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Spreco alimentare, 13 milioni di interazioni in rete
Più di 13 milioni di interazioni social e oltre 68.000 mention nell’ultimo anno: lo spreco alimentare è un tema ad alta tensione emotiva, che coinvolge soprattutto i più giovani. Lo rivelano i dati presentati da SocialCom durante l’evento “Il viaggio del cibo: ridurre lo spreco, valorizzare la filiera”, promosso da Number 1 Logistics Group, Banco Alimentare e Tuttofood.
Secondo l’analisi, TikTok e Instagram guidano la conversazione sul tema, con oltre 10 milioni di interazioni complessive. I contenuti più virali sono quelli che combinano sostenibilità ambientale e storytelling efficace: dalle ricette antispreco, ai progetti educativi, fino ai casi di redistribuzione virtuosa. Ma non manca una quota significativa di sentiment negativo, che denuncia l’ingiustizia di uno spreco alimentare che coesiste con la povertà. “Il nostro studio mostra come la conversazione sullo spreco sia fortemente polarizzata: da un lato un’attenzione genuina, dall’altro la difficoltà di agire. Il 63% del sentiment evidenzia un approccio positivo, inteso come la possibilità di trovare soluzioni al problema, mostrando idee e soluzioni concrete, preferite alle critiche sterili, mentre il 37% riflette allarme e tristezza. Le emozioni non bastano: servono informazioni corrette, esempi concreti e linguaggi in grado di attivare le persone” ha sottolineato Luca Ferlaino, Presidente di SocialCom.
“I dati parlano chiaro - commenta Giovanni Bruno, Presidente della Fondazione Banco Alimentare ETS - c’è una sensibilità crescente verso il tema dello spreco, ma occorre tradurla in azioni. Banco Alimentare lavora per questo, trasformando ogni giorno le eccedenze in risorsa. Ed è significativo che il nostro nome sia presente nel 25% delle conversazioni online sul tema: è un riconoscimento, ma anche una responsabilità. Il convegno di oggi rappresenta per noi un’occasione preziosa di ribadire quanto la lotta allo spreco alimentare sia un valore che ha bisogno di innestarsi nella cultura d’azienda e di ambassador che la rendano una buona pratica quotidiana”.