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Filiera Corta

  • Italiani popolo di “chicken lovers”

    Un sondaggio Doxa per Unaitalia segnala che otto connazionali su dieci mangiano carne di pollo almeno una volta alla settimana. Molti però i luoghi comuni e falsi miti associati al consumo di carne avicola

    23/06/2015 14:25

    Piace a tutta la famiglia, è ritenuta la migliore ed è ricca di proteine e povera di grassi. Parliamo della carne di pollo incoronata dagli italiani, attraverso un sondaggio Doxa per Unaitalia (Unione Nazionale delle filiere agroalimentari delle carni e delle uova), quasi incomparabile. Stando ai numeri oggi infatti 8 connazionali su dieci la consumano almeno una volta alla settimana e per 7 consumatori su 10 è la più affidabile tra tutte le carni. Il sondaggio segnala inoltre che in casa mette d'accordo tutti (82% degli intervistati), è considerata conveniente ed economica (91%) e, rispetto alle altre carni, quelle di pollo e tacchino sono ritenute più magre (89%) tra gli alimenti più indicati per una dieta dimagrante (83%).

  • Carni avicole: crescono produzione e consumi. L’Italia punta a raggiungere la media Ue

    Secondo Unaitalia i consumi interni sono al 25% ancora al di sotto del livello continentale. La produzione è stata pari a 1.261.200 tonnellate, in lieve aumento rispetto al 2013 (+0,2%)

    19/06/2015 15:05

    In Italia i consumi delle carni avicole rappresentano circa il 25% del consumo totale di carne e sono molto al di sotto della media europea; il consumo di pollo, escludendo gli altri volatili, è pari a 13,6Kg l’anno pro-capite, contro i 17,8 Kg medi in Ue (dati Unaitalia e AVEC 2014). Secondo le conclusioni del primo Documento di Consenso sul ruolo delle carni avicole dell’istituto di ricerca Nutrition Foundation of Italy (NFI), coordinato da Andrea Poli e Franca Marangoni con il supporto di esperti nazionali con articolate competenze specialistiche e pubblicato sulla rivista scientifica internazionale Food & Nutrition Research (www.foodandnutritionresearch.net), un maggiore ricorso alle carni avicole, nell'ambito di un consumo adeguato di alimenti su base proteica, consentirebbe un miglioramento della qualità complessiva della dieta nella popolazione italiana.

  • Nel frigo si scoprono gli stili di vita degli europei

    La ricerca commissionata dalla multinazionale americana Whirpool (Indesit) ha messo a confronto i consumatori di Italia, Francia, Gran Bretagna, Belgio, Paesi Bassi, Polonia, Russia e Svezia facendo emergere i "must" presenti nei refrigeratori casalinghi

    17/06/2015 14:40

    Paese che vai frigo che trovi, ma anche famiglia che vai frigo che trovi. Arriva a queste conclusioni una originale ricerca sugli stili alimentari, commissionata dalla multinazionale americana Whirpool (Indesit), che ha messo a confronto otto diversi stili di vita che raccontano di come in Italia, Francia, Gran Bretagna, Belgio, Paesi Bassi, Polonia, Russia e Svezia il frigorifero rappresenti l'elettrodomestico chiave per una persona su tre. Ma cosa viene conservato con maggiore frequenza nei frigo di casa? In Italia la frutta fresca è il prodotto che, insieme alla verdura, occupa più spazio

  • La pasta resiste alla sfida lanciata dalle diete low-carb

    Il 90% degli italiani ama il prodotto simbolo dello Stivale e il 53% non ci rinuncia. Ecco perchè una ricerca Doxa per Aidepi rivela che le "ricette" nate negli Usa non sono riuscite a sedurre la penisola

    11/06/2015 18:04

    Toglieteci tutto ma non la pasta. Gli italiani, anche a dieta, non rinunciano ai carboidrati, che sono la colonna portante dell’alimentazione mediterranea. Lo rivela una ricerca Doxa (1000 casi rappresentativi della popolazione italiana) commissionata da Aidepi ̶ Associazione delle Industrie del Dolce e della Pasta Italiane ̶ dal titolo “Diete low-carb: cosa ne pensano gli italiani”, che per la prima volta ha cercato di fare chiarezza sul reale impatto di queste diete nel nostro Paese. Si scopre così che solo il 5% degli italiani ne ha sentito parlare, al di là del clamore mediatico suscitato da questi regimi dietetici, che da oltre 30 anni promettono dimagrimenti “lampo”, demonizzando tutto ciò che deriva da grano e cereali. E nonostante queste diete abbiano come testimonial personaggi famosi del mondo dello spettacolo, soltanto il 2% dei nostri connazionali ha dichiarato di averne seguita una.

  • Vino: acquisti online sempre più al femminile

    In Europa il 47% dei clienti che comprano prodotti enologici con l'e-commerce è donna, tra i 30 e i 40 anni. In Italia, la percentuale si assesta al 39% con un trend costante di crescita e il 45% dimostra di preferire il vino bianco e rosé

    08/06/2015 17:22

    Il vino ormai sta diventando sempre più un prodotto in rosa: questa tendenza è confermata anche dai dati di una ricerca Survey Lab di vente-privee, che analizza le preferenze dei soci del sito in fatto di vino. In Europa, infatti, il 47% dei clienti che acquistano vino online è donna, tra i 30 e i 40 anni; in Italia, la percentuale si assesta al 39% con un trend costante di crescita. Vino e femminilità inoltre fanno rima con condivisione e convivialità: secondo le analisi di vente-privee, il click per l’acquisto porta già con sé il sapore del momento in cui verrà consumato e la proiezione dell’atmosfera che il vino evoca

