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Filiera Corta

  • Il pesce resiste alla spending review estiva. In calo gli acquisti di pane e carne

    Dalle elaborazioni sui consumi alimentari nel periodo di vacanza effettuate della Camera di commercio di Monza e Brianza emerge una drastica riduzione della spesa: si è passati da 675 euro del 1973 a 460 euro di oggi

    20/08/2015 13:37

    Complice la crisi cambiano i consumi alimentari degli italiani dagli anni Settanta ad oggi. Nel 1973, secondo elaborazioni dell'Ufficio Studi della Camera di commercio di Monza e Brianza su dati Istat-Aci, una famiglia riempiva il carrello del mese con circa 675 euro, quarant'anni dopo si scende a 460 euro. Si acquista meno per il pane e molto meno per la carne (rispettivamente da 84 euro mensili a 76, da 224 euro a 107). Va meglio il pesce (da 23 euro a 41). Per zucchero, caffe', te' e cacao la spesa e' equivalente: 33 euro, oggi come ieri.

  • La Doggy bag non supera l'esame di italiano

    Un'indagine Coldiretti sui comportamenti alimentari dimostra che la richiesta degli avanzi della tavola è considerata dalla maggior parte dei connazionali maleducata, volgare e da poveracci. Un italiano su cinque porta i resti del pasto a casa

    18/08/2015 13:48

    La “doggy bag” ancora non convince totalmente gli italiani. Per una quota superiore al 25 per cento dei connazionali chiedere al ristoratore gli avanzi della tavola è da maleducati, da poveracci e volgare. Altri si vergognano a richiederla. C’è in ogni caso un italiano su cinque (20 per cento) che quando esce dal ristorante si porta almeno talvolta a casa il resto del pasto non consumato. Un 28 per cento non lascia invece alcun avanzo quando va a mangiare fuori. I dati emergono dall’indagine Coldiretti/Ixe’ sui comportamenti alimentari degli italiani nell’estate 2015.

  • La birra fa festa. Brindisi amaro in Italia

    In occasione dell'International Beer Day Assobirra tira le somme sul comparto: con un consumo pro capite di solo 14 litri le accise, in dodici anni, segnano un +117%

    07/08/2015 13:01

    Nei 120 giorni della stagione calda (da metà maggio a metà settembre) il consumo medio di birra in Italia- secondo stime di Assobirra- sarà tra i 7,5-8 milioni di ettolitri. Pari al 47% delle vendite annue. Ogni italiano durante l’estate consumerà circa 13,5 litri di birra. In prima fila quella fascia di consumatori (il 10% circa) che preferisce comunque berla esclusivamente d’estate. Parliamo comunque di un consumo moderato, ovvero una bottiglia da 0,33 l. ogni 3 giorni. In armonia, quindi, con i limiti indicati dagli esperti e dal buon senso. Intanto oggi 50 Paesi e oltre 200 città celebreranno l’International Beer Day, ricorrenza che nasce nel 2007 in California e che si celebra il primo venerdì di agosto.

  • Birra: i consumi rimangono “piatti”

    Nonostante una produzione birraria in crescita del +2% rispetto al 2013- segnala Assobirra- il trend economico è in linea con quello degli ultimi dieci anni. Crescono i prodotti più economici

    31/07/2015 16:50

    In Italia il consumo di birra si è attestato su livelli sostanzialmente "piatti", confermando il trend degli ultimi 10 anni, nonostante una produzione birraria in crescita del +2% rispetto al 2013. Bene anche l`export, tornato a crescere del +3,5% ma rimangono alte anche le importazioni. Il settore della birra poi contribuisce per 4 miliardi ma l'elevata tassazione frena la creazione di posti di lavoro. E' quanto emerge dall'Annual Report 2014 di AssoBirra, che evidenzia l'andamento del 2014 nel settore birrario. Nell`ultimo anno, quindi, nonostante la crisi e un contesto fiscale non favorevole, la birra ha visto salire la produzione del 2% rispetto all`anno precedente (per un totale di 13.521.000 ettolitri prodotti), trainata anche dalla buona performance dell`export (+3,5%). Eppure i consumi rimangono "piatti"

  • Ecco la classifica dei prodotti ittici più “magri”

    Stilata da Federcoopesca-Confcooperative una graduatoria specifica per chi segue un regime dietetico a basso contenuto calorico. Tra i consigliati polpo e merluzzo

    19/07/2015 15:17

    Stilata da Federcoopesca-Confcooperative la classifica dei prodotti ittici più “magri”. Una porzione di pesce e una di carne rossa, evidenzia l'associazione, pur avendo lo stesso contenuto di proteine pari a circa il 18% del peso, ha un minor apporto calorico con 230 calorie contro le 640. Viene inoltre sottolineato che i pesci non sono tutti uguali: la percentuale di grassi varia tra le diverse specie dallo 0,5% al 27%. Per chi segue un regime dietetico a basso contenuto calorico, informa Federcoopesca, via libera per acciughe, aragoste, calamari, cozze, gamberi, merluzzi, naselli, polpi, seppie, sogliole, spigole, vongole che hanno meno del 3% di grassi

  • La Pajata romanesca torna sulle tavole degli italiani dopo quattordici anni di attesa

