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Filiera Corta

  • Spesa alimentare: la ripresa costa l’infedeltà del consumatore

    Secondo una ricerca Censis il 60,3% degli italiani che si rivolge alla distribuzione moderna organizzata tradisce sia il punto vendita che l’insegna della catena. Nell’ultimo trimestre acquisti in crescita di un +1,3%

    11/07/2017 12:24

    Se da una parte si festeggia per un ritorno al consumo, dall’altra ci si interroga sulle nuove modalità di acquisto. La ricerca dell’Istituto di ricerca Censis registra infatti un incremento sul trimestre 2016 (+1,3%) e un aumento annuo (+2,6%) più alto dal 2011, ma un’infedeltà del consumatore al punto vendita con un'attidudine ad essere iperinformato, ad essere scaltro, combinatore di canali d'acquisto diversificati, attento non solo al prezzo, amante di consumi salutisti, etici, di pregio. Unica invariante, sostiene l'istituto di ricerca, la distribuzione moderna organizzata (supermercati, ipermercati, centri commerciali) resta il luogo d'elezione dove fare la spesa,

  • Non per moda, ma per convinzione: cresce il consumo di pasta integrale

    Il 53 per cento degli italiani la sceglie per il gusto e perché fa bene alla salute, grazie al contenuto in fibre e sali minerali e al ridotto indice glicemico. A rilevarlo è una ricerca Doxa-Aidepi

    06/07/2017 18:21

    Ormai è una scelta di vita, o quasi: oggi il 53 per cento degli italiani sceglie la pasta integrale per il gusto e perché fa bene alla salute, grazie al contenuto in fibre e sali minerali e al ridotto indice glicemico. A rilevarlo è una ricerca Doxa-Aidepi dal titolo “Gli italiani e la pasta” realizzata dall’ Associazione delle Industrie del Dolce e della pasta Italiane. L’integrale- si spiega - trova maggiori consensi tra le ragazze under 24 del Nord d`Italia. Nell`ultimo anno la pasta integrale ha mostrato, assieme alla pasta di kamut e a quella di farro, tassi di crescita vicini al 20%, ma nei volumi è ancora marginale rispetto alla pasta di semola tradizionale, che rappresenta circa il 90% del mercato (dati Iri 2017).

  • I claim salutistici convincono gli italiani. Cresce la vendita dei prodotti ricchi di fibre

    Quattro milioni di famiglie-rileva l’Osservatorio Immagino di GS1 Italy e Nielsen- sono sedotti da informazioni nutrizionali come “ricco di fibre”, “ricco di vitamine” “biologico” e “veg”

    23/06/2017 11:40

    Più sani, più belli. Gli italiani sono sempre di più sedotti e affascinati dai prodotti alimentari ricchi di fibre e da quelli integrali. Le ultime rilevazioni dell’Osservatorio Immagino di GS1 Italy e Nielsen dicono che 4 milioni di famiglie sono sensibili a claim salutistici, come “ricco di fibre”, “ricco di vitamine” ma anche “biologico” e “veg” . Per la maggiore vanno i prodotti integrali, mentre gli alimenti ricchi di fibre hanno un pubblico più trasversale, che accomuna varie fasce della popolazione ed è solo leggermente influenzato dal reddito

  • Merendine, passione golosa per Peter Pan italiani

    Secondo una ricerca Doxa-Aidepi sono 21 milioni gli adulti nella penisola che consumano il prodotto dolciario. Gli “habitue” sono soprattutto gli under 35

    30/05/2017 11:54

    Un Paese di Peter Pan. Ad andare matti per le merendine in Italia non sono solo i bambini, ma anche gli adulti. Secondo una ricerca Doxa-Aidepi (Associazione delle industrie del dolce e della pasta) sono ben 21 milioni i “grandi” che consumano merendine. Ma se da un lato- si spiega in una nota- i numeri di questa ricerca raccontano la fidelizzazione degli italiani verso quest’alimento, dall’altro emerge che i nostri connazionali si lasciano ingannare dalle “bufale” che da anni si sono diffuse (soprattutto on line) intorno alle merendine. Nel particolare emerge che nel nostro Paese- il 38% degli italiani sono consumatori di merendine e lo fanno in media 2 volte a settimana. Gli “habitue” di questo prodotto soprattutto under 35 (il 59%) che alla merendina non sanno proprio rinunciare.

  • Frutta e verdura, mai così bene da diciassette anni a questa parte

    Incremento di vendita del 4 per cento nei primi due mesi del 2017 per l'ortofrutta. A segnalarlo è il rapporto del Macfrut Consumers' Trend

    24/04/2017 14:51

    Nella storia. Mai così bene da 17 anni a questa parte. La frutta e verdura nell’uso domestico va forte. A segnalarlo sono gli analisti del Rapporto del Macfrut Consumers' Trend che registrano un incremento del +4% nei primi due mesi del 2017. Nel dettaglio – si spiega una nota - con circa 1,3 milioni di tonnellate, gli acquisti di frutta e verdura, sono stati maggiori del +4%. La frutta è stata acquistata per volumi superiori alle 711mila tonnellate (+4% sul primo bimestre 2016), mentre gli ortaggi per oltre 590mila tonnellate (+5%). Per entrambe le macro categorie i quantitativi del periodo gennaio-febbraio 2017 sono stati i più elevati della serie storica elaborata da Cso Italy a disposizione (dal 2000)

