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Street Food: da scelta "di ripiego" a un mercato da miliardi di euro

Settore genera un volume d'affari di circa 3 miliardi. Grandi chef e gruppi della ristorazione (come il Gruppo Alajmo con AMOR Hot Dog) stanno entrando nel settore portando standard di qualità elevatissimi in contesti "fast"

Roma- Lo street food in Italia non è più solo una tradizione popolare, ma un comparto economico solido e in continua espansione. Al 2026, il settore si conferma uno dei più dinamici dell'intero comparto Horeca (Hotellerie-Restaurant-Café). In Italia si contano oltre 28.000 imprese attive nel settore dello street food (dati aggiornati al 2024-2025). Tra il 2019 e il 2024, il numero di attività è cresciuto con un tasso medio annuo del +3,3%. La categoria include non solo i classici "food truck" itineranti, ma anche chioschi fissi, mercati rionali e nuovi format gourmet che operano in aeroporti, stazioni e centri commerciali.

Il mercato dello street food in Italia genera un volume d'affari di circa 3 miliardi di euro (dato consolidato 2024/2025). Il settore è previsto in crescita costante con un tasso annuo (CAGR) del +5,5% fino al 2028. Dal punto vi sta della redditività: Lo street food è considerato molto appetibile perché ha una struttura di costi agile. Mentre un ristorante tradizionale fatica con margini ridotti, un'attività di street food ben gestita può vantare un margine lordo tra il 55% e il 65%.


Analisi economica per tipologia (stime 2026)

Il fatturato di una singola attività varia enormemente in base al modello di business scelto:

Tipologia di attivitàFatturato medio annuoUtile netto stimato
Chiosco itinerante € 60.000 – € 90.000 1,5% - 3% (post-tasse/costi)
Food Truck medio € 100.000 – € 160.000 Gestione più complessa (personale/carburante)
Punto fisso (Gourmet) € 180.000 – € 250.000 Maggiori costi fissi, ma scontrino medio più alto

I Trend del 2026

  • Gourmet & Alta Cucina: Grandi chef e gruppi della ristorazione (come il Gruppo Alajmo con AMOR Hot Dog) stanno entrando nel settore portando standard di qualità elevatissimi in contesti "fast".

  • Sostenibilità: L'uso di packaging compostabile e materie prime a "km zero" non è più un optional ma un driver fondamentale per attirare la clientela, specialmente la Gen Z (di cui l'80% ricorre abitualmente al take-away).

  • Integrazione digitale: Il 20% delle vendite passa ormai attraverso piattaforme di delivery, anche per i piccoli chioschi.

In sintesi, lo street food italiano è passato dall'essere una scelta "di ripiego" a un mercato da miliardi di euro, capace di resistere alle crisi meglio della ristorazione tradizionale grazie alla sua flessibilità operativa.

in data:01/05/2026