    Autorizzato dall'Europa il regolamento che autorizza nuovamente il consumo di prodotti in precedenza esclusi a causa del rischio della cosiddetta “Mucca Pazza”

    17/07/2015 14:35

    Dopo ben quattordici anni tornano sulle tavole degli italiani, oltre alla Pajata romanesca, anche tutti i salumi che per tradizione sono confezionati con il budello di bovino. E’ arrivato infatti il via libera dall’Europa al regolamento che autorizza nuovamente il consumo di prodotti in precedenza esclusi dal consumo a causa del rischio della cosiddetta “Mucca Pazza”. Dopo lo status sanitario di Paese a rischio trascurabile per BSE, conseguito nel maggio del 2013, l’Italia ottiene oggi un altro importante risultato. Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale UE L.188 del 16 luglio 2015 del Regolamento UE 2015/1162 è diventata applicabile la modifica alla lista, votata lo scorso 17 marzo, di porzioni di organi e tessuti considerati materiale animale da eliminare, il cosiddetto Materiale Specifico a Rischio (MSR).

  • Il food vale 223 miliardi

    Il dato economico di consumo è emerso in occasione della presentazione di Host, il salone dell'Hospitaly in programma alla Fiera di Milano. La ristorazione organizzata in Italia vale 10,4 miliardi

    14/07/2015 14:55

    Vale in Italia 223 miliardi il mercato totale dei consumi alimentari food e beverage: i consumi a casa, ovvero quelli venduti tramite Gdo, e del dettaglio tradizionale sono pari a 151 miliardi di euro, mentre la componente dei consumi fuori casa vale 72 miliardi di euro, pari ormai al 32% dei consumi totali. I dati sono stati ufficializzati in occasione dell’edizione di ottobre di Host, il salone dell'Hospitaly in programma alla Fiera di Milano. La ricerca di mercato, effettuata da Tradelab, segnala che l’italiano è il terzo mercato in Europa e ha ancora spazi di crescita legati anche ai cambiamenti socio-demografici: aumento delle famiglie senza figli, dei single, aumento dell'occupazione femminile, nuovi stili di vita che hanno reso i consumi fuori casa non piu' un bene voluttuario ma quasi essenziale, anche perche' legati al bisogno di socialita'. In media si parla di circa 28 uscite al mese (34 volte per i giovani fino a 34 anni, principali fruitori del mercato fuori casa).

  • Mangiare meglio non significa spendere di più

    Fondazione Barilla presenta i nuovi dati sulla validità della Doppia Piramide nutrizionale e ambientale, il modello che mette a confronto la salubrità e la sostenibilità dei diversi alimenti. Paragonati 4 menù settimanali

    10/07/2015 12:01

    Mangiare sostenibile costa di più? A domandarselo è Fondazione Barilla in occasione del World Population Day (11 luglio) presentando i nuovi dati sulla validità della doppia piramide nutrizionale e ambientale, il modello che mette a confronto la salubrità e la sostenibilità dei diversi alimenti. In un momento di crisi- si spiega- è ancora più importante che un modello di alimentazione sostenibile sia anche alla portata di tutti. I dati- dice la Fondazione- dimostrano che mangiare meglio non significa spendere di più, soprattutto in Italia e nei paesi di area mediterranea.

  • Consumi, avanza la psicosi da crimine alimentare

    Il 65% degli italiani- registra un'indagine Coldiretti- sono convinti che la crisi li abbia esposti a dei pericoli di acquisto mettendo a rischio la propria salute. Sotto accusa i prodotti "low cost"

    09/07/2015 17:59

    Il 65 per cento degli italiani ritiene che la crisi abbia fatto aumentare i rischi ed è in allarme per i crimini alimentari. E il 12 per cento- secondo un’ indagine Coldiretti/Ixe’- dichiara di esserne stato vittima. Una paura- sostiene ancora l’organizzazione agricola- confermata purtroppo dalla realtà poiché secondo le elaborazioni Coldiretti dall’inizio della crisi sono aumentate del 183 per cento le frodi alimentari, sulla base dei dati sui sequestri di prodotti adulterati e contraffatti effettuati dai Carabinieri dei Nas nel periodo compreso tra il 2008 e il 2014.

  • Ancora alto il numero di famiglie che rinuncia al cibo

    La percentutale sui consumi, dopo tre anni di crescita, passa dal 62% al 59%. Continua ad essere in crescita, soprattutto nel Sud Italia, la quota di acquisto presso gli hard discount

    08/07/2015 15:25

    E' ancora alto in Italia il numero di famiglie che rinuncia al cibo. Il dato, anche se in diminuzione dopo tre anni di crescita, passa dal 62% al 59%, soprattutto nel Centro-Nord. Non si riduce la quota di acquisti presso hard discount (13%), che continua a crescere al Sud e nelle Isole (dal 12% al 15%). Il livello di spesa alimentare rimane complessivamente stabile (in media 436,06 euro al mese). In diminuzione la spesa per carne (da 99,64 nel 2013 a 97,20 euro nel 2014), che si accompagna a quella per oli e grassi (da 15,16 a 13,79 euro) e per bevande analcoliche (da 20,61 a 19,66 euro), mentre aumenta la spesa per piatti pronti e altre preparazioni alimentari (da 9,52 a 10,5 euro)

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