  • Tutti matti per la carne di maiale. La bianca vince sulla rossa

    La tendenza sui consumi è dell'Osservatorio di Agriumbria. Nell'ultimo anno le quantità di prodotto portate in tavola dagli italiani sono scese in media a 85 grammi al giorno

    29/03/2017 16:51

    Pazzi per la carne di maiale. Ne mangiamo 37 chili a testa all'anno. Non sfigurano però neanche la carne bovina (21 chili) e quella avicola (19 chili). Il dato sul consumo è dell’Osservatorio nazionale sui consumi delle carni di Agriumbria che sarà presentato nel corso della fiera a Bastia Umbria, nel polo fieristico di Umbriafiere, dal 31 marzo al 2 aprile prossimi. Ad oggi- si spiega in una nota- le quantità di carne portate in tavola dagli italiani sono scese in media a 85 grammi al giorno. Crollano i wurstel (-16,4%), la carne in scatola -9,9%, e la carne rossa -2,8% oltre che il prosciutto crudo -2,4%. La carne rossa viene in parte sostituita con carni bianche, con le preparazioni fresche di carni di animali da cortile e di coniglio a +3% e quelle dal pollame +1,1%.

  • Cresce con prudenza la spesa per il cibo. La ripresa dei consumi avanza a piccoli passi

    Secondo una ricerca Censis l'incremento di acquisto nel biennio 2015-2016 è dell'1,1%. Oggi gli italiani destinano al food il 14,3%, una quota che è ben al di sopra della media europea dell'11,4%

    24/03/2017 10:12

    Gli italiani tornano a spendere per il cibo, ma con prudenza. La crescita, nel biennio 2015-2016, è dell’1,1 per cento, ma è ancora distante dai livelli pre-crisi. Tra il 2007, anno precedente allo scoppio della crisi economica, e il 2016 il calo dei consumi alimentari è stato del 10,9%. A scattare la fotografia dei consumi alimentari, la ricerca "Il futuro dell'alimentazione, tra stili di vita contemporanei e nuovi modelli di fruizione", commissionata da Nestlè Italia al Censis. Oggi i connazionali destinano al food il 14,3%, una quota- si legge in una nota- che è ben al di sopra della media europea dell'11,4%. La ricerca evidenzia inoltre che gli italiani nello scegliere cosa comprare gli italiani non badano al prezzo. Solo per l'1,3% infatti è un fattore discriminante, contro il 32% del resto d'Europa.

  • Il pesce è in cima alle preferenze di spesa. Gli italiani si scoprono salutisti a tavola

    Secondo un’analisi della Coldiretti sulla base dei dati Istat e Ismea a far segnare il maggior incremento degli acquisti familiari per la tavola nel 2016 è l'ittico con un balzo record del 5%. Bene anche gli altri prodotti legati alla salute

    12/03/2017 14:59

    Gli italiani a tavola si scoprono più salutisti. Secondo un’analisi della Coldiretti sulla base dei dati Istat e Ismea a far segnare il maggior incremento degli acquisti familiari per la tavola nel 2016 è il pesce fresco con un balzo record del 5% in Italia, in netta controtendenza con i consumi alimentari complessivi che risultano in calo dell'1%. L’organizzazione agricola sottolinea in particolare che l'aumento della domanda interna e' soddisfatto soprattutto dalle importazioni (+3%) con circa 2 pesci su 3 finiti nel piatto che sono stranieri. Complessivamente- si legge in una nota- il 2016 premia prodotti associati a indiscusse proprieta' benefiche

  • Il vino della bottiglia tiene a distanza il brik di cartone

    Dall'analisi realizzata da Iri per Vinitaly emerge una crescita dei prodotti a denominazione e il buon andamento del biologico nella grande distribuzione. Calo dell'8,6% per quello confezionato

    10/03/2017 11:50

    Il derby del vino è vinto dalla bottiglia da 75cl. Il brik di cartone e tutti i formati alternativi rimangono nelle retrovie. Sugli scaffali della Grande distribuzione organizzata crescono le vendite delle bottiglie di vino a denominazione d’origine e gli spumanti. Bene anche il biologico che continua la sua marcia trionfale. E’quanto emerge dalla ricerca sull’andamento del mercato del vino nella Grande distribuzione nel 2016 svolta dall’istituto di ricerca Iri che sarà presentata a Vinitaly (Verona 9/12 aprile). Dai dati ufficializzati la Grande distribuzione si conferma il canale di vendita di gran lunga più grande nel mercato del vino con 505 milioni di litri venduti nel 2016 per un valore di un miliardo e mezzo di euro.

  • Caffè, maglia nera a Brescia. Nella città lombarda il prezzo più alto per tazzina

    I dati del costo al consumo arrivano da Tirreno Ct, fiera dedicata alle ultime novità nel settore delle forniture per alberghi, ristoranti, bar, pasticcerie, gelaterie. Catanzaro e Messina le località più economiche

    21/02/2017 11:31

    La maglia nera del caffè va a Brescia. Nella città lombarda infatti il costo per una singola tazzina di caffè è il più alto di tutta Italia. Stessa cosa per il cappuccino. Il prezzo per il primo è di 1,30 euro e per il secondo è di 1,90 euro. Il dato arriva da Tirreno C.t., fiera dedicata alle ultime novità nel settore delle forniture per alberghi, ristoranti, bar, pasticcerie, gelaterie in corso fino al 22 febbraio a Carrara Fiere. Dall’analisi emerge che una tazzina di caffè al bar varia da 0.80 centesimi di Catanzaro e Messina all'1,3 euro appunto di Brescia per un valore medio in Italia di 0,98 centesimi

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