero di Via XX Settembre- nella sostanza le ragioni del decreto promosso dal dicastero agricolo di concerto con i ministeri della Salute e dell’Ambiente in relazione allo stop delle semine Ogm in Italia”.
“Proseguiamo ora con tenacia la battaglia che stiamo portando avanti anche con altri Paesi in ambito europeo. Il nostro obiettivo- ha aggiunto- è dare più autonomia di scelta ai singoli Stati sul tema Ogm. Se non riusciremo a trovare un accordo entro giugno, questo sarà uno dei dossier più importanti del semestre italiano di Presidenza dell’Ue. Sono convinto che il modello agricolo italiano debba valorizzare le sue peculiari caratteristiche per rafforzarsi anche sui mercati internazionali”.

Nel 2013, nell’Unione Europea, sono rimasti- segnala Coldiretti-  solo cinque, sui ventotto, i Paesi a coltivare Ogm (Spagna, Portogallo, Repubblica Ceca, Slovacchia e Romania), con appena 148mila ettari di mais transgenico MON810 piantati nel 2013, la quasi totalità in Spagna (136.962 ettari).

Articoli Correlati

Ogm: 39 associazioni si mobilitano contro la deregulation transgenica

in data:24/04/2014

Cerca

Multimedia

  • video

    Tg Agricoltura. Edizione 4 luglio

  • foto

    Binomio, a Roma arriva la cucina all day long nata in Catalogna

  • video

    Tg Agricoltura. Edizione 27 giugno