  • Poco "sostenibile" e non troppo sana l'alimentazione degli italiani

    Da uno studio dell’Osservatorio Nutrizionale Grana Padano emerge che la classica "scatoletta" e' molto usata: il 40% degli intervistati la utilizza tutte le settimane e di questi, il 10%, consuma cibo in scatola dalle 2 alle 4 volte a settimana

    05/06/2015 13:20

    Cibi in scatola due o quattro volte a settimana, patatine fritte e snack: e' poco "sostenibile" e non troppo sana l'alimentazione degli italiani secondo quanto rileva uno studio dell'Osservatorio Nutrizionale Grana Padano che ha analizzato le abitudini alimentari di circa 1200 individui, 47,3% donne e 52,7% uomini di eta' compresa fra 18 e 90 anni, con un Bmi medio molto simile (27,6 kg/m2 per le femmine e 27,4 kg/m2 per gli uomini). Dallo studio e' emerso che si utilizza molto pesce conservato che richiede un notevole dispendio di energia per conservazione e lavorazione. La classica "scatoletta" e' molto usata: il 40% degli intervistati la utilizza tutte le settimane e di questi, il 10%, consuma cibo in scatola dalle 2 alle 4 volte a settimana. Il consumo di patate rimane una preferenza degli italiani: solo il 5% degli intervistati afferma di non consumarle mai, mentre quasi il 70 % ne fa uso settimanalmente, di questi il 34% da 2 a 4 volte. Ma dal campione risulta che troppo spesso e' consumata sotto forma di fritto o snack

  • Aumentano i clienti del Bio. E' donna il consumatore più attivo

    Uova, confetture e spalmabili a base di frutta, panetti croccanti, bevande di riso, mandorla e riso, pasta di semola integrale/farro/kamut le top 5 categorie del biologico per fatturato

    03/06/2015 16:23

    Aumentano in percentuale di un 14,8, rispetto allo scorso anno, i clienti abituali che acquistano bio tutte le settimane, altri 3,2 milioni (+8,4%) acquistano bio 1 volta al mese e 12 milioni di famiglie acquistano bio ogni 3 mesi. Nel totale sono 18,4 milioni di famiglie italiane che acquistano prodotti bio. I consumatori piu' attivi, prevalentemente donne, sono di fascia di eta' tra i 25 e i 44 anni e fra i 55 e i 64 anni. I dati emergono dalla ricerca Nielsen "L'alimentare e il biologico in Italia" commissionata da Assobio presentata al Parco della Biodiversita', l'area tematica in Expo realizzata da BolognaFiere e dedicata all'agricoltura biologica e all'agrobiodiversita'.

  • Lotta allo spreco di cibo: scende in campo la Fondazione Barilla Center for Food and Nutrition

    In occasione della Giornata dell'Ambiente vengono forniti dieci utili consigli da applicare nella vita di tutti i giorni

    03/06/2015 13:33

    In Italia si spreca il 35% dei prodotti freschi (latticini, carne, pesce), il 19% del pane e il 16% di frutta e verdura. Lo spreco di cibo nel nostro Paese determina una perdita di 1226 milioni di m3 l’anno di acqua, pari al 2,5% dell’intera portata annua del fiume Po. A segnalarlo è la Fondazione Barilla Center for Food and Nutrition che rilancia l’obiettivo del Protocollo di Milano in occasione della Giornata dell’Ambiente, che quest’anno avrà la sua celebrazione ufficiale a Expo Milano 2015. L’obiettivo è ridurre lo spreco di cibo del 50% entro il 2020. Come? Intervenendo- si sostiene- sull’intera filiera, dagli agricoltori ai consumatori: con attività di prevenzione, per evitare gli sprechi fin dall’inizio del processo produttivo, e poi imparando a riutilizzare gli avanzi di cibo per l’alimentazione umana e per quella animale, ed infine per la produzione di energia e compostaggio.

  • Cresce a piccoli passi la vendita alimentare al dettaglio

    Il giro d'affari commerciale rispetto a marzo 2014 è dello 0,7 per cento. Nel confronto con febbraio 2015 le vendite perdono uno 0,1%

    22/05/2015 17:13

    L’incremento è modesto, ma il risultato è da considerare incoraggiante per il settore delle vendite al dettaglio. L'indice del valore delle vendite di prodotti alimentari aumenta dello 0,7% rispetto a marzo del 2014. Con riferimento ai primi tre mesi del 2015 la crescita è dell’1,2 per cento. Nel confronto con febbraio 2015 le vendite alimentari diminuiscono dello 0,1%. A segnalarlo è l’Istat.

  • Il cibo resta una passione per gli italiani. Per pane e pasta è amore indiscusso

    A dimostrarlo è un'indagine Demopolis. Tra i risultati emersi la fedeltà alla dieta mediterranea e al vino made in Italy. Restano le di difficoltà di spesa

    21/05/2015 14:40

    Gli italiani cercano di mangiar bene, anche se il potere d'acquisto si è progressivamente ridotto. Oggi il costo e promozioni influenzano, molto più che in passato, le scelte di acquisto alimentare. Ad ammettere lo stato delle cose è il 68% degli intervistati dell’indagine realizzata dall'Istituto Demopolis. Sui consumatori incide anche l'abitudine: 6 su 10 dichiarano di prediligere prodotti già testati ed apprezzati in passato; un condizionamento lo esercita, per il 57%, la notorietà della marca. Per la maggioranza assoluta delle famiglie hanno un peso determinante sulle scelte d'acquisto anche la provenienza e la genuinità percepita.

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